Dal XIV al XXI secolo: 700 anni di tennis

Dal XIV al XXI secolo: 700 anni di tennis

Lo sapevate che il gioco del tennis ha iniziato a svilupparsi a partire dal XIV secolo? Ripercorriamo insieme le tappe principali di questo sport, dalla nascita fino ai nostri giorni

Lo sapevate che il gioco del tennis ha iniziato a svilupparsi a partire dal XIV secolo? Calcolatrice alla mano oppure contando con le dita, sono (anno più anno meno) ormai settecento anni che va di moda questo sport che, dalla fase embrionale, si è evoluto per diventare quello che conosciamo benissimo oggi. E il sito ufficiale della manifestazione di Wimbledon, terzo Grande Slam annuale e sempre in programma tra i mesi di giugno e luglio, ha analizzato con minuzia di particolari la storia della racchetta. Se avete un paio di minuti di tempo libero, Tennis Circus ha tradotto e rielaborato le parti più interessanti:

XIV SECOLO – Lo sapevate che il tennis è stato molto importante in Gran Bretagna? E’ opinione diffusa che la prima forma di gioco fosse di colpire una pallina con il palmo della mano e lo scopo era di mandarla avanti e indietro. Ribattezzato “Jeu de Paume” (letteralmente gioco di palmo), era diffusissimo nell’Europa meridionale ed era l’unica cosa in comune tra il Regno di Francia e il Regno d’Inghilterra, protagonisti all’epoca della guerra dei cent’anni culminata nel 1453.

XV SECOLO – Nella prima metà del 1400, al fine di evitare la rottura delle dita venne implementato un secondo guanto. Ma sapevate che le palline di tennis giocarono un ruolo nella battaglia di Azincourt? Il monarca Enrico V giocava regolarmente a tennis e nel 1914, per delle palline ricevute dalla Francia, si offese a tal punto da annullare le negoziazioni in corso. Quelle piccole sfere rappresentavano la natura selvatica del re, almeno secondo l’interpretazione di William Shakespeare e, questo, fu il pretesto per scatenare la campagna già citata di Azincourt con lo scontro tra gli eserciti francesi di Carlo VI e quelli britannici di Enrico V. Sorprendente, vero? E sapevate anche chi fu un altro sovrano interprete di questo sport? Giacomo I di Scozia, morto per mano di suo zio Stuart, per evitare di perdere le palline da tennis fu intrappolato ed ucciso. Nel sedicesimo secolo iniziò a diffondersi il “vero tennis”, particolarmente amato dai regali europei.

XVI SECOLO – Certamente vi ricorderete di Anna Bolena; sapevate che stava assistendo al tennis nel giorno in cui venne assassinata? Il tennis reale (o vero tennis) è cresciuto tantissimo sotto il regno di Enrico VIII raddoppiando i centri in cui si potesse giocare a tennis. Tra quelli ricordati troviamo Beaulieu, Bridewell, St James’s, Greenwich, Calais, Whitehall ed Hampton Court, quest’ultimo ancora esistente. Tra l’altro Enrico stava giocando a tennis quando Anna, il 19 maggio 1536, venne uccisa.

XVII SECOLO – Nel 1601, per la prima volta, la parrocchia iniziò a rifornire di provviste gli zoppi, gli impotenti, i vecchi e i ciechi. Nel 1603,  Giovanni VI di Scozia diventò re d’Inghilterra mentre a partire dallo stesso anno fino al 1714 ci fu la guerra civile, la rivoluzione e l’insediamento nelle Americhe.

XVIII SECOLO – Dopo cent’anni trascorsi senza evidenti migliorie, a partire dal 1700 le palline da tennis iniziarono ad esser più pesanti (70 grammi di peso) mentre le racchette venivano fabbricate con la testa inclinata verso sinistra. Ma sapevate come morì, nel 1751, Federico il principe di Galles? L’ematoma che interruppe la sua vita bruscamente a 44 anni venne provocato da una pallina da tennis! E sapevate, inoltre, che l’Inghilterra iniziò a produrre racchette a causa della Rivoluzione Francese? La Francia, fino ad allora la miglior produttrice, in quegli anni cessò la produzione e gli inglesi, per non interrompere la disciplina, furono costretti a creare racchette ma più pesanti di quelle transalpine. Ma dopo il 1789 tutto tornò alla normalità, con la Francia che riprese le redini in mano e tornò ad essere la miglior produttrice di racchette.

XIX SECOLO – L’invenzione del tosaerba fu importantissimo per il gioco del tennis. Grazie ad esso e grazie anche alla vulcanizzazione delle gomme (scoperta dell’americano Goodyear), il terreno in erba venne migliorato e anche la pallina subì un profondo rinnovamento. Ora era meno pesante e rimbalzava molto di più. Nel 1872 venne istituito il primo club di tennis mondiale a Leamington spa. I vittoriani, che iniziarono a sperimentare questo nuovo gioco, furono i precursori degli abiti indossati dai tennisti e in particolare dalle donne. Lo sapevate, infatti, che il gentil sesso indossavano gli stessi abiti con cui andavano alle feste in giardino? Maniche lunghe, sottovesti, calze, cappelli di paglia e addirittura tacchi. Probabilmente all’epoca ignoravano la frase comune “ti piace vincere facile?”. Nel febbraio 1874 Clopton Wingfield presentò la bozza di quello che poi sarebbe diventato, l’anno successivo, il tennis da prato con le prime regole ufficiali. Quattro anni prima di questo avvenimento, la racchetta del “tennis reale” andò in pensione per far posto alla forma ovale della racchetta, che debuttò nel 1890. Nel 1896 uno sconosciuto irlandese, tale John Boland, entrò nella storia vincendo le prime Olimpiadi di tennis da prato conquistando sia il torneo di singolare che quello di doppio.

XX SECOLO – E veniamo ai giorni nostri, più o meno. La prima guerra mondiale costò la sospensione dei campionati sono stati sospesi e 17 i soci del Club furono uccisi in servizio. Ricordiamo il campione di Wimbledon del 1914, Norman Brookes, che è stato commissario della sezione australiana della Croce Rossa britannica in Egitto e il quattro campione di Wimbledon, Anthony Wilding, che morì mentre serviva il suo paese sul fronte occidentale. In quel periodo l’All England Lawn Tennis Club (il club che ospita Wimbledon), fondato nel 1868, cambiò sede da Worple Road a Church Road nel 1922. Due anni prima la moda venne fortemente influenzata da Suzanne Lengler, che si presentò a Wimbledon con la gonna corta e la bandana causando reazioni di stupore. Ora, sicuramente, collegherete tutto ciò alle bandane indossate in ambito maschile, Rafa Nadal ne è un esempio. Ma un altro tennista, il francese René Lacoste, inventò un tessuto di cotone rivoluzionario molto più leggero rispetto a quello presente allora: le polo con il colletto. Anche la racchetta subì delle modifiche e con il nuovo trattamento (delle sottili strisce di legno erano legate insieme da forti colle sintetiche) divennero più leggere, più forti e più flessibili. Ma non è tutto, perché grazie alle scoperte effettuate dalla “Nasa” tra gli anni ’50 e ’60, i produttori di racchette iniziarono ad utilizzare il grafite per rendere il tutto ancor più leggero del precedente prodotto. Grafite (fibra di carbonio rinforzata in plastica) che è tutt’ora presente oggi. Altri tre gli avvenimenti ricordati in questo secolo: nel 1960, con la legalizzazione dell’orientamento sessuale, il tennis ebbe più sportivi “sessualmente discriminati” perché più sport individuale rispetto alle altre discipline presenti; nel 1968 per la prima volta dilettanti e professionisti giocarono insieme a Wimbledon e nel 1990 nacque ufficialmente l’ATP (Association of Tennis Professional), l’associazione che riunisce tutti i giocatori maschili professionisti.

XXI SECOLO – Nel 2012, durante i giochi Olimpici di Londra, il torneo di tennis venne disputato presso l’All England Lawn Tennis Club. I migliori giocatori di tutto il mondo si sono dati battaglia colpo su colpo e gli Stati Uniti con tre medaglie (singolare femminile, doppio maschile e femminile) ha dominato la scena della XXX Olimpiade. Ma il beniamino di casa, Andy Murray, è ufficialmente entrato di diritto nella storia di tutti i tempi per aver conquistato il singolare maschile a settantasette anni dall’ultima vittoria in quell’impianto di un connazionale.

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