Yannick Noah, ancora tu!

Yannick Noah, ancora tu!

Cantava Lucio Battisti “ancora tu, ma non dovevamo ridevederci più?” La gestione di una nazionale è sempre complessa e quando i risultati non arrivano, per solito si cambia. Almeno così funziona in giro per il mondo (un po’ meno da noi, ma in effetti dopo qualche lustro un risultatino si è visto). Questa volta il giro di valzer ha riguardato la nazionale francese, che ha scelto un nome illustre come titolare della panchina, Yannick Noah.

Arnaud Clement, buon giocatore a cavallo tra i due secoli, ha dato quello che poteva evidentemente, ma la sconfitta con la Gran Bretagna è stata fatale. E aggiungiamo, l’aver evitato di schierare un Richard Gasquet che era reduce dalla sua seconda semifinale a Church Road. Il buon Arnaud avrà sicuramente avuto le sue ragioni, ma i grandi capi della F.F.F. le loro, così inizia l’era Noah. Anzi, ricomincia, perché in realtà questa volta si tratta del terzo incarico sulla panchina transalpina. L’ex campione del Roland Garros 1983 aveva infatti già diretto la nazionale per ben due volte negli anni ’90, e aveva raccolto anche un discreto bottino con le vittorie del 1991 e del 1996.

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La sconfitta contro la Svizzera non può aver pesato, anzi, tutto sommato, resta una stella sul petto di Clement. Fatale, oltre alla già citata eliminazione contro gli odiati giocatori albionici, lo scarso feeling con qualche giocatore (si vocifera di Tsonga, ma poco trapela).

Il personaggio Noah è notissimo. Simpatico, sorridente, guascone ma sempre con stile, musicista memore delle sue origini camerunensi, ha vinto slam anche in doppio, del quale è stato numero 3 del mondo, grazie alle fortunate coppie giocate con Guy Forget e soprattutto Henri Leconte. Servizio liftato, dritto aggressivo, smash al salto, tweener, rovescio in back e repertorio a rete completato da un fisico straordinario. Le sue treccine hanno esaltato i pubblici di mezzo mondo, anche a Roma, nel 1985, l’anno in cui ha raggiunto il suo best ranking, al numero 3. Un personaggio simpatico, cui non possiamo che augurare ogni fortuna, visto che la sua presenza fa bene a tutto il mondo tennistico. Con lui ci sarà anche Cedric Pioline, finalista a Wimbledon nel 1997 nelle vesti di consulente.

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