Caroline Garcia: “Faccio il mio match, mi sfogo e mi diverto”

Caroline Garcia: “Faccio il mio match, mi sfogo e mi diverto”

Caroline Garcia ha vinto i suoi due match in Fed Cup portando la Francia in semifinale per 3-1. “La Fed Cup mi ispira, dovrei chiedere di giocare sempre coi colori francesi” dice la 22enne di Lione.
Ma chi è la n°38 del mondo e soprattutto avrà avuto ragione Andy Murray nel 2011 quando ha tweettato dopo il memorabile match in cui Caroline ha sovrastato la Sharapova per un set e 4-1 “Questa ragazza diventerà la n°1 del mondo”?

Sarà solo una casualità il fatto che Caroline Garcia, “Nouvelle Vague” del tennis francese sia nata nella stessa città di Amelie Mauresmo?
Era predestinazione che la tennista classe 1993 nelle cui vene scorre metà sangue spagnolo e metà svizzero portasse la Francia, come una nuova Pucelle d’Orléans alle semifinali del World Group di Fed Cup?
“La Fed Cup mi ispira”- risponde la ventiduenne francese dall’aria acqua e sapone sorridendo- questo è stato un super-week-end. Sapevamo non sarebbe stato facile, ma siamo riuscite a dare il massimo e a mantenere un buon livello di gioco per passare il turno senza dover giocare anche il doppio e stressarci troppo. Per quanto mi riguarda sono stata solida e il servizio mi ha aiutato molto, sono riuscita a giocare il mio miglior tennis anche se non è stato sempre facile. Mi sono difesa bene, ho cercato di essere al meglio nel match con la Giorgi, e alla fine ce l’ho fatta”
“Dovrei chiedere di giocare sempre coi colori francesi. Faccio sempre dei bei match in Fed Cup, ai cambi campo poi c’è in panchina chi ti può calmare quando non stai lì con la testa ed è un grande aiuto”
La n°38 del mondo, che da qualche anno incanta col suo gioco, ha ereditato la passione per il tennis da papà Paul Luis e da mamma Mary Lane. A 5 anni ha preso in mano la prima racchetta, passando ragazzina ai tornei regionali e poi fuori dai confini francesi per disputare i primi tornei Itf.
E’ stata assistita per conto della FFT dall’ex pro Frederic Fontang, già allenatore di Jeremy Chardy e attuale coach di Vasek Pospisil, fino al 2012, quando con il padre hanno deciso che fosse lui ad allenarla in modo esclusivo. Il padre infatti per allenarla ha addirittura venduto la sua agenzia immobiliare, un rischio che ha generato anche una certa pressione sulle spalle della figlia.
Fortunatamente papà Garcia non è da annoverarsi fra i papà despota del tennis che si sono visti sfilare nel femminile, come Peter Graf o Jim Pierce.

L’allenamento di Caroline si fonda su una routine prestabilita con il padre che evidentemente negli anni ha dato i suoi frutti. “Io sono da sempre presente al suo fianco- diceva Monsiueur Paul Luis qualche tempo fa -e continueremo così. Ciò non vuol dire che siamo soli al mondo, abbiamo aiuti regolari, ma ci sono delle cose per le quali c’è bisogno di stare soli, soprattutto a livello mentale e dei suoi progressi, ci sono cose della nostra storia che sappiamo solo noi”

Per il resto Caroline ama leggere e passare il tempo con la famiglia. Sta continuando gli studi in marketing per corrispondenza in quanto la sua priorità è il tennis .
Tennis che comunque le ha già dato le sue belle soddisfazioni.
Memorabile la partita al secondo turno al Roland Garros 2011, quando avanti un set e 4-1 sulla Sharapova fu rimontata e sconfitta dalla tennista russa.
Era scesa in campo senza alcun timore reverenziale, nonostante calcasse per la prima volta il Philippe Chatrier dicendo ”Giocherò sul Centrale, e allora? Le dimensioni del campo sono sempre le stesse e bisogna mettere la palla al di qua delle righe, giusto?
Fu in quell’occasione che Andy Murray vedendola giocare scrisse in un tweet “La ragazza che sta giocando contro la Sharapova diventerà numero 1”
Questo tweet del campione scozzese certamente fece piacere all’ex n°150 del seeding anche se al contempo le mise una certa pressione “Negli ultimi anni, tutti mi parlavano di quel tweet e non dei miei incontri o di come avevo giocato. Non ero ancora nessuno, eppure qualcuno diceva che sarei diventata numero 1. Tuttavia per me è stata una forte motivazione”.
Lo spirito della francesina oggi comunque è «Je fais mon match, je me libère et je m’amuse», faccio il mio match, mi sfogo e mi diverto.
Forse è troppo aggressiva in campo, come dice il padre e sicuramente non è ancora riuscita ad esprimere al massimo il suo potenziale ma a noi tutti e ai francesi piace da impazzire con la sua aria semplice e col suo tennis da batticuore

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