Il tennis in Grecia, da Atene 1896 ad oggi

Il tennis in Grecia, da Atene 1896 ad oggi

Tsipras, la vittoria del “no” al referendum e le dimissioni di Varoufakis.  Son passati sei anni da quando il primo ministro George Papandreou rivelò che i bilanci economici inviati dai precedenti governi greci erano stati falsificati con l’obiettivo di garantire l’accesso alla Grecia alla Zona Euro. Da quel 2009  la parola “crisi” è stata man mano sempre più rappresentativa del Paese ellenico.

Non bisogna dimenticare però che la Grecia non è soltanto misure di austerità, debiti e piani di salvataggio vari,  ma è la culla indiscussa della civiltà occidentale. Patria della democrazia, della filosofia, del teatro e della medicina occidentali, nonché dei Giochi olimpici moderni. Il collegamento tra la Grecia e il mondo del tennis nasce proprio grazie alle Olimpiadi.

Pierre de Frédy, barone di Coubertin, voleva trovare il modo di far avvicinare le nazioni tra loro e permettere ai giovani di confrontarsi in una competizione sportiva. Ebbe così l’idea di far rivivere i Giochi Olimpici, che erano stati vietati nel 393 dall’imperatore Teodosio I, attraverso un grande evento internazionale, che riguardasse gli sport più importanti dell’epoca.

Le prime Olimpiadi inizialmente dovevano svolgersi a Parigi per l’Esposizione Universale nel 1900, ma furono invece anticipate ad Atene nel 1896 per dar lustro agli antichi giochi tra polis e colonie elleniche, che si disputavano già 1500 anni prima.  Nel 1894 fu stilato il primo regolamento olimpico:  erano ammessi alle competizioni soltanto i dilettanti, per cui parteciparono studenti, marinai, impiegati e persone che praticavano lo sport solo come passatempo. Le donne erano escluse per le dominanti idee d’epoca vittoriana, che consideravano il sesso femminile inferiore a quello maschile.

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Sebbene il tennis fosse già uno degli sport più importanti e seguiti del XIX secolo, nessuno dei migliori giocatori del mondo partecipò al torneo di Atene, la maggior parte dei quali erano britannici, come Harold Mahony, Wilfred Baddeley e Joshua Pim, reduci dal già affermato torneo di Wimbledon. Per le Olimpiadi nel 1895 venne commissionata la costruzione dell’Athens Lawn Tennis Club,  situato nel paesaggio da mozzafiato tra il Tempio di Zeus Olimpo e l’Acropoli.

I giocatori di tennis greci vissero da protagonisti entrambi i tornei olimpici, ma furono fermati sul più bello in entrambe le occasioni da un inglese che si trovava lì quasi per caso, John Pius Boland. Boland si recò ad Atene per assistere ai Giochi olimpici solo come spettatore come aveva promesso al suo amico di Oxford, Constantinos Manos, che nel frattempo era diventato anche segretario del comitato organizzativo di Atene 1896. Questi, conoscendo la sua bravura nel tennis, lo inserì nella competizione riservata a questa disciplina. Non essendosi organizzato gareggiò all’inizio con scarpe di cuoio, e dovette acquistare sul posto il materiale necessario.

John Pius sconfisse nella finale di singolare il greco-egiziano Dionysios Kasdaglis per 6-2, 6-2. Nella finale di doppio invece l’inglese in coppia con il tedesco Friedrich Traun sconfisse di nuovo Kasdaglis, che giocava insieme ad un altro greco, Dimitrios Petrokokkinis.

Con il passare degli anni e dello sviluppo del tennis, la tradizione greca non è stata tra le più floride. La Grecia non ha mai fatto parte del World Group in Coppa Davis, e soltanto pochi giocatori hanno provato a far emergere la nazione nell’ambito tennistico. Ricordiamo Augustos Zerlendis, ottimo giocatore, che nel 1920 partecipò alle Olimpiadi ad Antwerp. Qui fu protagonista di un avvenimento singolare:  durante il suo  interminabile match contro lo statunitense Lowe ( 14-12, 6-8, 5-7, 6-4, 6-4; la regola del tie-break non era stata ancora concepita) si assistette all’ammutinamento dei raccattapalle, troppo affamati per continuare.

Inoltre, Zerlendis fu capace di raggiungere nello stesso anno il quarto turno a Wimbledon. Di lui disse così il grande Bill Tilden: “ Il classico fondocampista. Raccoglieva qualsiasi cosa finisse sulla sua racchetta. Mi ricordava irresistibilmente Mavrogordato, che sembrava non voler far altro che rimandare indietro tutto. Non posso analizzare il suo gioco correttamente, perché il suo primo obiettivo era rimandare di là tutto non importava come, e questo gli riusciva in modo eccellente. Zerlendi era un vincente prima e un uomo di stile poi”.

In epoca successiva va menzionato anche Nicholas Kalogeropoulos, noto anche come Nicky Kalo, formatosi tennisticamente in Costa Rica, che vinse una medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo nel 1971, che raggiunse il best ranking di numero 108. Vincitore juniores di Wimbledon e Roland Garros, è stato il migliore tennista greco dal ’62 all’ ’84 e pilastro della squadra di Coppa Davis per diciannove anni. In tempi più recenti il miglior esponente del tennis greco maschile è stato Konstantinos Economidis, ex numero 112, vincitore di 5 tornei Challenger , medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo 2001 e detentore del record di vittorie complessive in Coppa Davis (44).

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Se ci concentriamo invece sul tennis femminile, dalle fucine elleniche sono state forgiate poche giocatrici di livello, tra cui la più nota e vincente è sicuramente Eleni Daniilidou. La tennista cretese, vincitrice di quattro tornei WTA e dal best-ranking di numero 14, è stata una delle poche a portar avanti la tradizione del rovescio ad una mano, sempre più raro nel circuito femminile. Leggendaria la sua vittoria contro la fresca vincitrice del Roland Garros Justine Henin al primo turno di Wimbledon 2005. In Fed Cup la squadra ha ottenuto risultati migliori del team maschile: la Grecia ha infatti raggiunto due volte i sedicesimi di finale (1977, 1984) e può vantare il record di tennista più giovane ad aver debuttato in Fed Cup: Denise Panagopoulou con soli 12 anni e 360 giorni nel match contro il Portogallo della Federation Cup 1977.

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Nel corso degli anni, non potendo assistere ai trionfi dei propri portacolori, la Grecia si è sentita  un po’ orgogliosamente partecipe dei 14 successi Slam di Pete Sampras e degli acuti lampanti di Mark Philippoussis, finalista a Wimbledon e a Flushing Meadows. Tutt’oggi due dei talenti di maggior prospettiva del tennis mondiale, Nick Kyrgios e Thanasi Kokkinakis ,hanno palesi origini greche, nonostante la nazionalità australiana. E questo di sicuro i greci non lo dimenticano.

Culla della democrazia, della letteratura occidentale, della storiografia e dei più importanti principi matematici e geometrici, la Grecia non è di certo la nazione a cui si associa per antonomasia alla racchetta, ma nel suo piccolo, ha dato, da e darà sempre il suo contributo al tennis.

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