Tipsarevic, una vittoria per il ritorno in singolare

Tipsarevic, una vittoria per il ritorno in singolare

Cinquecento giorni senza Janko Tipsarevic. Il serbo è tornato a solcare i campi dell’Atp tour e il suo ritorno è stato vittorioso. Lo ha fatto martedì a Houston, superando, al primo turno degli U.S. Men’s Clay Court Championship, il qualificato Guilherme Clezar 6-4, 3-6, 7-6 (7).

Tipsarevic ha lottato per oltre 2 ore e mezzo per arrivare alla prima vittoria dall’1 ottobre 2013, salvando anche due match point nel tie break decisivo, uno dei quali con Clezar al servizio.

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Il giocatore serbo è stato fermo quasi due anni a causa di un doppio intervento al piede sinistro che lo ha portato quasi all’addio dell’attività agonistica. E, invece, dopo una lunga attesa il tennista serbo è tornato a misurarsi in singolare. L’ultima volta, come detto, era stata 18 mesi fa circa a Valencia. A Miami aveva avuto la possibilità di misurarsi nuovamente con le competizioni, scendendo in campo in doppio insieme al numero uno Novak Djokovic, che ha seguito a distanza il connazionale nel suo “debutto” in singolare e che, via Twitter, ha rivolto all’ex numero 8 del mondo i suoi auguri per un ritorno a tempo pieno nel circuito.

Tipsarevic si è trovato a fronteggiare due tumori, nel suo caso benigni, al piede con la consapevolezza che la sua carriera potesse essere veramente prossima a una fine prematura. I medici, infatti, non hanno potuto garantire al giocatore che il tumore possa manifestarsi nuovamente nello stesso punto. Se questo dovesse verificarsi, per Janko il ritiro dalle competizioni sarebbe inevitabile: “Non sono in pericolo di vita – ha detto ancora – non credo che potrei giocare ancora a tennis (nel caso di un terzo intervento, ndr). In pratica (il secondo intervento) ha interessato circa 80 per cento della pianta del piede. Ecco perché ho dovuto attendere così a lungo per tornare”.

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Tipsarevic, in una recente intervista al sito ufficiale dell’Atp, ha spiegato proprio quanto sia stato difficile affrontare gli interventi chirurgici, anche da un punto di vista psicologico, sapendo che la sua carriera era decisamente in bilico e non per sua volontà: “Per la prima volta nella mia vita ho avuto davvero paura. Nulla era nelle mie mani. Se avessi saputo che tutto dipendeva da me non avrei avuto paura, perché avrei fatto tutto il necessario per recuperare, ma non c’era niente che potessi fare”. Il tennista serbo ha dovuto fare i conti anche con l’incubo della depressione: “Non sapevo quanto fosse importante per me il tennis fino a quando mi sono trovato nella condizione di non poterlo giocare”.

Janko, dopo una lunga attesa, ha di nuovo indossato i suoi occhiali rossi.

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