Il valzer degli allenatori

Il valzer degli allenatori

Non solo la pausa di Darren Cahill e il “ritorno di fiamma” tra Vika Azarenka e Wim Fissette. Nelle ultime settimane il circuito Wta è stato al centro di una vera e propria girandola di coach. Angelique Kerber riparte da Rainer Schuettler, Elina Svitolina promuove Andrew Bettles da sparring a tecnico in pianta stabile. Kiki Bertens allarga lo staff con Elise Tamaela. Johanna Konta si affiderà a Dmitry Zavioloff, ex di Wawrinka e Bacsinszky. L’ex coach della Konta, Michael Joyce è già al fianco di Eugenie Bouchard. Maria Sakkari ingaggia Mark Petchey. Cambiamenti anche per Belinda Bencic e Sam Stosur.

di Monica Tola

ANGELIQUE KERBER RIPARTE DA RAINER SCHUETTLER – Qualche giorno fa Angelique Kerber ha sciolto il nodo coach: nel 2019 la tre volte campionessa Slam sarà seguita da Rainer Schuettler. Ex tennista dalle caratteristiche tecniche molto simili a quelle della Kerber, Schuettler è stato numero 5 Atp e finalista agli Australian Open 2003 (sconfitto da Andre Agassi). Una carriera più che dignitosa, chiusa nel 2012 con 4 titoli e 327 vittorie su 664 match disputati. “Non vedo l’ora di iniziare a lavorare con Angelique in questa fase della sua carriera. Non ho dubbi sul fatto che possa ottenere ancora tanti risultati: ha ovviamente dimostrato di essere una grande campionessa e spero che il mio apporto sia utile per dare nuova linfa a una squadra già forte”. Queste le parole a caldo del nuovo allenatore della ex numero 1 Wta. Per Angelique Kerber si tratta di una sorta di ritorno alle origini. Nel 2011, poco prima di centrare le semifinali agli Us Open, la Kerber si era allenata a Offenbach, nell’accademia gestita da Rainer Schuettler. Per Angie era importante trovare un allenatore con il quale potersi confrontare in tedesco e di esperienza nel circuito. Requisiti che il coach quarantaduenne possiede, sebbene non abbia finora affiancato una donna. Schuetttler difatti ha collaborato con Janko Tipsarevic e Vasek Pospisil. Il tecnico nativo di Korbach ha tuttavia le idee chiare: carichi intensivi, dato che la Kerber ha bisogno di essere al top fisicamente per esprimersi al meglio e lavorare sul servizio della tennista di Brema.

Per Angie tre tecnici in tre anni. Dodici mesi fa, reduce da una stagione disastrosa, Angelique Kerber era fuori dalla top 20 e aveva ceduto a Julia Goerges lo scettro di numero 1 tedesca. Dopo l’addio a Torben Beltz, storico coach che ha condiviso con la Kerber i trionfi a Melbourne e Flushing Meadows 2016, la tennista di Brema si è affidata a Wim Fissette. Tornata in grande spolvero, a inizio anno ha messo immediatamente le mani sul trofeo di Sydney e sfiorato la finale agli Australian Open. Poi la flessione, che è una costante di tutte le giocatrici allenate da Fissette. Nemmeno la vittoria a Wimbledon ha salvato il rapporto con il tecnico belga. Un sodalizio compromesso probabilmente dai risultati che, ad esclusione della partenza sprint australiana e Wimbledon, sono stati complessivamente deludenti e andato in frantumi poco prima della scadenza del contratto. Alle idee divergenti si è aggiunta la richiesta di un ritocco dell’ingaggio da parte di Fissette. Angelique Kerber ha temporeggiato, il belga si è guardato intorno e la campionessa tedesca non ha gradito. Il benservito a Fissette alla vigilia delle Wta Finals è stato la reazione di Angie Kerber. Il belga, intanto, come era ampiamente prevedibile, poco dopo si è “accasato” con Vika Azarenka per ridare vita a una collaborazione che si era interrotta quando la bielorussa in attesa del piccolo Leo si era dovuta giocoforza fermare. Il compito di Rainer Schuettler non sarà semplice. Fissette è il mago delle resurrezioni, mentre il coach tedesco dovrà essere quello delle conferme e, attualmente, Angelique Kerber è numero 2 del mondo.

SVITOLINA, KONTA, BOUCHARD, BERTENS, SAKKARI, BENCIC E STOSUR – Gli ottavi di finale a Flushing Meadows, risultato sotto le aspettative, sono stati fatali a Thierry Ascione: licenziamento in tronco per il coach che seguiva da tempo Elina Svitolina. La prima decisione importante per la tennista di Odessa, dopo la vittoria alle Wta Finals, era proprio quella del nuovo tecnico. Nick Saviano, che ha lavorato con Elina per un brevissimo periodo, dopo lo swing asiatico Wuhan-Pechino a dir poco disastroso è finito nel dimenticatoio. A Singapore la Svitolina era affiancata dallo storico sparring Andrew Bettles che è stato promosso. Sarà lui il tecnico in pianta stabile per il 2019.

Johanna Konta si è invece separata da Michael Joyce e ha ingaggiato Dmtry Zavioloff, che in precedenza aveva allenato Stan Wawrinka e Timea Bacsinszky. Joyce, dopo una stagione da dimenticare con la britannica (che aveva iniziato l’anno da numero 9 del mondo e lo ha terminato da numero 39), è già al lavoro con Eugenie Bouchard. Kiki Bertens allarga lo staff: prima tennista olandese dai tempi di Betty Stove capace di finire l’anno in top 10, Kiki Bertens ha aggiunto al suo team la figura di Elise Tamaela. Sarà una collaborazione part- time che andrà ad integrarsi con quella del tecnico Raemon Sluiter. Maria Sakkari assume Mark Petchey. La numero 41 del mondo, ancora alla ricerca del definitivo salto di qualità, ha licenziato Thomas Johansson. Cambiamenti in vista anche per Belinda Bencic e Samantha Stosur: la svizzera ha annunciato la chiusura del sodalizio con Vladimir Platenik, l’allenatore slovacco che in passato ha lavorato con Dominika Cibulkova e Daria Kasatkina. Anche per Sam Stosur è arrivato il momento di voltare pagina. Finita la partnership con Josh Eagle, la campionessa degli Us Open 2011 non ha ancora annunciato chi sarà il nuovo coach.

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  1. Alfredo Orrico - 4 settimane fa

    Come on Vika! Come on Johanna! Michael Joyce and Bouchard??? Hahahahaha.

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  2. Egidio Salinao - 4 settimane fa

    Praticamente non danno agli allenatori neanche il tempo di osservare i risultati del lavoro che hanno impostato, se non arrivano “subito” i risultati addio.

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    1. Monica Tola - 4 settimane fa

      La Kerber sapeva a cosa andava incontro, credo. Tutte le giocatrici allenate da Fissette partono a razzo poi accusano una flessione. C’erano sicuramente forti divergenze e non solo sull’ingaggio se non è bastato nemmeno vincere Wimbledon. La Svitolina con Saviano è stata velocissima. Il premio fedeltà finora lo vince la Muguruza con Sumyk, nonostante i risultati e il fatto ormai sia una partnership priva di senso :-)

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    2. Egidio Salinao - 4 settimane fa

      Tutto giustissimo. Resta però il fatto che forse le giocatrici tendono a colpevolizzare troppo in fretta gli allenatori quando le cose non vanno bene.

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