Thomas Fabbiano in the zone

Thomas Fabbiano in the zone

Il 2015 di Thomas Fabbiano propone un inizio decisamente degno di nota. Il tennista pugliese, dopo un 2014  che lo aveva portato al suo best ranking di n. 166 al mondo, nel giugno 2014, risultato figlio delle vittorie del 2013 sia a livello challanger (Recanati), futures ma soprattutto culminato con la qualificazione a US Open 2013 (e un dignitoso primo turno contro Raonic), possiamo dunque dire che Thomas sembrava aver intrapreso la strada verso il tennis che conta.

Sceso di circa 100 posizioni rispetto al suo best ranking, ha collezionato diverse sconfitte, spesso con giocatori alla sua portata, faticando spesso per vincere qualcosa. Insieme a Fabio Goretti, coach che divide con Luca Vanni, ha quindi ripensato la sua preparazione e ha progettato un piano di ritorno nei quartieri alti del ranking, ripartendo con grande senso di sacrificio dal cemento asiatico, la superficie che predilige.

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La scelta di giocare le qualificazioni ATP è sicuramente ardita, ma ha pagato in termini di contatto con un livello di gioco alto con cui confrontarsi. Ha ottenuto poco in termini di punti ma sicuramente molto in termini di voglia di competere, di migliorarsi, di superare i propri limiti: due secondi turni nella qualificazioni di Chennai e Auckland (sconfitto da Vanni, “caldo” in questo 2015, e Vesely), un terzo turno a Montpellier (sconfitto da Darcis), un primo turno a Melbourne perso 8-6 al terzo, sul filo di lana, unico vero rammarico contro Kravchuk.
Sfortunata la trasferta in centro-America per giocare due challanger sul duro a Morelos sconfitto da Menedez-Maceiras e Santo Domingo da Zeballos ancora al terzo, segno che il livello top 150 atp gli compete.
Poi l’umiltà e il buon senso nei tornei futures del circuito tunisino. Fare legna e morale su una superficie come il duro. Il risultato è stato pieno, tre vittorie di fila, 15 incontri mettendo in riga giocatori di livello sicuramente più basso, talvolta bassissimo. Ma ora importa poco: le partite da vincere sono state vinte e con questa forza Thomas è andato a Napoli per giocare il primo appuntamento challanger del circuito nostrano, passando le qualificazioni, giocando 6 set nella fredda giornata di ieri, sconfiggendo Fioravante (enfant du pais) e Trevisan (altro puer divinus perso per strada…), in un mondo in cui si lotta col coltello tra i denti.

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Ora un primo turno difficile, specie perché si gioca sulla terra lenta, appesantita da giorni di pioggia, contro il rumeno d’Italia Ungur. Provarci è doveroso, Thomas ha una bella condizione e di sicuro è in fiducia, perché mettere 17 partite in fila non è semplicissimo. Per ora il voto è pienamente soddisfacente, e l’obiettivo di rientrare tra i primi 200 è a portata di mano, non avendo moltissimo da difendere, specie nella seconda parte del 2015. Noi ci crediamo, e siamo sicuro, anche Thomas.

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