Draper, emozioni e delusione al Queen’s: “Sarei sceso in campo anche con una gamba rotta”

Jack Draper si ferma in semifinale al Queen’s Club, sconfitto da Jiri Lehecka. In conferenza rivela di aver giocato con la tonsillite e mostra tutta la sua determinazione: “Non mi sarei ritirato per nulla al mondo”.
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Un sogno infranto in semifinale

Jack Draper, nuova speranza del tennis britannico e fresco numero 1 del Paese, ha visto svanire il sogno di conquistare il suo primo titolo sull’erba di casa, fermandosi in semifinale al Queen’s Club. A strappargli la finale è stato il ceco Jiri Lehecka, autore di una prova solida e coraggiosa, chiusa con il punteggio di 6-4, 4-6, 7-5. Una sconfitta che ha lasciato il segno, dentro e fuori dal campo.

Draper ha lottato fino all’ultimo punto, nonostante una condizione fisica tutt’altro che ideale. Durante la conferenza stampa post-partita ha infatti rivelato di aver giocato con una diagnosi di tonsillite, confermando le difficoltà vissute nel corso della settimana: “Non ho mai pensato di ritirarmi, nemmeno per un secondo. Ero in semifinale al Queen’s, ci sarei andato in campo anche con una gamba rotta”.

Rabbia, frustrazione e un momento di rottura

Il match è stato teso, equilibrato e ricco di momenti drammatici. Dopo aver ceduto il servizio sul 5-5 nel terzo set, Draper ha scaricato tutta la frustrazione sulla sua racchetta, scagliandola con violenza contro i tabelloni pubblicitari elettronici e rompendoli. Il gesto, che gli è costato un warning per comportamento antisportivo, ha ricordato ai presenti un episodio simile avvenuto nel 2012 con David Nalbandian. In questo caso, fortunatamente, nessun giudice di linea è rimasto coinvolto, anche se Draper si è procurato un taglio al ginocchio.

Lui stesso ha riconosciuto l’errore, ma ha anche spiegato lo stato emotivo che lo ha portato a quel punto: “Quando non ti senti bene e l’energia è bassa, cerchi qualsiasi cosa per caricarti. A volte, l’unico modo è arrabbiarsi. È stato un modo per cercare di reagire, ma alla fine ho perso il controllo”. E ancora: “Non giustifico quel comportamento, non è come voglio essere, ma è il mio modo di lottare. Volevo competere per ogni palla”.

Una settimana positiva, nonostante tutto

Nonostante la delusione, Draper ha trovato motivi di soddisfazione nella sua settimana londinese. Aveva iniziato il torneo superando in scioltezza Jenson Brooksby, per poi vincere due battaglie in tre set contro Alexei Popyrin e Brandon Nakashima. Prestazioni che, oltre a mostrare il suo carattere, gli hanno permesso di superare Novak Djokovic e Taylor Fritz nel ranking ATP, conquistando la quarta testa di serie per Wimbledon.

Il suo servizio potente ha reso la vita difficile a Lehecka, ma il ceco – già capace quest’anno di battere Carlos Alcaraz – ha saputo colpire nei momenti decisivi. Draper ha riconosciuto la superiorità dell’avversario: “Ho perso contro un tennista migliore oggi. Ha servito meglio, è stato più coraggioso. Alla fine, è questo che fa la differenza”.

Verso Wimbledon con fiducia

Ora per Draper è tempo di recupero. Con otto giorni a disposizione prima dell’esordio a Wimbledon, e un possibile test-match al Hurlingham Club, l’obiettivo è chiaro: arrivare fresco e competitivo. “Mi prenderò qualche giorno di riposo. Il mio obiettivo è arrivare a Wimbledon nella miglior forma possibile. È un privilegio essere nella posizione in cui sono. Tornerò lì con la sensazione di poter fare grandi cose”.

Nonostante una carriera finora avara di soddisfazioni sull’erba di Church Road – dove non è mai riuscito a vincere due partite consecutive nel tabellone principale – Draper si presenta all’edizione 2025 con uno status rinnovato, una fiducia crescente e il sogno, mai nascosto, di diventare un campione a Wimbledon.

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