Darko Grncarov: 20 anni e già alle prese con la difficile arte del ritorno

Darko Grncarov: 20 anni e già alle prese con la difficile arte del ritorno

Il tennista macedone, intervistato, racconta la sua storia, tra precocità, un attacco cardiaco e la voglia di ritornare a competere.

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TRASCORSI DIFFICILI – In questo ultimo Us Open hanno fatto notizia e generato compassione le storie di Sloane Stephens e di Juan Martin Del Potro, tornati agli onori del tennis che conta dopo dei percorsi costellati di gravi infortuni e segnati da rientri complessi. Oggi raccontiamo un’altra storia di sfortuna, ma il protagonista è un ragazzo di soli 20 anni, ancora non arrivato sotto i riflettori del circuito, e originario di un paese in cui il tennis fa ancora fatica a rompere il ghiaccio. Si chiama Darko Grncarov, nato il 28 maggio 1997, macedone, ed è stato di recente oggetto di un’intervista da parte di una testata online francese, grazie alla quale conosciamo le sue peripezie attraverso le sue parole. Eccole di seguito: “Ho 20 anni. Gioco a tennis dall’età di 4 anni, e avrei dovuto iniziare subito con i tornei ITF a 16 anni. Dunque, la mia prima tournée era programmata in Turchia, e avevo una programmazione piuttosto densa anche per il resto dell’anno, siccome avevo ricevuto diverse wild card per i tornei. E solo 2 giorni prima di giocare in Turchia, fui colpito da un attacco di cuore e rimasi in coma per circa un anno. Mi sono svegliato dal coma due mesi fa. L’ho superato piuttosto bene, nonostante le prime analisi degli specialisti sostenessero che non sarei più stato in grado di giocare a tennis nè di camminare. Non lo potevo accettare. In questo momento sto lavorando davvero duramente. L’ATP mi sta dando tutto il supporto di cui ho bisogno. È previsto perfino che io giochi dei Challenger nel futuro prossimo, e avrò anche una wild card a Miami. Per quanto riguarda il supporto per il mio ritorno alle competizioni, il mondo del tennis mi ha dato il meglio che potesse fare, e io ne sono veramente grato”.

L’AIUTO DELL’ATP – Come il giovane, molto lucidamente, spiega, le wild card sono l’aiuto più consistente che la federazione può fornire a un giocatore: “Bene o male, ad oggi, tutto ciò di cui un giocatore ha bisogno è un’occasione per giocare nei tornei ITF, che sono i tornei minori. Ma l’ATP mi dà la possibilità di giocare non solo tornei Challenger, ma addirittura ATP. Inoltre vogliono pubblicare una videointervista sul mio primo torneo della prossima stagione. Quello che voglio dire è che sono pochi i giocatori che hanno l’opportunità di giocare quei tornei senza un ranking ben preciso – un ranking piuttosto alto per dir la verità”. Per ora le wild card più importanti che ha ricevuto sono quelle per il torneo di Bangkok a gennaio, per Rotterdam a febbraio, per il Master 1000 di Miami a marzo e in Cina ad aprile; altre sono sulla lista ma Darko deve ancora decidere se accettarle. Poi sarà di nuovo in Cina a novembre. Lui stesso tiene a fare notare come si tratti di wild card molto importanti per i tornei del massimo circuito.

UN HABITAT COMPLICATO – Interrogato sulla situazione del movimento tennistico macedone, il giovane dipinge un quadro decisamente non idilliaco: “In Macedonia ci sono diversi giocatori che cercano di aprirsi la strada per il successo, ma dal 2007 niente funziona più. Io sono allenato da un coach che 8 anni fa era il più forte giocatore macedone. Io sarò il primo tennista macedone a giocare tornei di élite da Predrag Rusevski, che è stato l’ultimo nel 2007”. Riguardo ai suoi sogni per il futuro, il principale è di arrivare ai top 100 il prima possibile. Dopodiché dice: “Semplicemente di scrivere la storia. Lo faccio per vincere”.

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