La crisi di Roberta, la flessione di Sara

La crisi di Roberta, la flessione di Sara

Roberta Vinci in questo 2014 non ha vinto ancora un match in singolare, Sara non è più la “mangia avversarie” di un tempo e rischia di uscire dalla top ten. Ci si augura sia solo una crisi passeggera ma in ottica Fed Cup Barazzutti come si comporterà? di Lorenza Paolucci

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Roberta Vinci è in crisi nera, ora lo si può dire, dopo la sesta sconfitta su sei match di singolare disputati da gennaio ad oggi. La tarantina aveva iniziato la stagione con l’intento dichiarato di tentare un nuovo assalto alla top ten solo sfiorata lo scorso anno. Ora invece deve stare attenta a difendere la top 20 e la lo status di seconda forza del tennis italiano, dato che l’amica Flavia Pennetta non ha nessuna intenzione di stare dietro le colleghe.
Roberta fin qui ha perso sempre da tenniste alla sua portata. Ci può stare la sconfitta con Sara Errani a Sydney e forse anche lo scivolone all’esordio negli Australian Open, dato che la cattiva sorte le aveva messo di fronte una giocatrice che da sempre soffre, la cinese Zheng
Il problema principale però è  l’atteggiamento:  Roberta perde senza combattere.

Se inizialmente si poteva pensare ad una preparazione invernale errata, ora si può dire che la crisi sia più psicologica. Roberta non riesce più a giocare come sa e se non arrivano le vittorie è difficile che possa ritrovare fiducia.
Dovrebbe però tirare fuori la grinta che ha sempre avuto e di cui il momento buio sembra averla svuotata, anche una vittoria conquistata senza giocare il suo miglior tennis potrebbe dare finalmente la svolta alla stagione e farle ritrovare se stessa.
Sembra che Roberta abbia sofferto anche un po’ la pressione mediatica creatasi intorno al suo possibile ingresso nella top ten: il nervosismo palesato alle domande insistenti dei giornalisti a riguardo ne è l’esempio più tangibile.

Se la passa meglio sicuramente l’amica Sara Errani, che però sembra non essere più quella del 2012. Per Sarita però non si può parlare di crisi ma di un semplice e comprensibile momento di flessione che può meravigliare solo per il fatto che la nostra n.1 ci ha abituato ad una costanza sconosciuta alle connazionali. La romagnola ha steccato ancora una volta nello Slam australiano, perdendo una partita che una top ten non può permettersi di perdere, per il resto però come di consueto ha sempre vinto le partite da favorita pur non giocando benissimo.
E’ vero che è scivolata al decimo posto del ranking mondiale e probabilmente è destinata ad uscire dalla top ten, ma è anche vero che dietro di lei ci sono avversarie più dotate e Sara fin’ora è stata brava  a rimanere li con le più forti.
D’altronde la romagnola è dalla scorsa estate che non ripete più i risultati del 2012 ma fin qui ha dato più di quanto le si poteva chiedere.
In fin dei conti bisogna essere realisti: Sara è rimasta aggrappata (con pieno merito) alla top ten per quasi due anni, più grazie alla costanza che alla qualità dei risultati, che poi è quanto  il regolamento ranking premia.
L’allarme per quanto riguarda Sara, (questo glielo si può rimproverare) è legato piuttosto ad un’ involuzione del gioco ed ad una preoccupante stasi del suo tennis.
Sembra essere meno sicura dei suoi mezzi e tende più a stare in difesa che ad attaccare. Il suo gioco non è molto cambiato rispetto a due anni fa e questo se vuoi essere al top non te lo puoi permettere. Le avversarie hanno imparato come gioca e di conseguenza sanno come disinnescare i suoi schemi. Puntare tutto sulla lotta e la grinta, come lei disse di fare dopo l’eliminazione agli scorsi Us Open, non sempre basta, specie con tenniste di un certo livello.
Inoltre c’è il solito deficit del servizio, estremamente lento (soprattutto la seconda) e di conseguenza facilmente attacabile, che Sara per quanto può dovrebbe sforzarsi di migliorare.
Alla luce di ciò ci chiediamo quali decisioni prenderà capitan Barazzutti in ottica Fed Cup, soprattutto dopo aver avuto ottime risposte dalle cosidette “riserve”.
In particolare Camila Giorgi potrebbe essere un’arma vincente per sorprendere Kvitova e compagne nella seminifinale di aprile.
Barazzutti avrà il coraggio di cambiare ?

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