Wimbledon amaro: la parola a Rafa

Wimbledon amaro: la parola a Rafa

Wimbledon. Nella conferenza stampa rilasciata in seguito alla sconfitta al secondo turno per mano della sua bestia nera Dustin Brown, Rafael Nadal sembra avere le idee molto chiare.

“Ho perso e sono triste per questo, ma è lo sport. Ci sono momenti belli e momenti brutti, quello di oggi è un momento brutto. Non è la fine. La mia vita continua, così come la mia carriera. Devo lavorare più duramente che mai per cambiare questa dinamica”, ha detto il campione spagnolo.

Nadal aggiunge inoltre che non si tratta di alcun problema fisico, specificando che il ginocchio non gli crea problemi: “L’anno scorso e quest’anno non ho avuto alcun problema al ginocchio, ero pronto a competere”. A tradirlo, a quanto sembra, è un problema di sensazioni riguardo ai colpi e all’impatto con la pallina: “Non ho eseguito tre colpi di fila che fossero uguali. Quando devi colpire quella pallina in più, non hai la fiducia necessaria per farlo. Questo è quello che è successo. Il primo gioco del quarto set è stato terribile per me, un momento molto deludente”.

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L’attenzione si sposta, come era prevedibile, sul livello di gioco attuale di Nadal in paragone a quelli delle sue migliori annate. “So che potrebbe non tornare il mio livello del 2006, 2007, 2008, 2010 o 2011. Il mio obiettivo è di tornare a quel livello, ha dichiarato senza mezzi termini Nadal, che continua: “L’attuale situazione è dovuta ad una serie di circostanze, tra le quali degli infortuni e delle partite perse che non avrei dovuto perdere”.

Tuttavia, quando il campione iberico parla del futuro della propria carriera, soprattutto a fronte di un 2015 davvero negativo, ecco che compare qualche nube poco gradita all’orizzonte, che getta un poco nell’incertezza: “Credo che posso continuare ad uscire dai tornei con davanti a me opzioni concrete. Non so cosa accadrà se in due anni mi accorgerò di non avere altre opzioni, per poi aggiungere, “Oggi è un giorno triste, come sempre quando perdo del resto, però non mi voglio chiudere in casa per due giorni. Non l’ho mai fatto. Cose del genere non accadono per caso, ma perché non si ha lavorato abbastanza per impedire che queste cose accadessero”.

Che Rafael Nadal rientri o meno nei vostri gusti, la sua serietà e professionalità sono inattaccabili. A Rafa ora spetta un lungo periodo di duro lavoro, considerando il distacco tra il livello desiderato e quello presente.

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