Stefanos Tsitsipas: il Dio greco biondo

Stefanos Tsitsipas: il Dio greco biondo

Il 2018 sarà l’anno decisivo del giovane greco, che proverà a fare una stagione da protagonista, per entrare tra i primi 50 del mondo

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MOMENTO- Stefanos Tsitsipas sta vivendo il periodo e il torneo più importante della carriera : l’ATP 250 di Doha, in Qatar, dove ha perso ai quarti da Dominic Thiem per 7-5 6-4, dopo aver battuto Florian Mayer ai sedicesimi e l’idolo Richard Gasquet agli ottavi di finale per 6-3 6-4. Proprio a proposito del francese, il bel greco dal viso angelico e gentile e dai capelli biondi da vero e proprio Dio greco, ha dichiarato: “Lo guardavo in TV sin da quando avevo 8-10 anni – ha detto il greco – non avrei mai immaginato che un giorno ci saremmo affrontati. Oggi è stato possibile e ci ho messo tutto il cuore che avevo, dando il meglio.” Poi, oggi, la sconfitta contro il #5 al mondo, ma il classe ‘98 ha ben figurato, raggiungendo una mezza consacrazione contro il francese dal rovescio ad una mano da cui il greco ha preso spunto, oltre a Roger, naturalmente…

La crescita di Stefanos sembra già scritta, scolpita nella pietra. È lui, insieme a Rublev e Shapovalov, il più bello da vedere tra i ragazzi della famigerata Next Generation. Non solo perché farà battere i cuori di tante ragazzine, ma perché gioca un gran bel tennis. Rovescio a una mano, certo, ma anche la voglia di variare, di fare qualcosa di diverso. Insomma, un giocatore propositivo. Se non ci saranno intoppi, Tsitsipas è uno degli esempi di come il tennis possa sempre sopravvivere a se stesso, anche al termine di un’epoca straordinaria come quella segnata da Roger Federer e Rafael Nadal. Il 2017 è stata una stagione importante per Tsitsipas: partito dal numero 210 ATP, ha chiuso in 91esima posizione, ha colto la sua prima semifinale ATP (ad Anversa) e ottenuto la prima vittoria contro un top-10 (su David Goffin).

STORIA- Tsitsipas nasce ad Atene il 12 agosto 1998. Cresciuto a pane e tennis dal padre-maestro Apostolos e dalla madre Julia Salnikova, ex giocatrice russa del circuito Wta, Stefanos inizia a giocare impugnando la prima racchetta all’età di 3 anni. “Stefanos è il nostro figlio primogenito – racconta mamma Julia – e giocando entrambi noi genitori a tennis lo abbiamo, in un modo o in un altro, iniziato alla disciplina. Ma non appena ha avuto l’età giusta lo abbiamo iscritto a un circolo dove prendesse regolari lezioni. Il suo allenatore – ha continuato mamma Julia – ha fatto un ottimo lavoro, è riuscito a instaurare un rapporto molto stretto con mio figlio lavorando al meglio per sette anni. Nel frattempo però Stefanos è emerso come uno dei tennisti più forti del circuito giovanile Itf e, dal momento che il suo coach non era intenzionato a fare questo tipo di vita, piena di continui viaggi e spostamenti, mio marito Apostolos ha iniziato a seguirlo in prima persona. Devo dire che ha proseguito in maniera egregia quello che era stato fatto, non rischiando di sovraccaricare Stefanos di eccessive aspettative a livello psicologico”. La carriera giovanile di Tsitsipas è folgorante e a 14 anni, al primo torneo (Grado 3 in Marocco) passa le qualificazioni issandosi sino ai quarti di finale, lasciando subito intravedere le proprie straordinarie qualità: sublime rovescio a una mano, ottimo servizio, diritto potente e molto carico di top spin oltre a un accecante talento che gli permette veri e propri “numeri”. Nel 2014 giunge il primo risultato di rilievo con la finale all’Orange Bowl, bissata anche l’anno successivo.

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EXPLOIT- Il 2016 porta Tsitsipas sul trono del ranking under 18 grazie al successo al 57° Trofeo Bonfiglio, gli Internazionali d’Italia Junior che si giocano al Tc Milano Bonacossa proprio la settimana dopo gli Internazionali BNL d’Italia, quelli dei big. “Quest’anno ho ottenuto tantissimi ottimi risultati – racconta il giovane greco – sia a livello under 18 sia a livello challenger. Ma oltre ai titoli conquistati a Milano e agli Europei di Klosters, la maggiore soddisfazione è arrivata a Wimbledon, il tempio del tennis, dove ho raggiunto la semifinale in singolare e soprattutto la vittoria in doppio in coppia con l’estone Raisma”. A livello professionistico Tsitsipas raggiunge l’apice stagionale in Marocco, raggiungendo due finali challenger in quel di Mohammedia e Casablanca. Senza dimenticare quattro titoli Futures, di cui tre conquistati proprio in Italia (due a Santa Margherita di Pula e uno a Lecco). “Mi piace moltissimo l’Italia e, giocando la gara a squadre a Galatina, ho imparato un po’ della lingua insieme a persone che mi hanno sempre fatto sentire come a casa. Italiani e greci sono molto simili e da voi mi sento in famiglia”. Stefanos ha chiuso l’anno al numero 210 Atp, scalando in 12 mesi ben 362 posizioni. Tanti giocatori di origine greca hanno dominato il circuito negli ultimi 30 anni: da Pete Sampras a Mark Philippoussis, sino ad arrivare agli attuali Nick Kyrgios e Thanasi Kokkinakis, che hanno trovato fortuna invece in Australia. Finalmente gli ellenici però possono contare su un potenziale campione al maschile tutto loro, senza dimenticare l’ascesa nel circuito Wta di Maria Sakkari, classe 1995 e numero 97 del mondo.

GRANDE PREPARAZIONE INVERNALE- Ciò che colpisce, di questo ragazzo, sono le idee chiare. A Doha ha già settato gli obiettivi per l’anno appena iniziato. “Nell’immediato vorrei sommare punti sufficienti per essere tra i primi 3 nella Race to Milan, magari entro marzo – ha detto – inoltre mi piacerebbe arrivare almeno al terzo turno all’Australian Open e spero di vincere il mio primo titolo ATP entro marzo o aprile”. Il sindacato spinge forte sulla nuova Next Gen, allora gli hanno fatto dire che i suoi coetanei lo spingono a cercare di fare sempre meglio. “Vedo quello che fanno e io voglio provare a fare lo stesso. Voglio salire in classifica e ripercorrere i loro passi. È dura, sono le stelle del domani”. Umiltà esagerata, perché i risultati di Tsitsipas sono in linea con i migliori della sua generazione. A parte Sascha Zverev, non è utopico immaginarlo intorno alla 30-40esima posizione a fine anno, magari ripercorrendo la crescita di Rublev. Tsitsipas è allenato da papà Apostolos, unico punto interrogativo della sua crescita (se non altro perché è un ex professore di educazione fisica che si è inventato coach di tennis), ma fa base presso l’accademia di Patrick Mouratoglou. È lì che ha trascorso buona parte della preparazione invernale, allenandosi con Viktor Troicki e Alexandr Dolgopolov. “La preparazione è stata molto migliore rispetto a quella dell’anno scorso – dice Stefanos – è stata più organizzata, tutto era in ordine. Ho avuto un preparatore atletico dedicato, l’allenatore che mi ha seguito sul campo per molte ore e l’accademia mi ha messo a disposizione un fisioterapista per prevenire gli infortuni”.

TRE OBIETTIVI PER IL 2018- Tsitsipas ha gli obiettivi chiari, ma è chiaro anche come li vuole raggiungere. “Voglio essere più offensivo, spingere di più con il dritto. Deve diventare un’arma molto importante”. A ben vedere, il colpo in corsa a velocità supersonica che ha lasciato fermo Gasquet è un bel biglietto da visita. “Ho lavorato per migliorare la fase offensiva, la resistenza e giocare in modo intelligente. Inoltre sto sviluppando la parte atletica, molto importante al giorno d’oggi”. Quest’ultimo punto è cruciale: nei tanti tornei minori giocati negli ultimi due anni, Tsitsipas aveva evidenziato qualche lacuna negli spostamenti laterali. Se saprà essere più reattivo, a partire dalla risposta al servizio, può diventare molto pericoloso già sul breve termine. “Quest’anno ho tre obiettivi: raggiungere la seconda settimana in uno Slam, entrare tra i top-50 ATP e qualificarmi per le Next Gen Finals. Partiamo da qui. Se le cose andranno meglio, imposterò nuovi obiettivi, ma mi piacerebbe iniziare con questi. Inoltre non sento grande pressione perché sono un esordiente nel tour e devo solo pensare a migliorare. Avvertire la pressione è un modo sbagliato di pensare, sono soltanto io con i miei obiettivi. A volte non mi rendo neanche conto di chi è il mio avversario, è questo è molto importante. Sono concentrato solo su me stesso e sul mio tennis, e non su quello che la gente dice o si aspetta da me”. Bello, intelligente e molto forte: sembra tutto eccezionale, perfetto. Se saprà mantenere il giusto equilibrio fuori dal campo, potrebbe davvero sorprenderci. E la Grecia del tennis, finalmente, festeggiare un campione tutto suo.

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