Federer-Nadal, la rivalità continua

Federer-Nadal, la rivalità continua

Nonostante questo fine settimana giocheranno nella stessa squadra per la Rod Laver Cup, Federer e Nadal non hanno ancora deposto le armi e sono pronti a contendersi la vetta della classifica negli ultimi appuntamenti della stagione. Ecco i possibili scenari.

di Pierluigi Serra, @pierluigi_serra

Con la vittoria allo Us Open Rafael Nadal ha riportato in parità il personalissimo bilancio che lo lega all’eterno rivale Roger Federer. In questo 2017 i due campionissimi si sono spartiti equamente le quattro prove dello Slam e hanno conquistato due Master 1000 a testa; entrambi, però, non sembrano paghi dei loro successi e guardano con ambizione al futuro.

“Condividiamo due cose: la passione per il tennis e per la competizione e lo spirito di migliorarsi costantemente” ha detto recentemente Rafa Nadal, proprio a testimonianza della continua fame di vittoria dei due fuoriclasse.

Ma lo scontro che con ogni probabilità infiammerà l’ultima parte della stagione sarà quello per la prima posizione mondiale. Nadal parte ovviamente favorito, occupando già la vetta della classifica, ma il Federer di questo 2017 ha tutte le carte in regola per rovesciare gli equilibri. Lo svizzero, infatti, quest’anno può vantare una percentuale di vittorie superiore a quella dello spagnolo, il 91% rispetto all’86,15% di Nadal. Secondo l’ATP, inoltre, fin qui Federer è stato anche il giocatore con il miglior rendimento contro i top 10.

Rafa, tuttavia, con i suoi 9465 punti, può contare su un consistente margine di 1960 punti in classifica. Uno scoglio insormontabile per Roger? Non proprio. Appena un anno fa, infatti, Novak Djokovic e Andy Murray si trovavano allo stesso crocevia, ma con un margine ancora più ampio (ben 3695 punti di differenza).

Djokovic, tuttavia, nell’ultima parte della stagione scorsa era nettamente in declino, Nadal, al contrario, è in splendida forma, per cui sarà molto difficile per Federer ribaltare le gerarchie. Nadal può contare su un record di Master 1000 superiore a quello dello svizzero, tuttavia, due dei tre titoli 1000 mancanti allo spagnolo (Shanghai e Parigi Bercy) si disputeranno proprio ad ottobre.

Federer ha vinto a Parigi solo una volta e a Shanghai due volte, per cui nemmeno il suo bilancio è formidabile, ma tra i due, storicamente, è sempre stato lo svizzero ad arrivare più fresco e preparato agli ultimi appuntamenti dell’anno; lo testimonia anche il palmares dei due alle ATP World Tour Finals, sei titoli di “maestro” per Federer, nemmeno uno per Nadal.
Come sottolineato anche da Toni Nadal, dunque, l’ultimo quarto dell’anno, solitamente, favorisce lo svizzero: “Nei tornei indoor su cemento, come Basilea, Parigi Bercy o Shanghai, Federer parte sicuramente avanti”, ha affermato lo zio di Rafa. “Ma credo che il livello di Rafael sia abbastanza alto da consentirgli di fare bene anche in questo tipo di eventi”.
Uno stimolo in più per Nadal è, senza ombra di dubbio, rappresentato dalla possibilità di superare Djokovic, attualmente fermo a 30, nel record di titoli 1000.

Molte delle speranze di Federer di conquistare la prima posizione del ranking passeranno dal rendimento di Nadal, se lo spagnolo dovesse uscire nelle fasi iniziali di qualcuno di questi ultimi eventi, lo svizzero potrebbe provare ad insidiare il suo dominio; uno scenario di difficile realizzazione, ma non impossibile.

L’entourage di Nadal, però, è molto fiducioso, nonostante le nette sconfitte arrivate nelle ultime partite giocate contro Federer. Proprio di queste difficoltà ha parlato il coach dello spagnolo, Carlos Moya: “A Miami abbiamo provato a cambiare qualcosa, ma non ha funzionato. Sfortunatamente, o forse fortunatamente, non so, non abbiamo più avuto la possibilità di affrontare Roger, ma non vediamo l’ora di farlo, Rafa è pronto”.

Ancora più ottimista è zio Toni che, sbilanciandosi, ha affermato: “Rafa raggiungerà i 19 Slam di Federer. Credo che succederà. È difficile, ma Rafa potrebbe vincere ancora al Roland Garros e sono certo che arriveranno anche altri titoli”.

Indubbiamente entrambi i giocatori sono estremamente motivati a chiudere l’anno in vetta alla classifica, anche perché ci sono in ballo ancora un paio di record. Se Nadal dovesse chiudere l’anno da numero uno, diventerebbe il giocatore più anziano a riuscirci; se, invece, ci riuscisse Roger, oltre a infrangere questo record, diventerebbe anche il più anziano ad aver riconquistato la prima posizione mondiale, battendo così il precedente record di Agassi.

Federer ha concluso l’anno da numero uno del mondo ben cinque volte, Nadal quattro, meglio di loro ha fatto solo Sampras con sei.
Gli stimoli per entrambi sono altissimi, per cui non resta che gustarci un finale di stagione che promette di essere scoppiettante.

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