Karen Khachanov: 10 cose da sapere

Karen Khachanov: 10 cose da sapere

Grazie al successo di ieri, Karen Khachanov ha compiuto l’impresa più importante della sua giovane carriera. Vincendo per 7-5 6-4 su Novak Djokovic, il 22enne è diventato infatti il primo russo ad aver conquistato un Master 1000 dopo Nikolay Davydenko nel 2009 a Shanghai. Oggi Karen è sulla bocca di tutti, ma forse ci sono ancora delle curiosità che non sapete su di lui. E allora, grazie al sito dell’ATP, andiamo a scoprire quali sono.

di Riccardo Costarelli, @rickycostarelli

1 – Il suo sogno d’infanzia è diventato realtà il mese scorso. Dando il via a una magnifica striscia di 11-1 che ha concluso la sua annata del 2018, il nativo di Mosca ha trionfato infatti nella sua città natale. Di fronte ad amici e familiari, ha vinto il trofeo con un secco 6-2, 6-2 su Adrian Mannarino. Ma non era la prima volta che Khachanov aveva assaporato il successo alla Kremlin Cup. A 17 anni, eliminò la terza testa di serie Janko Tipsarevic per raggiungere i quarti di finale dell’edizione 2013. Da n. 808 nella classifica ATP, era solo il suo secondo torneo pro a qualsiasi livello.

2 – Prima della scorsa settimana, in carriera Khachanov aveva collezionato solo tre vittorie contro i Top 10. A Bercy invece, il russo ne ha eliminati quattro di fila, lasciando per strada appena un set negli scontri con il numero 9 John Isner , il numero 5 di Alexander Zverev , il numero 8 Dominic Thiem e il numero 2 di Novak Djokovic.

3 – Con la vittoria di Parigi, Khachanov ha raggiunto un incredibile parziale di 4 finali vinte su 4 giocate. La sua prima corona arrivò due anni fa a Chengdu e nel 2018 ha aggiunto un tris di titoli, tutti sui veloci campi indoor di Marsiglia, Mosca e Parigi.

4 – Entrando al Master di Bercy da numero 18 ATP, è diventato il campione Masters 1000 con il ranking più basso da quando Ivan Ljubicic vinse nel 2010 ad Indian Wells. Con questi 1000 punti guadagnati, oggi Karen è salito al numero 11 della classifica. Il 2019 sarà sicuramente l’anno della Top 10.

5 – Dopo aver raggiunto le semifinali alla Rogers Cup di Toronto, Karen ha dato a Rafael Nadal tantissimo filo da torcere nel terzo turno degli scorsi US Open. Il 22enne era avanti di un set ed un break, e ha costretto Nadal a tirar fuori il suo miglior tennis per prevalere 5-7, 7-5, 7-6 (7), 7-6 (3) in più di quattro ore di gioco.

Kachanov

6 – Khachanov ha compiuto 22 anni il 21 maggio, ed è per questo inammissibile alle Next Gen Finals 2018 di Milano. Il russo ha però partecipato all’evento inaugurale lo scorso anno, quando nel girone ha collezionato una vittoria su Jared Donaldson e due sconfitte.

7 – Da quando prese in mano la racchetta all’età di tre anni, Khachanov ha sempre avuto come idolo il connazionale Marat Safin. Ieri ha seguito le orme dell’ex numero 1, diventando così il terzo russo a trionfare a Parigi. Safin vinse il torneo ben tre volte, nel 2000, 2002 e nel 2004.

8 – All’età di 15 anni, Khachanov ha iniziato ad allenarsi con il coach croato Vedran Martin, ex allenatore di Goran Ivanisevic . Dopo essersi separati nel 2014, il duo ha ricongiunto le forze per la stagione 2018. E non si può dire che la mossa non abbia dato i suoi frutti, con Karen che è passato dal n. 48 al n. 11 della classifica ATP.

9 – Non è una sorpresa che Khachanov abbia la forza mentale per vincere nell’ATP World Tour. Nel tempo libero, gli piace allenare la sua mente giocando a scacchi e leggendo opere classiche romane. Sta anche studiando a distanza per una laurea in educazione fisica presso l’Università di Mosca.

L’istruzione è sempre importante e, dopo aver finito il liceo, ho cercato di frequentare l’università il più possibile. Ora studio online e mi piace giocare a scacchi, che è uno dei miei hobby preferiti. Mi piacciono anche i romanzi classici romani.

10 – La Russia è la nazione con più giocatori under 22 tra i Top 40 della classifiche ATP. Khachanov è affiancato dal suo caro amico Daniil Medvedev, vincitore di 3 titoli quest’anno, e da Andrey Rublev, 21 anni, che sta facendo la sua seconda apparizione alle Next Gen ATP Finals. Il trio sarà sicuramente da tenere d’occhio per gli anni a venire.

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