TC intervista Matteo Lumia, fondatore dell'”Almanacco del Tennis”

TC intervista Matteo Lumia, fondatore dell'”Almanacco del Tennis”

Tennis Circus ha incontrato Matteo Lumia, che nel 2013 ha fondato la pubblicazione Almanacco del Tennis, un vero must have per tutti gli appassionati

di Adamo Recchia

“Realizzo questo almanacco dal 2013 ed è cresciuto di anno in anno”. Queste le dichiarazioni di Matteo Lumia, creatore della pubblicazione l’Almanacco del Tennis che ormai dal 2013 è a disposizione ogni anno per noi appassionati. Matteo decide di crearlo dopo aver notato che altri sport godevano di questa possibilità. Ci racconta come viene organizzata la redazione di questa opera annuale.

Quando hai scoperto il tennis?
Alla fine degli anni ottanta, mi emozionavo a guardare l’Italia in Coppa Davis, raccontata e commentata dalla mitica coppia Galeazzi-Panatta. Nei primi anni ’90 i miei appuntamenti fissi e imperdibili erano gli Internazionali d’Italia di Roma e Wimbledon. Erano e rimangono palcoscenici unici anche tutt’ora.

Sei autore dell’Almanacco del Tennis. Quando e come hai avuto questa idea?
Sono un grande appassionato degli annuari sportivi cartacei. Mi piace consultarli e dietro a quelli che possono essere solo numeri, statistiche, cifre e risultati c’è tutto un mondo da raccontare. In Italia gli unici annuari che si trovano sono sul calcio, sul ciclismo e sulla pallavolo (la Guida al Volley che realizzo tra l’altro insieme a Lorenzo Dallari). Ho così pensato che non essendoci pubblicazioni sul tennis mi sarebbe piaciuto crearla e realizzarla partendo da una semplice passione per questo meraviglioso sport. La realizzo ormai dal 2013 e il libro si è evoluto ed è cresciuto di anno in anno.

Oltre a te chi collabora alla redazione di questa pubblicazione?
La grafica e l’impaginazione del volume la realizzo tutta io, nei miei momenti extra lavoro (lavoro nel campo della grafica editoriale in un’azienda dell’hinterland bolognese). Da un paio di anni, a corredo dei tantissimi dati presenti nel libro (diviso in 4 sezioni: Circuito ATP, WTA Coppa Davis e Fed Cup) possiamo trovare articoli che hanno realizzato vari giornalisti e addetti del settore appartenenti a varie testate (Ubitennis, Gazzetta dello Sport, Sky Sport, OK Tennis, Tie Break Tennis, Sportface e Spazio tennis ecc…). La prefazione è stata scritta dal direttore di Ubitennis, Ubaldo Scanagatta, un’interessante intervista con Raffaella Reggi e a completamento di tutto questo, trovate le bellissime foto di Roberto Dell’Olivo, fotografo e autore del blog https://rdotennis.sport.blog, che gira tutto l’anno nel circuito tennistico.

Per raccogliere tutti i dati come ti organizzi?
Il lavoro si svolge nell’arco dei dodici mesi dell’anno. Il libro esce infatti nel mese di Gennaio a ridosso del primo slam stagionale (Australian Open). Per cui una volta concluso il libro a fine dicembre-inizio gennaio, faccio una pausa di un paio di mesi e a marzo comincio a raccogliere e impaginare i vari dati (tabelloni, risultati e statistiche) un po’ alla volta e distribuisco il lavoro nell’arco degli altri mesi, così da non arrivare alla chiusura con troppe cose da fare.

Chi pensi sarà l’eroe di questo 2018 sia in campo maschile che femminile?
Premettendo che la stagione deve ancora concludersi, nel circuito femminile che in questi ultimi tempi è stato molto imprevedibile, Simona Halep ha consolidato e legittimato la sua posizione di numero 1. Forse non è così “personaggio” come Serena Williams e Maria Sharapova ma è un’atleta che con il duro lavoro e con il talento è riuscita ad emergere fino ad arrivare finalmente a conquistare il suo tanto agognato primo Slam a Parigi. Nel circuito maschile, è quasi banale dire Rafael Nadal. In assoluto lo spagnolo si sta dimostrando competitivo non solo sulla terra battuta dove è il re incontrastato, ma anche sul cemento (vittoria a Toronto) e anche sull’erba dove ha disputato una delle più belle partite del 2018 contro Novak Djokovic.

Tennis italiano: quest’anno ottimo anno in campo maschile, dicci la tua.
Direi che fino ad ora possiamo essere soddisfatti del rendimento e della crescita di alcuni azzurri, come Matteo Berrettini che sta dimostrandosi competitivo su tutte le superfici. Cecchinato ha fatto molto bene su terra battuta, ma sul cemento (che è la superficie dove si disputa la maggior parte dei tornei) deve crescere ancora tanto. Avendo sempre come punto di riferimento Fabio Fognini che sta consolidandosi nella TOP 20.

Regole Next Gen, cosa ne pensi?
Lo “shot clock” era una regola che ci voleva, per evitare perdite di tempo e giocatori che si mettono fare 30-40 palleggi. Non mi trovo assolutamente d’accordo con i set accorciati a 4 game. Snaturano il tennis.

Nuovo format della Davis, cosa ne pensi?
Qualcosa andava fatto perchè il format attuale, per quanto affascinante, da tempo non funzionava più. Si poteva studiare una maniera per fare una “final four” finale in sede unica, ma la fase finale compressa in una settimana con 18 squadre e tantissimi incontri da disputare, per giunta nell’ultimo weekend di novembre, dopo le ATP Finals non la trovo una cosa giusta. Ancora una volta si è tenuto conto dell’aspetto economico (la cifra che Kosmos, il fondo dove fa parte anche Gerard Piquè il calciatore del Barcellona), piuttosto che l’aspetto e il fascino umano che questa competizione ha sempre avuto nella sua storia. Vediamo se questo format funzionerà.

Chi sono i tuoi giocatori preferiti e perché.
Sono sempre stato un “Federeriano”, mi piace la tecnica e il tennis dello svizzero, ma apprezzo molto i giocatori che hanno un tennis divertente e sono capaci di tenere lo spettatore “incollato” alla partita. Penso a Kyrgios, a Monfils e all’Ernest Gulbis di qualche tempo fa. Nel femminile mi piacciono molto la Ostapenko e la Stephens.

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