Una nuova missione per il Ceck: dimostrare il proprio valore anche lontano dalla terra rossa

Una nuova missione per il Ceck: dimostrare il proprio valore anche lontano dalla terra rossa

Archiviata la trionfale stagione sulla terra rossa, Marco Cecchinato vuole provare ad essere protagonista sia sull’erba che sul cemento. L’inizio (vittoria oggi negli ottavi di Eastbourne su Istomin) promette bene…

di Giacomo Gitti

“Quando sei in fiducia e stai giocando il miglior tennis della tua carriera, nessun traguardo ti è precluso”. Chiedere per conferma a Marco Cecchinato che, da quando a Montecarlo si è sbloccato nel circuito ATP, non si è più fermato, conquistando a Budapest il suo primo 250 e cogliendo una storica semifinale al Roland Garros. In molti pensavamo che, dopo la splendida cavalcata parigina, la magia si sarebbe spenta e il “buon Ceck”, dalla sua nuvoletta, sarebbe di nuovo tornato in terra per confrontarsi con la dura realtà quotidiana. Era infatti logico credere che, con la fine della CLAY SEASON e l’avvento dei tornei erbivori, il nostro portacolori avrebbe faticato parecchio per racimolare qua e là una manciata di vittorie; tuttavia Marco ha stupito tutti, sconfiggendo uno specialista di questa superficie come Denis Istomin e gestendo con grande personalità il tram tram mediatico che si è creato attorno a lui, a seguito della memorabile battaglia con Djokovic nei quarti dello Slam francese.

Quest’ultimo punto non è da trascurare: non era affatto facile, per un ragazzo poco abituato a calcare certi palcoscenici, immedesimarsi in questo nuovo ruolo di top player del tennis tricolore (insieme ovviamente agli intramontabili Fognini e Seppi), perché rispetto a prima ci si sente addosso migliaia di occhi in più e di conseguenza le responsabilità aumentano a dismisura. Il 26enne palermitano però sembra disinteressarsi di ciò che gli sta intorno, pare essere su una nuvola, dalla quale osserva con menefreghismo i giudizi affrettati di chi non lo riteneva pronto, a causa delle sue ampie aperture, per essere competitivo pure sul veloce.

Molti si attendevano una debacle nel match odierno contro Istomin e invece Marco ha smentito i suoi detrattori per l’ennesima volta, battendo il temibile uzbeko sui verdi prati di Eastbourne. Come esordio non c’è male, anche se bisognerà attendere qualche partita in più per avere conferma dei suoi progressi. Già la sfida con Millman nei quarti (rivincita della recente finale di Budapest) potrà fornirci qualche indicazione in più riguardo il reale valore di Cecchinato su questa superficie, apparentemente poco congeniale al suo stile di gioco. Sarà importante capire se questo successo è arrivato sulla scia degli ultimi straordinari risultati o se invece il Ceck sta pian piano diventando un giocatore di livello superiore, capace di esprimersi al meglio indipendentemente dal contesto.

Solo il tempo ci offrirà una risposta in grado di soddisfare tale quesito, quello che noi ora possiamo fare è analizzare dettagliatamente il tennis dell’allievo di Simone Vagnozzi, per individuare quali suoi colpi possano essere efficaci al di fuori dell’amata terra rossa. Innanzitutto è dotato di buona tecnica: il suo rovescio in back è molto insidioso e nel gioco di volo se la cava più che discretamente, pertanto dovrebbe riuscire a sparigliare le carte in tavola, variando gli scambi e venendo a chiudere molti punti a rete. Il servizio, che è ormai una certezza, se tirato un po’ più piatto del solito, potrebbe creare parecchi grattacapi ai suoi avversari. Per quanto riguarda il footwork, la risposta e le ampie aperture di dritto e di rovescio, i dubbi rimangono, soprattutto in ottica Wimbledon (su cemento si può stare un po’ più tranquilli), ma non dobbiamo essere nemmeno troppo pessimisti poiché una buona base di partenza c’è sicuramente. Marco poi ci ha insegnato che, con determinazione e duro lavoro, ogni ostacolo può essere superato. Basti pensare che fino a tre-quattro mesi fa, visti i risultati, erano in tanti a credere che non sarebbe mai riuscito a staccarsi dai Challenger e diventare un giocatore da circuito ATP.

Adesso che questo step è stato acquisito, c’è una nuova missione da compiere: dimostrare ai critici di valere la classifica attuale anche lontano dalla propria zona di comfort. Non sarà semplice, ma il Ceck quando si pone un obiettivo fa l’impossibile per raggiungerlo e raramente fallisce…

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