Coric si opera al ginocchio, ma il suo fiore può ancora sbocciare

Coric si opera al ginocchio, ma il suo fiore può ancora sbocciare

Il tennista croato si dovrà operare al ginocchio, mettendo in dubbio la partecipazione alla finale di Davis. Stagione comunque altalenante, forse troppe le pressioni su di lui agli inizi della carriera. Riuscirà a dimostrare quanto realmente vale?

Gli indovini illuminati (gli stessi che, con la solita, eccessiva, sicurezza avevano anni fa accostato Dimitrov a Federer) non hanno dubbi. “Borna Coric diventerà il nuovo Djokovic”. Classe 1996, 185 centimetri d’altezza ed una prodigiosa carriera da Juniores, con la vetta della classifica raggiunta nel 2013, sembravano il biglietto da visita perfetto per una brillante carriera nel mondo del professionismo. La finale di Davis raggiunta con la sua nazionale è, però, ora in dubbio, visto l’infortunio al ginocchio che con ogni probabilità non gli permetterà di esserne protagonista.

NEXT GENERATION – La nuova generazione presenta, oggi, tennisti di altissimo livello, già pronti (o quasi) per il grande salto di qualità che probabilmente li porterà ad essere protagonisti del futuro più prossimo, quando gli imbattibili se ne saranno fortunatamente (per loro) andati. Sarò onesto, gli preferisco non pochi giocatori, ma sotto il lato puramente tecnico/tattico il ragazzo ha parecchie armi. In quanto croato il servizio non gli può mancare. Certo, non è un colpo devastante come quello dei suoi connazionali, ma una buona spinta delle gambe gli permette di raggiungere notevoli velocità.

I COLPI DA FONDO – Il dritto traballa, soprattutto quando messo sotto pressione, manca di precisione e potenza, essendo colpito, spesso, in ritardo e lontano dal corpo. Sul lato del rovescio invece, appare come per magia un colpo “rubato” a Novak Djokovic. Perfetto posizionamento delle gambe e straordinario tempo sulla palla lo rendono risolutivo ed estremamente efficace, giocato sia in lungolinea che sull’incrociato, è in grado di ribaltare l’azione con un solo movimento, trasformandola da difensiva a offensiva. Nato principalmente come noioso pallettaro, sta, piano piano, cercando di tramutarsi in attaccante da fondo, cercando ogni tanto l’inesplorata via della rete (che per la sua generazione sembra essere spinata o elettrificata vista l’attenzione con cui vi stanno alla larga), deliziando il pubblico con soavi volée steccate o tagli terminati oltreoceano.

PREVISIONI ERRATE? – A questo punto, visti i risultati, meglio che stia a fondo. Insomma, al momento Coric mi risulta un giovane di talento, troppo presto accostato ad un mostro dagli espertoni che, pensavo (speravo), avessero smesso di lanciare pronostici a vanvera, caricando di inutili aspettative giovani ragazzi ritrovatisi catapultati nel mondo dei grandi. Ma d’altronde, per la legge dei grandi numeri, prima poi qualche previsione la prenderanno. E non preoccupatevi per Coric, arriverà, ha soltanto bisogno di un altro po’ di tempo.

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