Dalla finale al controllo all’ingresso: il nuovo capitolo di Kyrgios a Wimbledon
C’è stato un tempo in cui Nick Kyrgios era una delle star più attese sui prati di Wimbledon. La finale raggiunta nel 2022 ne è la testimonianza più evidente. Ma oggi, il tennista australiano si ritrova a vivere situazioni ben diverse: niente match da giocare, nessun ruolo ufficiale, e addirittura difficoltà ad accedere ai cancelli del celebre All England Lawn Tennis and Croquet Club.
Senza documenti, niente pass: l’odissea all’ingresso
L’episodio è accaduto il 4 luglio. Kyrgios, giunto a Wimbledon per assistere da spettatore al torneo, si è visto negare l’accesso al ritiro del pass perché sprovvisto di un documento d’identità valido, requisito obbligatorio per tutti, anche per un ex finalista.
A raccontarlo è stato lui stesso ai microfoni di talkSPORT: “Mi hanno chiesto un documento con foto, ma avevo appena comprato un nuovo telefono e non avevo nulla da mostrare. La ragazza rideva prima ancora di chiedermelo: sapeva chi fossi, ma seguiva semplicemente il protocollo”. Una situazione paradossale per uno dei volti più noti del tennis mondiale, che si è ritrovato a implorare: “Pensi di potermi far entrare solo per questa volta?”, ma la risposta è stata secca: “No”, per ordine dei superiori.
La perquisizione: “Mi hanno fatto svuotare le tasche”
Alla fine, dopo una lunga discussione, Kyrgios è riuscito a ottenere il pass per entrare. Ma l’avventura non è terminata lì. Come ogni altro visitatore, anche lui è stato sottoposto a un controllo di sicurezza. “Mi hanno detto di mettere giù tutte le mie cose e sono stato perquisito”, ha raccontato con un misto di sorpresa e rassegnazione. Un trattamento che forse non si aspettava, considerando il suo passato da protagonista del torneo.
Nessun ruolo ufficiale e il gelo con la BBC
Oltre al cambio di status rispetto agli anni passati, un altro elemento segna l’attuale distanza tra Kyrgios e Wimbledon: quest’anno non ha alcun incarico ufficiale né partecipazioni in campo. Non è nemmeno più parte del team di commentatori della BBC, che ha deciso di non rinnovare la collaborazione dopo alcune sue recenti dichiarazioni, in particolare quelle controverse sul caso Jannik Sinner.
L’episodio è solo l’ultimo di una lunga serie di vicende che tengono acceso il riflettore sul tennista australiano, spesso al centro dell’attenzione più per ciò che accade fuori dal campo che dentro. I tempi, evidentemente, sono cambiati.


