Per Bianca Andreescu ora Indian Wells è una ambizione più che lecita

Per Bianca Andreescu ora Indian Wells è una ambizione più che lecita

Ha chiuso il 2018 al numero 178 Wta e con la semifinale centrata ad Indian Wells è lanciatissima verso la top 40. Entrata in main draw grazie a una wild card, Bianca Andreescu è la terza giocatrice nella storia del torneo a riuscire in una simile impresa: prima di lei solo Kim Clijsters e Serena Williams. Indossa sempre un elastico per capelli all’altezza del gomito, pratica yoga e una particolare tecnica di meditazione. Canadese nata da genitori rumeni, la Andreescu ha una estimatrice speciale: Simona Halep. L’ambizione, non dichiarata apertamente, ma senza dubbio coltivata, è quella di succedere a Naomi Osaka nell’albo d’oro.

di Monica Tola

Dodici mesi fa fu proprio il torneo di Indian Wells a lanciare Naomi Osaka e fare da apripista alle due affermazioni Slam consecutive della tennista giapponese. Quest’anno la storia potrebbe ripetersi con Bianca Andreescu, diciottenne canadese di origini rumene. Con la vittoria nettissima di ieri su Garbine Muguruza, la canadese si è assicurata la semifinale contro Elina Svitolina. Ogni pronostico è aperto perché la Andreescu sta affrontando le più blasonate avversarie senza timori reverenziali e mentre Elina Svitolina è reduce da un percorso durissimo (i match con Ashleigh Barty e Marketa Vondrousova hanno costretto l’ucraina agli straordinari), Bianca Andreescu ha finora ceduto appena un set a Irina Camelia Begu nell’incontro di primo turno. Tutto estremamente semplice e netto per Bianca sulle altre avversarie fin qua incrociate: Dominika Cibulkova, Stefanie Voegele, Qiang Wang e, appunto, la due volte campionessa Slam Muguruza. Un 6-0, 6-1 che non può essere ridotto alla pessima giornata della spagnola. I gratuiti della Muguruza hanno certamente inciso ma i meriti di Bianca Andreescu ci sono tutti: ottima visione del campo, gioco completo e vario, sagacia nella costruzione dei punti e una splendida palla corta che destabilizza e manda in confusione. Garbine Muguruza nella trappola della Andreescu ci è cascata in pieno, senza riuscire a elaborare le contromisure e il risultato di ieri è frutto anche dell’incapacità di trovare un piano alternativo.

Bianca Andreescu ha chiuso la scorsa stagione al numero 178 e con la semifinale a Indian Wells si è già assicurata l’accesso tra le prime 40 del mondo. Entrata in main draw grazie a una wild card, la tennista canadese è la terza giocatrice nella storia del torneo ad approdare in semifinale dopo aver ottenuto un invito dagli organizzatori. L’impresa, fino a ieri, era riuscita a Kim Clijsters (2006) e Serena Williams, nel 2015. I nomi e i palmarès di chi l’ha preceduta sono di ottimo auspicio per la Andreescu.

RITUALI SCARAMANTICI E YOGA – Agli occhi dei più attenti non sarà certamente sfuggito che Bianca Andreescu porti sempre un elastico per capelli all’altezza del gomito e che ai cambi di campo annusi un barattolo. Come ogni rito portafortuna che si rispetti, il mistero sul contenuto del piccolo contenitore resterà tale. Bianca Andreescu non intende rivelarne il contenuto: “Quello del mio profumo rimarrà un segreto”, ha scherzato la tennista canadese rivolgendosi ai giornalisti. Meditazione e yoga sono invece un insegnamento materno: “Mia madre me li ha fatti conoscere quando avevo 12 anni. La prima cosa che faccio appena mi sveglio non è accendere il cellulare, ma dedicare quindici minuti a me per entrare in sintonia con il corpo e la mente”, ha spiegato la Andreescu. La tecnica di meditazione preferita dalla giocatrice canadese è quella della “Visualizzazione creativa”, una sorta di esercizio di auto consapevolezza composto dalla creazione di immagini focalizzate sugli obiettivi da raggiungere. Non si tratta di pensare esclusivamente al tennis, bensì di concentrarsi anche sul quotidiano per evitare di avere la mente affollata da stimoli eccessivi e dispersivi. In campo Bianca Andreescu utilizza alcune brevi parole chiave per tenere alta la concentrazione e caricarsi prima di servire o rispondere. Non c’è dubbio sul fatto che Bianca Andreescu si stia esercitando per inserire il match contro Elina Svitolina tra gli esercizi di visualizzazione creativa.

IL SOSTEGNO DEI TIFOSI RUMENI E IL RAPPORTO CON SIMONA HALEP – Bianca Andreescu è nata nell’Ontario da genitori rumeni. Amatissima dai tifosi canadesi (che forse hanno smesso di credere nel ritorno di Eugenie Bouchard in formato 2014 e, per il momento, hanno visto disattese le aspettative riposte su Francoise Abanda) e seguita con passione dai rumeni. “E’ bello avere il supporto sia dei canadesi che dei rumeni”, sono le parole di ringraziamento della Andreescu, che ha una estimatrice rumena molto speciale: Simona Halep. “Qualche anno fa ci siamo allenate insieme in Canada e le dissi di non giocare più i tornei juniores perché era pronta per il tennis professionistico. Come possiamo appurare, Bianca sta andando alla grande”, ha raccontato la ex numero 1 e campionessa in carica al Roland Garros. La stima è reciproca e quando la Halep ha sollevato il trofeo parigino, Bianca Andreescu è stata tra le prime a congratularsi definendo “idolo” l’atleta di Costanza.

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