Un talento esplosivo sulla superficie più difficile
Carlos Alcaraz sta cambiando le regole del gioco sull’erba. Considerata per anni la superficie più ostica per i giovani, il ventiduenne spagnolo la sta trasformando nel suo territorio di caccia preferito. Dopo la vittoria in semifinale al Queen’s Club 2025 contro Roberto Bautista Agut, Alcaraz ha raggiunto uno straordinario record di 28 vittorie e 3 sconfitte su erba nei primi 31 match in carriera sul circuito ATP. Una statistica che lo pone davanti a leggende come Federer, Djokovic, Sampras e Borg nello stesso frangente.
Numeri da primato: meglio di Federer e Djokovic
Alcaraz vanta il miglior tasso di vittorie su erba nella storia dell’era Open, con un impressionante 90%. Roger Federer, considerato da molti il re della superficie, ha chiuso la carriera con l’86,9%, frutto di 115 successi in 134 partite. Novak Djokovic segue con l’85,7% (120-20), mentre nomi illustri come John McEnroe, Rod Laver, Pete Sampras e Jimmy Connors restano poco sotto l’85%.
Questo rendimento è ancor più significativo considerando che, fino al 2023, Alcaraz aveva disputato appena due tornei su erba. La svolta è arrivata proprio quell’estate, quando ha vinto il Queen’s Club per la prima volta e si è presentato a Wimbledon con nuove ambizioni.
Due Wimbledon consecutivi contro Djokovic
Il 2023 è stato l’anno della consacrazione. Alcaraz ha conquistato il suo primo Wimbledon battendo in finale Novak Djokovic in cinque set. Un’impresa storica, che ha interrotto l’egemonia del serbo sul Centrale di Londra. Ma è nel 2024 che il talento di El Palmar ha mostrato tutta la sua maturità: ha difeso il titolo superando nuovamente Djokovic, questa volta con un perentorio 6-2, 6-2, 7-6.
Con due titoli a Wimbledon e uno al Queen’s, Alcaraz ha già collezionato tre trofei su erba e punta al quarto proprio in questi giorni, dove è atteso in finale contro Jiri Lehecka.
Una crescita che riscrive la narrativa sull’erba
Storicamente, l’erba è stata vista come una superficie da specialisti, poco incline a favorire i giovani. Il percorso iniziale di Federer (19-11), Sampras (20-10), Djokovic (22-8) e persino Borg (21-9) nei primi 30 match sull’erba ne è una prova. Alcaraz, invece, ha infranto questo schema con una rapidità impressionante, mostrando una padronanza del gioco fatta di servizio preciso, aggressività in risposta e solidità mentale nei momenti decisivi.
Oggi il suo gioco è considerato tra i più efficaci su questa superficie. Non solo per i numeri, ma per la capacità di adattamento e la sicurezza con cui domina avversari ben più esperti sull’erba. Il suo gioco sull’erba non sta solo migliorando: sta riscrivendo il ritmo della grandezza su questa superficie. E i dati, in questo caso, non lasciano spazio a dubbi.
Il presente è suo, il futuro è già leggenda
Con una media vittorie che non ha paragoni nella storia del tennis su erba e due trionfi a Wimbledon ottenuti contro il dominatore del decennio, Carlos Alcaraz si sta rapidamente ritagliando un posto tra i giganti. Non è più solo una promessa: è un punto di riferimento. E se il trend continua, sarà presto lui a dettare le regole sul verde di Londra.


