Federer e Dimitrov, una vittoria frutto (anche) dei coach

Federer e Dimitrov, una vittoria frutto (anche) dei coach

Federer e Dimitrov hanno ottenuto questa settimana due importanti vittorie, che fanno ben sperare per il futuro. Importante è stato anche l’apporto dei rispettivi coach.

A volte sono iper-esposti, iper-chiacchierati e troppo spesso intervistati. Sono gli allenatori, star del circuito a volte al pari dei giocatori stessi. Altre volte però i coach passano in secondo piano, soprattutto al momento delle vittorie dei loro atleti. Perché se un titolo portato a casa è ovviamente un risultato conseguito dal tennista con le sue forze ed energie, è pur vero che, talvolta, l’apporto dell’allenatore può essere fondamentale, soprattutto per cambiare rotta dopo un “anno no”, o, nel caso di un giocatore giovane, per ingranare la marcia giusta e cominciare a fare sul serio.

Non stiamo parlando in astratto ma pensiamo a due casi concreti, rappresentati questa settimana da due giocatori continuamente accomunati (con le dovute precauzioni, sia chiaro), ovvero Federer e Dimitrov.Federer e Dimitrov sono i vincitori dei tornei Atp 500 di questa settimana, ed entrambi hanno portato a casa un torneo che gli dà tanta fiducia e speranze per il futuro: più prossimo quello di Federer, vicino ma anche a lunga scadenza quello di Dimitrov.

Perché se Federer veniva da un’ottima semifinale agli Australian Open, è pur vero che era a corto di titoli da Halle dello scorso anno. E per uno come lui, qualunque cosa se ne dica, vincere è essenziale. Per non parlare di quanto lo sia per gli stuoli di suoi tifosi. E il torneo di Dubai, anche se non si tratta di uno Slam e neanche di un Master 1000, è un torneo caro a Federer e a tanti altri giocatori: il montepremi c’entra qualcosa ovviamente (siamo pur sempre in terra di Emiri), ma Dubai è un posto che è ormai seconda casa per molti tennisti. Federer inoltre aveva vinto il titolo già cinque volte. Infine, si tratta di un Atp che vede la partecipazione di tanti Top 10. E il calibro degli avversari battuti da Federer per arrivare ad alzare il trofeo (Djokovic e Berdych da ultimi) è pari a un Master 1000, appunto.

roger

Ora, Federer è un giocatore dotato di una grandissima intelligenza (e altrimenti come li vinci 17 Slam?) e sicuramente ci avrà messo del suo per tornare a questa vittoria, e in generale a questi livelli di gioco. Le gambe sono tornate a muoversi come un tempo e così lo svizzero, riuscendo a posizionarsi sempre in una posizione ottimale rispetto alla palla, può nuovamente far quel che vuole durante lo scambio. Eppure c’è chi dice di non dimenticare l’apporto che può aver dato, a questo stato di forma (soprattutto sul piano mentale) Stefan Edberg. Federer è più aggressivo, in particolare con il rovescio, e allo stesso tempo più sereno e concentrato. I consigli di un campione come Edberg possono essere stati fondamentali in tal senso.

Dimitrov, da parte sua, ha portato a casa ad Acapulco (che da quest’anno si giocava sul veloce, così che i giocatori hanno potuto allenarsi per Indian Wells e Miami senza dover lasciare il continente americano) il secondo torneo della carriera. Quello che però sembra cambiato rispetto al passato è l’autorità con cui il giovane bulgaro ha messo in riga gli avversari uno dietro l’altro, vincendo anche partite molto combattute, ma portando alla fine a casa i punti decisivi. Che Dimitrov, oltre al grande talento che già si ritrovava, abbia trovato finalmente anche quella che Rino Tommasi chiama “classe”?oprattutto sul piano mentale) Stephan Edberg. Federer è più aggressivo, in particolare con il rovescio, e allo stesso tempo più sereno e concentrato. I consigli di un campione come Edberg possono essere stati fondamentali in tal senso.

In ogni caso, anche in questo caso, c’è chi punta il dito sul nuovo allenatore di Dimitrov, quale fattore alla base del (nuovo) salto di qualità del bulgaro (considerati anche gli ottimi quarti di finale raggiunti agli Australian Open). Roger Rasheed potrà essere di grande aiuto a Grigor: lo ha affermato anche Mats Wilander, che è convinto che entro i prossimi anni, se seguirà i consigli del suo coach, potremo vedere Dimitrov tra i primi cinque giocatori del mondo.

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