Coppa Davis: il ributtante pagellone finale

Coppa Davis: il ributtante pagellone finale

Sono stati sufficienti 116 anni all’Argentina per aggiudicarsi l’insalatiera più capiente del globo. Ad interrompere la secolare astinenza tennistica del pueblo albiceleste ci ha pensato Papa Federico I, laicamente noto come Chicco Delbonis. Passando al versante croato, si conclude nel più straziante dei modi la romanzesca avventura de il vecchio e il Marin. Il pluri prostatico Ivo completa l’abominio principiato dallo sciagurato Cilic. Ripercorriamo i momenti cruciali di questa tre giorni attraverso l’odiosa gogna delle pagelle finali.

Sono stati sufficienti 116 anni all’Argentina per aggiudicarsi l’insalatiera più capiente del globo. Ad interrompere la secolare astinenza tennistica del pueblo albiceleste ci ha pensato Papa Federico I, laicamente noto come Chicco Delbonis. Passando al versante croato, si conclude nel più straziante dei modi la romanzesca avventura de il vecchio e il Marin. Il pluri prostatico Ivo completa l’abominio principiato dallo sciagurato Cilic. Ripercorriamo i momenti cruciali di questa tre giorni attraverso l’odiosa gogna delle pagelle finali.

Juan Martin Del Potro 8- Opaco per buona parte del fine settimana. Dopo il poco convincente successo su Karlovic, Juan Martin conferma di non essere al meglio con una scialba prestazione in coppia con Leo Mayer nella giornata di sabato. Ad un passo dal tracollo personale contro Cilic, però, Delpo esibisce gli abnormi cojones che lo hanno reso famoso nel mondo. A Zagabria il miglior Del Potro, salvo sporadici interludi, non si è mai palesato. In compenso, però, abbiamo potuto ammirare una volta in più la smisurata forza di volontà di un combattente pieno di grazia, consapevole di quanto sia fragile e preziosa questa sua ennesima reincarnazione tennistica.

Federico Delbonis 9 – Poco più di un anno fa l’espressione ‘ pezzo di Delbonis’ era la più utilizzata tra gli adolescenti dei barrios di Buenos Aires, atta a mortificare il prossimo senza diritto di replica. Il buon Federico si era guadagnato tale onoreficenza dopo la sconcertante prestazione offerta contro il Belgio, nel corso della semifinale della scorsa edizione di Davis. Espiate tutte le sue colpe, Chicco ha colto la sua occasione di riscatto, affaticando Cilic nella prima giornata e tumulando nonno Ivo nel match decisivo.

Leonardo Mayer 2.5-  Goffo ed impacciato comprimario nel fallimentare doppio argentino. Nella memoria collettiva rimarranno gli sguardi colmi di ribrezzo di Delpo a seguito delle voleè sbilenche sfornate dal calimerico Leo.

Daniel Orsanic 10- Lo vedi in panchina e ti vien voglia di affidargli tutti i tuoi risparmi, tutti i tuoi figli e persino il tuo smartphone. Presenza sciamanica a bordo campo, capace di infondere tranquillità anche ad un passo dal dirupo. Dimostra lucida spregiudicatezza nella scelta di Federico Delbonis come secondo singolarista,

 

Marin Cilic 4- Trovatosi a sei punti dal diventare eroe nazionale, Marin si è improvvisamente incagliato nelle sue turbe psichiche, confermando per l’ennessima volta la propria insuperabile incompiutezza.

 

Ivo Karlovic 5 – Inutile calcare la mano nei confronti del vero caso umano di questa tre giorni. Convocato a seguito della defezione di Borna Coric, Ivo dimostra ammirevole patriottismo nell’accettazione del pernicioso mandato. Giusto schierarlo nella prima giornata nel ruolo di vittima sacfricale contro Delpo. Una volta compiuta la propria missione, però, al povero Ivo doveva essere risparmiata la prevedibile mattanza del quinto match, vista l’atavica idiosincrasia di Karlovic per i match al meglio dei cinque set, oltre che per la spiccata emotività che da sempre accompagna il trampoliere di Zagabria.

 

Ivan Dodig 7.5- Fa ciò che deve e lo fa alla perfezione. Siamo proprio sicuri che non sarebbe potuto tornare utile nel quinto incontro?

 

Zelijko Krajan 0- Se l’omologo argentino si è distinto per flemma, lungimiranza e sagacia, il tamarrissimo Zelijko verrà eternato come il principale imputato dell’evitabile disfatta croata. Dopo aver assistito alla formidabile prestazione di Ivan Dodig, un allenatore dotato di sinapsi ricettive avrebbe modificato in corsa al suo piano partita, accantonando l’emotivo Karlovic per dare le chiavi del match deciso al galvanizatissimo Dodig. Ora il buon Zelijko potrà tornare a servire birre alla spina presso la sagra del pistone di Spalato, mansione decisamente più consona alla sua sapienza tennistica.

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