Il ritorno sulla terra… d’erba
Il debutto di Lois Boisson nelle qualificazioni di Wimbledon si è rivelato più amaro del previsto. Dopo l’exploit al Roland Garros, dove aveva sorpreso tutti raggiungendo le semifinali e conquistando il titolo di nuova numero 1 di Francia, la 22enne transalpina ha incontrato il primo vero ostacolo della sua nuova dimensione tennistica: l’erba londinese.
La giovane, attualmente al numero 65 del ranking WTA, è uscita di scena al primo turno del tabellone cadetto di Wimbledon, sconfitta dalla canadese Carson Branstine con il punteggio di 6-2 6-7(1) 6-4 in una battaglia durata quasi due ore. Un risultato che pesa, soprattutto considerando che Boisson era accreditata della testa di serie numero 1 e partiva con tutti i riflettori puntati addosso.
Una sfida impari sull’erba
Il match, disputato sullo Show Court 1 del Qualifying and Community Sports Centre di Roehampton, ha mostrato le difficoltà della francese su una superficie per lei ancora tutta da scoprire. Era infatti il suo primo incontro in assoluto sull’erba, dettaglio non secondario in uno Slam come Wimbledon. Branstine, dal canto suo, ha sfruttato il vantaggio dell’esperienza: la canadese aveva già messo piedi sui prati olandesi di ’s-Hertogenbosch, dove aveva vinto tre match di qualificazione, accumulando ritmo e fiducia.
La differenza si è notata nei momenti chiave. Nonostante una reazione d’orgoglio di Boisson nel secondo set, conclusosi al tie-break, la francese ha pagato caro i 39 errori gratuiti che hanno finito per indirizzare la partita nelle mani della sua avversaria. Branstine ha mostrato lucidità e tenuta mentale nei momenti più delicati, conquistando così un successo meritato e guadagnandosi il secondo turno contro la connazionale Bianca Andreescu.
Una sconfitta che insegna
L’eliminazione di Boisson rappresenta senza dubbio una battuta d’arresto, ma non compromette il suo percorso di crescita. L’assenza nel main draw di Wimbledon è dovuta in parte a una entry list pubblicata prima del Roland Garros, quando la sua straordinaria corsa a Parigi non era ancora stata scritta. Oggi la classifica le permette di guardare al futuro con ottimismo, anche se sarà fondamentale accumulare esperienza su tutte le superfici.
Il talento c’è, la determinazione pure. Questa sconfitta potrà diventare un punto di partenza per affrontare meglio i prossimi appuntamenti sull’erba. Per Lois Boisson, la strada è ancora lunga, ma la direzione è chiara.


