Roger Federer, ultimi sprazzi di classe pura

Roger Federer, ultimi sprazzi di classe pura

Lo svizzero è l’icona di un tennis estremamente vario, unico nel suo genere. Considerato il fattore anagrafico, il 2017 potrebbe rappresentare l’ultimo periodo per ammirare il suo sterminato talento in tutte le sue sfaccettature.

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Manca ormai relativamente poco all’inizio della nuova stagione tennistica. Il 2017 si profila estremamente entusiasmante soprattutto per l’annunciato rientro in campo di Rafa Nadal e Roger Federer. Specialmente in relazione allo svizzero, l’attesa è molto particolare: tutti gli addetti al settore sono infatti in attesa di ammirare, probabilmente per gli ultimi mesi, gli acuti della sua infinita classe, del suo tennis unico e pressoché inimitabile in futuro. Il tempo scorre ma il tennis non vuole privarsi della sua presenza.

UN REPERTORIO UNICO – In un momento storico in cui il nostro sport sembra avviarsi verso una preoccupante uniformità di stili, l’elvetico rappresenta ancora un unicum inimitabile per le sue qualità e varietà nell’esecuzione dei colpi. L’eleganza del back di rovescio, variante accantonata da un gran numero di tennisti, è una giocata di rara bellezza, oltre che di estrema efficacia dal punto di vista tattico. Il drop e il gioco di rete raggiungono, esteticamente, un apice di meraviglia estrema: osservare Federer durante l’esecuzione di una volèe, incanala lo spettatore in una dimensione differente; la delicatezza del gesto è elevatissima. Per non parlare poi del chip&charge o dell’attacco di dritto in ciop, fintato in loco di una palla corta.

LE PECULIARITA’ – Se la grazia nell’esecuzione è una sorta di dono divino, Roger è riuscito comunque a rendersi unico grazie ad un paio di colpi assolutamente “personali”. Da un lato, ha avuto il merito di reintrodurre la spettacolarità del tweener anche in contesti particolarmente tesi (ad esempio, in semifinale allo US Open nel 2009 contro Djokovic); dall’altro, è riuscito a stupire tutti con l’ormai celeberrimo SABR, colpo di fattura unicamente sua: “Sneak Attack By Roger” il significato della sigla, cioè attacco furtivo di Roger. Nel momento in cui l’avversario sta eseguendo il movimento del servizio (specialmente sulle seconde palle, vista la più semplice gestibilità), Federer avanza di un paio di metri la sua posizione in campo, spingendosi quasi sino al quadrato del servizio; grazie alla sua estrema sensibilità, riesce spesso a ribattere di controbalzo in profondità, costringendo l’avversario ad una ribattuta innocua, a cui segue una chiusura di volo. Un genio. E pensare che tale colpo è stato provato per terminare in anticipo un allenamento a causa della stanchezza. Questo tennis un po’ all’antica ritorna ancora più utile nella parte finale della carriera, poiché permette un minor dispendio di energie soprattutto negli Slam. Ovviamente non tutti hanno il merito e la fortuna di poterlo praticare; ma fin quando ciò accadrà, noi spettatori saremo soltanto fortunati nell’ammirarlo. Le sue movenze, leggere ma decise, lo distinguono nettamente dai rivali.

UN POSSIBILE EREDE? – Precisiamo: non esiste un vero e proprio erede di Federer. Piuttosto si può indicare qualcuno che vagamente ne ricordi o ne ricalchi la varietà dei colpi. Escludendo Dimitrov per ragioni essenzialmente connesse ai risultati, una certa affinità per la completezza del repertorio si può osservare in Dominic Thiem. Il giovane austriaco abbina potenza e grande classe. Ciò è manifesto specialmente su erba, dove prende più volte la via della rete, dimostrando una grande sensibilità nell’esecuzione dei colpi di volo e delle demi-volèe. Non si tratta di un completo paragone, piuttosto di un’assimilazione di caratteristiche tecniche. Il talento naturale dello svizzero è inavvicinabile, ma la varietà del repertorio dell’austriaco è decisamente apprezzabile.

In quelli che potrebbero essere gli ultimi mesi di attività agonistica a livelli elevati per una leggenda come Roger Federer, l’unica operazione da eseguire è quella di osservarne la meraviglia e la leggerezza che da sempre lo contraddistinguono, nella speranza che qualche giovane possa ispirarsi a lui nella costruzione del proprio bagaglio tennistico.

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  1. Silvana Stamera - 3 mesi fa

    Che giocatore incantevole con una testa il reeeeee

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  2. Carlo Lai - 3 mesi fa

    Non finirà mai!!! Per il suo e nostro piacere!!!!

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  3. Mauro Cinquestelle - 3 mesi fa

    Vabbè dai altri due o tre slam ancora e poi forse si pensa ad un eventuale ritiro intorno al 2050

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  4. Luca Peroni - 3 mesi fa

    È dal 2012 che leggo dovunque che ogni anno è l’ultimo, ma lui smentisce tutti, tutti gli anni, io dico che fino all’ultimo minuto in cui gioca sarà al top come ha sempre ampiamente dimostrato e se non ci saranno intoppi per altri 2/3 anni ce lo godiamo

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