Dubai DFT: parlano le protagoniste

Dubai DFT: parlano le protagoniste

In attesa che il torneo più ricco del circuito, con i suoi 2,5 milioni di dollari di montepremi in totale (di cui circa 456.000 più 900 punti WTA solo per la vincitrice) entri nel vivo, i riflettori sono ovviamente puntati sulle papabili vincitrici.

Dunque innanzitutto sulla numero 3 del mondo Petra Kvitova, sulla numero 4 del mondo Simona Halep e sull’attuale detentrice del titolo Venus Williams, ma anche sulla serba Ana Ivanovic, (chiamata ad una pronta reazione dopo la clamorosa eliminazione all’esordio nel primo Grande Slam dell’anno), sulla danese Caroline Wozniacki e dopo la rocambolesca vittoria di ieri anche sulla nostra Flavia Pennetta.

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Noi di Tennis Circus, tra tutte quelle rilasciate abbiamo selezionato per voi le dichiarazioni più interessanti.
Partiamo subito dalle parole della numero uno del tabellone (dopo il forfait di Serena Williams),  la rumena Simona Halep. A Simona è stata chiesta una riflessione sugli ultimi 12 mesi “L’anno scorso ho avuto buoni risultati durante l’anno, ho iniziato raggiungendo i Quarti agli Australian Open, a Doha ho poi vinto il titolo, qui a Dubai mi sono dovuta ritirare per un infortunio, ho giocato molto bene a Madrid. Poi è arrivata la prima finale Slam e ho imparato ad avere più fiducia in me stessa, ho iniziato a credere di poter stare tra le prime”.

La risposta della tennista romena a quanto pare non è stata abbastanza esaustiva, infatti chiedono ancora: come si fa a partire dal numero 65 del mondo e in 20 mesi diventare numero 3? Simona ha risposto così: “lavorando tutti i giorni, sono poi cambiate molte cose nel mio gioco. Ma la differenza sta nella mia mente, ho iniziato a credere di poter giocare anche ad alti livelli, di poter giocare bene nei tornei del Grande Slam. Prima non avevo capito che il mio tennis era già buono e completo. Avevo solo bisogno di tempo per credere in me stessa, di credere che posso battere anche le migliori. Giorno dopo giorno, partita dopo partita, la fiducia e la fede in me stessa è cresciuta. Ma devo ancora lavorare”.

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La conversazione prosegue poi parlando di Serena Williams, che è continua fonte d’ispirazione per lei e sull’importanza di avere un team interamente romeno al suo fianco, perché con loro si sente più rilassata e a suo agio, Simona ha completato infine l’intervista rivelando i suoi sogni per il futuro “Vincere un titolo del Grande Slam, lo scorso anno ci sono andata molto vicina, ma devo ancora lavorare sodo e guadagnare esperienza, poi serve anche un po di fortuna”.

Dopo il servizio per Sports Illustrated e gli attacchi terroristici a Copenaghen, naturalmente tra le più richieste dalla stampa c’è sicuramente la danese Caroline Wozniacki. La numero 5 del mondo ha innanzitutto commentato i fatti di Copenaghen, ovvero il doppio attentato terroristico che ha portato alla tragica conseguenza di 2 morti, 5 feriti e il timore di non esser mai al sicuro, di nuovo alla luce.

“Dopo aver sentito la notizia ho parlato con mio fratello, e lui è al sicuro, il che è fantastico. Ma è terribile quello che sta accadendo nel mondo in generale. Pensare semplicemente che cose del genere accadono vicino a dove sei cresciuta è spaventoso. Cose terribili accadono tutti i giorni, ma è ancora più spaventoso quando è così vicino a casa. Alcuni dei miei migliori amici vivono a due minuti da dove è successo il tutto. Quindi si ha solo paura”. A questo punto le è stato chiesto, come si fa a restare concentrati sul tennis nonostante le arrivino queste notizie angoscianti, “Cerco di non pensarci” ha detto la danese “non voglio che nessuno abbia il controllo su di me o sui miei cari. Penso solo a vivere la mia vita. Cerco solo di godermi quello che faccio e di non pensarci”.

Altro argomento “caldo” di cui le è stato chiesto, riguarda il servizio fotografico per Sports Illustrated che in poche ore ha letteralmente fatto il giro del mondo “All’inizio ero un po nervosa, prima delle riprese, non sapevo cosa aspettarmi, ma tutti sono stati incredibili con me. Mi hanno fatto sentire a casa fin dall’inizio e il fotografo era incredibile. Non ho mai fatto foto con nessuno che avesse il suo entusiasmo”.

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In chiusura ci perdonerete un tocco “patriottico”, a discapito delle altre dichiarazioni abbiamo infatti preferito riportarvi le parole della nostra Flavia Pennetta. Impressionati dalla sua rocambolesca partita di esordio, in cui la neo numero uno d’Italia si è trovata a dover annullare 2 match point sul 6-2 5-3, prima di riprendere in mano la partita portandola infine a casa, in quel di Dubai ad intervistarla sono stati in molti.

Prima di tutto le è stato chiesto: La tua avversaria stava servendo per la partita, poi d’improvviso qualcosa è cambiato, com’è successo? “Come? Non lo so, ho giocato e ci ho creduto fino all’ultimo punto. Mi veniva da piangere in campo perché mi sentivo così male. L’anno scorso mi sentivo così bene all’inizio dell’anno, quest’anno sto lavorando per ritrovare il mio miglior tennis, ma non sta arrivando. Devo giocare con quello che ho adesso. Devo accettarlo. Non è tanto, ma a me piace combattere e questo è importante” la brindisina ha poi aggiunto “Durante la pausa ho lavorato veramente bene e mi sentivo anche bene, ma poi quando si va in campo è tutto diverso. Ho pensato solo a mettere palle in campo, non fare troppe cose, cose difficili, giocare in modo semplice e provare a giocare ogni punto”.

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Alla domanda sul: se l’aver giocato più di due ore nella partita di esordio al torneo potesse essere un bene o un male, Flavia prontamente ha risposto così “Penso che giocare sia importante, a inizio stagione che sia singolo, doppio, doppio misto o qualunque cosa sia, giocare il più possibile è importante. È l’unico modo per trovare il proprio ritmo”.

Detto ciò, che la parola passi al campo e che possa vincere la migliore, in bocca al lupo a tutte.

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