L’Australia dei Bad Boys

L’Australia dei Bad Boys

Il tennis australiano è alle prese con un ricambio generazionale che tarda a portare risultati: dopo Hewitt infatti le speranze riposte in Tomic e Kyrgios stanno deludendo le aspettative.

IL MOVIMENTO AUSTRALIANO – Sono passati ben 14 anni dall’ultima affermazione dell’Australia in Coppa Davis nonostante il movimento tennistico aussie abbia sempre fornito molti giocatori talentuosi tanto da stare stabilmente nei primi dieci del ranking ATP. L’ultimo in ordine di tempo è stato Lleyton Hewitt, formidabile protagonista dei primi anni 2000 e vincitore di due slam, US Open 2001 e Wimbledon 2002 (la sua unica sfortuna è stata quella di giocare nella stessa epoca di Federer).

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I GIOVANI – Il ricambio generazionale però non pareva destare grossi problemi in quanto fin dai tornei juniores gente del calibro di Tomic e Kyrgios faceva intravedere un gran talento accompagnato da un’ottima stazza fisica. Ma i risultati purtroppo non sono (ancora) arrivati e non sono mancate le critiche ai due australiani, colpevoli soprattutto di concentrarsi più sulla vita fuori dal campo che nei tornei.

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BERNARD TOMIC – Partendo dal più vecchio, classe ’92, il gigante australiano vanta come miglior piazzamento negli slam un “misero” quarto di finale a Wimbledon nel 2011 e tre soli successi in altrettanti ATP 250. Tomic è più sulle pagine dei giornali per scorribande nei locali piuttosto che per risultati ottenuti e negli ultimi anni non è nuovo a comportamenti irrispettosi nei tornei, come per esempio scendere in campo solo per fare presenza e portarsi a casa una parte di montepremi o riuscire a perdere in soli 28 minuti. La scarsa motivazione e le parole pronunciate a Wimbledon pochi giorni fa dopo l’eliminazione subita da Mischa Zverev (“Gioco solo per non lavorare”) gli sono costati anche l’abbandono dello sponsor e ora la sua carriera è sempre più in declino.

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NICK KYRGIOS – Più talentuoso di Tomic, Kyrgios è l’estrosità fatta a persona: per sua stessa ammissione non ama il tennis e lo pratica solo perché sa di avere un dono naturale che però non sfrutta fino in fondo in quanto il suo ranking attuale dice ventesima posizione. La sua ultima “Kyrgionata” (per usare un sinonimo come le “Cassanate” di Cassano)? Farsi beccare in discoteca alle tre di notte con due giovani tenniste proprio dopo essersi ritirato da Wimbledon a causa di un infortunio all’anca. Kyrgios in carriera ha racimolato solo un torneo vinto (Estoril nel 2015) e due quarti di finale, a Wimbledon 2014 e all’Australian Open 2015.

Fanatics Australia

DA DOVE RIPARTIRE – Per entrambi i giocatori urge un repentino cambio di rotta per non veder sprecato un simile talento che poi potrebbero rimpiangere negli anni futuri, in caso raggiungano prima o poi una certa maturità che ad oggi sembra lontana. Con Hewitt che potrebbe svolgere un ruolo fondamentale sopratutto a livello psicologico, tutto il movimento australiano si augura che le due stelle di Kyrgios e Tomic possano finalmente risplendere e brillare nei tornei dello slam, dove i Fanatics non fanno mai mancare il loro apporto. E chissà che tifo potrebbe esserci in caso di finale di Coppa Davis; in fondo sognare, anche per l’Australia, non costa nulla.

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