Quell’inutile arroganza che fa di nome Zverev

Quell’inutile arroganza che fa di nome Zverev

Lui è il primo della classe, il lagnoso vincente che si compiace dei propri successi, soffrendo alle vittorie degli altri. Ama dar spettacolo della sua bravura e, quando le cose non vanno, dà la colpa all’esterno. Una volta il campo, la pressione della palla, le condizioni meteo, l’allenatore maleducato.

di Nicola Corradi

Con sempre più frequenza, quando si parla di tennis, si finisce con il discutere non di gioco, ma di atteggiamento. Fiumi di parole spesi per screditare il burbero Fognini, reo di un lancio di racchetta di troppo, lodare la signorilità di Nadal, attaccare la naturale sfrontatezza di Kyrgios o esaltare la spezzatura di Federer.
Tutti, discorrendo animatamente tra considerazioni di natura tecnica e malinconici riferimenti ad un passato glorioso, introducono nel loro parlare l’aspetto emotivo, comportamentale.
È notizia relativamente recente la rottura tra Alexander Zverev e Juan Carlos Ferrero, suo coach ufficiale dalla scorsa estate e già sollevato dall’incarico.
Si vocifera che tra i due, ultimamente, non corresse buon sangue, ed i presentimenti di molti sono stati ufficialmente confermati in quella che, nell’era del political correct, si palesa ai nostri occhi come scontro verbale dai toni insolitamente accessi.
Zverev, incline per natura a deliri di onnipotenza che con facilità ne distolgono lo sguardo dalla realtà, accusa lo spagnolo di avergli impartito un regime dittatoriale impossibile da sopportare. “In Spagna hanno il culto dell’allenatore, se lui ti dice di stare zitto tu devi tacere. Questa cosa non fa per me”. Nel caso specifico di cui tratto oggi, Ferrero, il tiranno, si sarebbe permesso di richiamare Zverev, invitandolo ad evitare di presentarsi agli allenamenti con il costante ritardo di mezz’ora.
Alexander lo accusa di maleducazione, sfrontatezza, megalomania.
Nel fare tutto ciò, pur non accorgendosene, esegue un perfetto ritratto di se stesso.
Se tanto è vero che i risultati, la scorsa stagione, sono arrivati, conditi da un miglioramento tecnico che, pur non eccelso, ha permesso all’innaturale dritto un movimento dotato di più fluidità, con l’apporto di una preparazione atletica specifica che, oltre ad aver apportato massa muscolare, gli ha consentito una grande evoluzione dal punto di vista della reattività, le pecche caratteriali di un giovane salito alla ribalta per risultati sì attesi, ma non con queste dinamiche, non hanno fatto altro che aumentarne l’innata boria.
Che l’indole di Zverev fosse quella del regnante lamentoso era già stato chiaro in diverse occasioni, quando, schiacciato dalla globale superiorità prima di Nadal e poi di Federer, rispettivamente a Montecarlo e ad Halle, non aveva fatto altro che vagare rassegnato per il campo, aggrappandosi a scuse di scadente caratura.
Fortissimo, senza ombra di dubbio, il più probabile e credibile autocrate del futuro, ma una personalità spocchiosa ed altezzosa, unita ad un gioco che non brilla certo per innovazione o genialità, mai lo renderanno, agli occhi del grande pubblico, un personaggio degno di nota.
Non è l’arroganza, il problema, a discapito di quanto molti sostengano.
Con l’arroganza, estrema e radicale, personaggi come Connors, McEnroe, un Agassi agli albori e lo stesso Kyrgios, per portare un esempio attuale, hanno coinvolto e catalizzato l’attenzioni di stormi di spettatori, intrigandoli con la costante ritorsione alle buone maniere sempre accompagnata da un carisma eccelso.
Zverev no.
Lui è il primo della classe, il lagnoso vincente che si compiace dei propri successi, soffrendo alle vittorie degli altri. Ama dar spettacolo della sua bravura e, quando le cose non vanno, dà la colpa all’esterno. Una volta il campo, la pressione della palla, le condizioni meteo, l’allenatore maleducato.
Non amo Zverev, non l’ho mai amato.
Solitamente preferisco parlare di tennis, e avrei dovuto analizzare la lezione senza possibilità di replica che Del Potro gli ha impartito nella semifinale di Acapulco, scovando e mettendo intelligentemente alla luce disastri tecnici che ne rendono goffo e sgraziato ogni colpo nei pressi della rete.
Potrei, ma non voglio.
Oggi parlo di carattere, comportamento e modo di essere.
Concedetemelo e commentate con me.
Ammonire oggi per non espellere domani.

47 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. Maria Pia Scarpellino - 8 mesi fa

    Educazione e sportività non dovrebbero mai mancare! Gli atleti sono un grande esempio per i giovani!!!!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Trimonti Maurizio - 8 mesi fa

    Tedesco

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Franca Corradini - 8 mesi fa

    A me non pare così arrogante, è molto giovane ed è stato portato alla ribalta troppo in fretta. Imparerà ad essere corretto.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Flavio Totino - 8 mesi fa

    Semplicemente un pallone gonfiato, Delpo alla sua età vince US Open ribaltando una finale storica contro Federer. Quando prendi come coach a vent anni un grande giocatore da fondo campo come Ferrero si capisce in pieno che i suoi limiti sono tanti. E si vede, non sa fare altro che picchiare da fondo e tirare sassate con la prima, se non entra sono guai sulla seconda. Molto limitato

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. Senka Fortunato - 8 mesi fa

    Ragazzino ….non seguire Tomic…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. Cristina Isidori - 8 mesi fa

    Non sono d’accordo! Alla sua età Roger aveva da poco smesso di spaccare racchette! Oltre a qualche intemperanza e sbruffonata ha anche un ottimo senso dell umorismo che l ha portato a dire a Roger alla fine della hopman cup: ora però rilassanti e facci vincere qualcosa anche a noi!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. Iole Barbera - 8 mesi fa

    Io lo adoro!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  8. Egidio Marek Fistetti - 8 mesi fa

    Un esaltato..

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  9. Massimo Marini - 8 mesi fa

    non hanno preso lezione di comportamento da Roger Federer “The best” NON IMPARERANNO MAI LA SIGNORILITA SPORTIVA,,,,,

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Ahimè l’educazione è una virtù, che non tutti possiedono.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  10. Un giocatore piuttosto banale seppure molto forte dal punto di vista della potenza ma poco prestante nella tenuta,ha bisogno di colpire la palla forte perché non rende a uscire dagli scambi con le traiettorie in cross,ha bisogno di un grande coach,preparato tatticamente è che gli dia una mano mentalmente e di un grande team di preparatori atletici

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  11. Alessandro Monchieri - 8 mesi fa

    Matilda Buscagliaa visto?

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Matilda Buscaglia - 8 mesi fa

      Gioie dei miei occhi

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  12. Alessandro Zollo - 8 mesi fa

    Grande talento!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  13. Carolina Fosbury - 8 mesi fa

    L’arroganza della giovane età

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  14. Patrick Nanut - 8 mesi fa

    Ama dar spettacolo in che senso?

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  15. Eugenia Favaloro - 8 mesi fa

    Ha solo vent’anni deve maturare ma ha tutti i numeri per diventare un campione

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  16. Elisa Casoni - 8 mesi fa

    A me sascha piace. Tecnicamente lo trovo talentuoso. Il fatto che sia molto giovane speriamo sia un’arma a suo favore per maturare e non fare la fine di noti “esaltati”. Mi stupisco che chi fa parte del suo team non abbia ancora pensato ad un preparatore mentale visto che praticamente tutti i next (ma anche old!) gen ce l’hanno. Questo potrebbe davvero fare LA differenza nella sua carriera

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  17. Domenico Placenti - 8 mesi fa

    Ragazzo. Spero che qualcuno lo ridimensiona. Che prenda esempio dai campioni come del potro federer Nadal

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  18. Riccardo Dominici - 8 mesi fa

    A me non sembra così come lo descrivete… è umile e chiede sempre consigli ai più grandi

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  19. Sara Corona - 8 mesi fa

    Buffone

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  20. Gloriana Mondini - 8 mesi fa

    Antipatico

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  21. Massimo Marini - 8 mesi fa

    Chiaro che non sarà mai diciamo… Amato… Come Federer solo guardando la signorilità ed il comportamento…per il gioco non lo sarà MAI
    .

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  22. Peppe Schinaia - 8 mesi fa

    Secondo me è arrivato troppo presto ai piani alti e questo spesso non è un bene se non hai una buona testa. Oltre al fatto che si è montato la testa ed è diventato arrogante. Deve fare un passo indietro altrimenti si potrebbe perdere, cosa che comunque non penso accadrà.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Carlo Tudisco - 8 mesi fa

      In privato ne parliamo, è cosi cmq

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. Peppe Schinaia - 8 mesi fa

      I soldi danno alla testa Carlos, solo tutte quelle collane d’oro che indossa quando gioca sfamerebbero l’Africa intera.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    3. Carlo Tudisco - 8 mesi fa

      Esatto ahahaahah

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    4. Carolina Fosbury - 8 mesi fa

      che poi, in sostanza, è quello che più volte sostanzialmente gli ha detto federer

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  23. Fausto Achilli - 8 mesi fa

    In realtà non vale un cazzo!!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  24. Giuseppe Pulici - 8 mesi fa

    Mi sta sul cazzo. Ma è il pupillo di Roger. E per questo, solo per questo, gli do fiducia…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  25. Anna Castellani - 8 mesi fa

    Lo trovo davvero poco umile e arrogante pensa di essere già bravo ma per essere al top deve cambiare atteggiamento

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  26. Enrico Filippini - 8 mesi fa

    giovane con carattere devastante da smussare negli eccessi.mi sembra che i suoi colleghi non ne parlino male o sbaglio?

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  27. Preferisco il gioco del fratello……

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  28. Andrea Todisco - 8 mesi fa

    Odioso…pieno di sé

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  29. Monica Magini - 8 mesi fa

    Avenne… si dice a Firenze!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  30. Andrea Buscicchio - 8 mesi fa

    Zverev ha solo 20 anni. Un giudizio così pesante è prematuro ma di certo si puó essere onesti, ad esempio dicendo che in fondo Zverev agli Slams non ha mai brillato ed i due Masters 1000 che ha vinto, li ha vinti con due defunti in finale. Ci vuole più equilibrio sia quando si vince che quando si perde. È un giocatore che ha delle ottime basi, ma che deve migliorare tanto, sicuramente anche caratterialmente. L’anno scorso giá i giornalisti lo incoronavano nuovo numero 1 per chissà quanti anni, ora lo affossano. Equilibrio.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Massimo Marini - 8 mesi fa

      Non e pesante il buongiorno si vede dal mattino………appunto perché è giovane già così in alto dovrebbe essere contento e essere più sportivo…….

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. Andrea Buscicchio - 8 mesi fa

      Sicuramente contento e sportivo potrebbe giá esserlo di più

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  31. Why? Are you judging and condemning this guy ? Just because the Ferrero’s statements ?

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  32. Angela Serusi - 8 mesi fa

    Il fatto di parlare male di Ferrero denota grande arroganza e poca consapevolezza. Talento sopravvalutato.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  33. Cristina Pozzoli - 8 mesi fa

    Zverev ha vent’anni. Io credo sia presto per giudicarlo in modo così drastico. Credo in lui e sono certa che diventerà un Campione dentro e fuori dal campo. Stay tuned…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  34. Davide Ferrari - 8 mesi fa

    Troppe aspettative…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  35. Flavio Castignani - 8 mesi fa

    La simpatia o ce l’hai o non ce l’hai….

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  36. Alessandro Gerini - 8 mesi fa

    Più umiltà…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  37. Fabrizio Grasso - 8 mesi fa

    Deve crescere

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  38. Francesco Currò - 8 mesi fa

    Pierluigi Serra

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Pierluigi Serra - 8 mesi fa

      Dopo lo leggo

      Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy