Un ritorno in stile “Petko Dance”

Un ritorno in stile “Petko Dance”

E’ ora di dirlo: finalmente buone notizie per la tedesca Andrea Petkovic, numero 40 del tennis mondiale (ma Top 10 nel 2011), che, domenica scorsa, è tornata a ballare nella Family Circle Cup di Charleston, battendo in finale la 20enne Jana Cepelova… di G.Lupi

E’ ora di dirlo: finalmente buone notizie per la tedesca Andrea Petkovic, numero 40 del tennis mondiale (ma Top 10 nel 2011), che, domenica scorsa, è tornata a ballare nella Family Circle Cup di Charleston, battendo in finale la 20enne Jana Cepelova, autrice di uno splendido torneo, nel quale ha estromesso anche la numero uno del mondo Serena Williams.

Il digiuno tennistico di Andrea durava da ben 3 anni, da quando nel 2011, sulla Terra Rossa di Strasburgo, batteva una dolorante Marion Bartoli con il punteggio di 6/4 1/0 rit. e si issava alla posizione numero 9 della classifica WTA, rimasta tutt’ora il suo best ranking, la miglior posizione ricoperta da una tedesca dopo ben 11 anni di distanza da Anke Huber.  La sua carriera, costellata e allo stesso tempo contrassegnata da innumerevoli infortuni, ci permette di definirla una giocatrice ancora “tennisticamente giovane”, poiché a differenza di alcune sue coetanee, prima su tutte Maria Sharapova, ha avuto meno tempo per esprimersi e per imporsi sul circuito. Un aneddoto interessante infatti risale al 2006, quando in un’ intervista rilasciata ad un quotidiano tedesco, affermava di esser pronta solo ora ad una “full immersion” nel tennis, dato che “non aveva più impegni scolastici che la limitassero in termini di tempo e di allenamento.”

Nel 2008, anno della sua prima apparizione agli Australian Open, la Petkovic è vittima di un grave infortunio al ginocchio, con la lesione del legamento crociato destro, che la obbliga a restare ferma per ben 8 mesi, e che la porta a dichiarare che “se entro due anni non entro nelle prime 50 al mondo, smetto di giocare a tennis”. E così, con la caparbietà e la forza di volontà che la contraddistinguono, non lasciò nulla al caso, mantenendo la promessa raggiungendo l’anno successivo la 49esima posizione del ranking, aggiudicandosi il suo primo titolo WTA, a Bad Gastein, ai danni di Raluca Olaru.

Nel 2012 però, dopo aver ormai messo da parte tutte le paure del caso ed essersi stabilita definitivamente tra le più forti del mondo, ecco riaffiorare per lei qualche problemino fisico. Nulla avrebbe fatto sospettare il peggio ed invece, un susseguirsi di incredibili sfortune e malocchi, iniziano a tormentarla, prima con una frattura da stress alla schiena all’inizio dell’anno, che le fa saltare gli Australian Open  e la tiene ferma 4 mesi, poi l’impressionante infortunio alla caviglia rimediato a Stoccarda contro Vika Azarenka, appena rientrata. Cinque mesi di stop, tempo non sufficiente per usufruire del ranking protetto (6 mesi senza partite è il minimo per averne diritto), ma l’interruzione sommata a quella del primo infortunio alla schiena ha significato stagione e classifica compromesse. E, dulcis in fundo… ll 29 dicembre, nel primo giorno di Hopman Cup (di fatto l’apertura della stagione 2013) Andrea si infortuna al menisco. La Petkovic si ritrova per la terza volta nella carriera con la montagna della classifica da scalare; questa volta il punto più basso è il 177mo posto, raggiunto nel Marzo del 2013.

La scalata sembrava ormai un obiettivo insormontabile e la stessa Petkovic ha rivelato più volte di essersi chiesta che senso avesse continuare… Ho dubitato di me stessa tutti i giorni e mi capita ancora. Ma non ho mai smesso di volerlo”.

Nonostante tutto però, tra sfortune, pianti, ritiri e perché no, anche gioie, Andrea Petkovic è rimasta sempre la ragazza umile che, allo Us Open 2010, dopo una sofferta vittoria ai danni di Nadia Petrova, ideò quella che è passata alla storia come la “PETKO-DANCE” , tanto poco gradita dalle sue colleghe, quanto invece molto apprezzata dal pubblico. Dà sempre l’impressione di metterci passione in tutto ciò che fa, sia che giochi con la numero uno del mondo, sia con una malcapitata qualificata di turno, e non risparmia mai un sorriso ed un complimento alla sua avversaria, anche in caso di sconfitta. Nel suo essere solare, espansiva, giocherellona ed auto-ironica, Andrea è entrata nei cuori degli appassionati del tennis femminile, ed in parte è merito anche della giornalista di Ubitennis, Monique Filippella, che, con le sue cronostorie e le sue interviste, ci ha mostrato lati del carattere della Petkovic che sono il ritratto di un esempio concreto di umiltà e di spiccata intelligenza. Trovo fenomenale, nella sua essenza, una risalente a Bad Gastein (qui il link: http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2010/07/23/360498-tutti_pazzi_petkorazzi.shtml) che la ritrae in tutta la sua genuinità.

Grazie Andrea per averci deliziato con il tuo tennis fino ad ora, e si spera che possa iniziare già da adesso, un nuovo percorso tennistico finalmente ricco di gioie e non più di dolori.

Giorgio Lupi (Twitter: lupi_giorgio)

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