Roger Federer e la necessità di vincere

Roger Federer e la necessità di vincere

In un’intervista al sito ceco Ihned, Roger Federer ripercorre i primi anni di carriera, quando imparò il significato della vittoria, ma soprattutto quello più profondo delle sconfitte

Nel corso degli anni Roger Federer di sassolini dalle scarpe se n’è tolti e non pochi, ma le delusioni ci sono state anche per lui. Il tennista elvetico vanta un numero spropositato di vittorie rispetto alle sconfitte: 1124-249 questi sono dati calcolati da quando Federer entrò nel circuito professionistico nel lontano 1998. “A inizio carriera ho sentito un enorme necessità di vincere” queste le parole usate dal campione svizzero al sito ceco Ihned.

Roger nel corso dell’intervista evidenzia l’amore che lui prova per questo sport: “Per me il tennis era la cosa più importante al mondo, ma con l’esperienza ho capito che se perdi un punto, un game e spesso il match non succede niente. Questo è quello che pensano le leggende, più che saper affrontare le vittorie è meglio saper reggere la sconfitta.”

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Ribadisce anche l’equilibrio che ci deve essere tra una vittoria e una sconfitta. “Sia nel tennis che nella vita quotidiana è sempre necessario trovare il giusto equilibrio. Le sconfitte bruciano, ma bisogna saper essere felici davanti a una vittoria”. Durante l’intervista è stato chiesto a Roger cosa lo porta a essere così motivato dopo tutte queste vittorie. “Adoro il mio lavoro e sono anche consapevole che nel mondo ci sono lavori peggiori del mio, diventare quel che sono oggi è sempre stato il mio sogno, ma adesso da questo non posso far altro che trarne vantaggi.”

E sulle vittorie che apprezza di più nel corso della sua carriera. “Probabilmente la partita con Sampras nel 2001, forse perché è stata la mia prima e ultima partita contro Pete sul Centre Court. Ricordo anche la finale di Wimbledon 2003 contro Mark Philippoussis vinta 3-0, ce ne sono parecchie tra le più recenti ricordo Roland Garros 2009 o Australian Open 2017.”

Di Alessandro Bergamaschi

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