Sara Errani: “Troppo breve la stagione sul rosso”

Sara Errani: “Troppo breve la stagione sul rosso”

Sara Errani conclude la sua partita di secondo turno contro la russa Anastasia Pavlyuchenkova e ne va arrabbiata dal campo, dopo aver sprecato un match point a suo favore nel secondo set e aver perso per 6-4 nell’ultimo parziale.
Dopo l’incontro è arrivata in sala stampa con un umore cupo, consapevole di aver perso la partita dopo essere stata vicinissimo alla vittoria.

Errani spiega a Punto de Break che le dispiace di non poter più disputare il doppio da oltre un mese in coppia con la sua compagna dal 2009Roberta Vinci, commenta le assenze di Garbiñe Muguruza Carla Suárez nella squadra spagnola della Federation Cup, confessa che si annoia con la stagione femminile attuale proponendo di allungare la stagione sul rosso.

Come ti senti dopo la separazione con Vinci, a giocare solo singolari?

E’ una nuova era, abbiamo giocato insieme molti doppi, era il momento di rifiatare. Era molto dispendioso sotto il punto di vista fisico e volevo concentrarmi solo nel singolare.

Ti manca giocare dei match di doppio?

A volte si, a volte no. Dipende dal giorno.

Dopo Madrid arriverà Roma. Due città importanti sulla terra battuta però con condizioni differenti…

Si, qui la terra è più veloce. Nel tennis le cose cambiano di giorno in giorno. Un giorno ti senti Dio altre volte neanche una pallina.

Perché pensi che ha più successo il tennis in Italia rispetto alla Spagna quando entrambi i paesi hanno una cultura simile?

Non so, il fatto di pubblicizzarlo di più sui giornali e anche in televisione ha aiutato molto. La gente si è affezionata di più al tennis. Lo seguono più ragazze però in Spagna lo seguoni più i ragazzi, che riempiono gli stadi.

Dove una volta era difficile fu nell’ultimo turno della Fed Cup, dove vinceste contro gli Stati Uniti. Che ne pensi di questo trionfo?

Abbiamo ottenuto tanti risultati negli ultimi anni. E’ stata una partita molto difficile con gli Stati Uniti e abbiamo vinto molto bene. Sono stata molto vicino a vincere contro Serena Williams, poi giocando molto bene nel doppio e siamo molto contente.

Come vedi giocatrici come Carla Suárez o Garbiñe Muguruza che non hanno disputato la Fed Cup con la Spagna?

Ognuno prende le sue decisioni, dipende da cosa ognuno vole dalla sua carriera. Non è facile abbinare le cose e c’è a chi piace di più, a chi meno e dipende molto da ogni persona.

Carla Suárez è la migliore spagnola del momento, è riuscita a salire in Top 10 e ora è la numero 5 della Race…

E’ stata motlo continua durante tutte le settimane, giocando bene durante molti tornei e la vedo molto bene. E’ in fiducia, dura, lottatrice… si vede e risultati lo confermano.

Carla è uan giocatrice come te, di quelle che si costruiscono i punti. Sono poche tenniste con queste caratteristiche tra le migliori. Servono delle giocatrici così?

L’hp sempre detto, per me si. Però ognuno vede il tennis come gli piace e come vorrebbe. E’ chiaro che se il circuito e i tornei vanno sempre più su campi veloci, togliendo la terra, è normale che la gente si adatta e nascono profili di giocatrici che tirano più forte e sono meno quelle con il nostro stile di gioco. Se avessimo più settimane sulla terrà sicuramente sarebbero di più.

E’ noioso?

Per me si. Sinceramente non mi piace, però c’è gente a cui piace questo e non i punti lunghi.

E’ complicato fare punto con la tua seconda visto che le altre sono sempre più aggressive in risposta.

Il servizio è il mio punto debole, lo so. Però devo cercare di compensare questa cosa, cercando un po’ di equilibrio generale.

Rafael Nadal vorrebbe allungare le stagioni di terra e erba, le superfici che più si adattano al corpo. Simona Halep anche vorrebbe che la stagione sulla terra avesse più importanza. Lo pensi anche tu?

Si, si. Sicuro. Per me la stagione sulla terra è molto breve e nel maschile ci sono più tornei che nel femminile. Tra le donne non c’è quasi niente. Loro hanno i tornei in Sud America, poi anche dopo Wimbledon hanno altri tornei sulla terra… Noi non tanto però chi decide non sono io ma quelli sopra di me.

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