Una presenza inaspettata al torneo di Newport
L’edizione 2025 dell’Hall of Fame Open di Newport, torneo Challenger 125 un tempo parte dell’ATP 250, è stata al centro dell’attenzione per motivi ben lontani dal tennis giocato. In campo è sceso Bill Ackman, miliardario e gestore di hedge fund, in coppia con Jack Sock, ex numero 8 del mondo in singolare e vincitore del torneo di doppio nel 2021. Una coppia improbabile, frutto di una wild card concessa dagli organizzatori, che ha generato reazioni contrastanti nel mondo del tennis.
Un’esibizione mascherata da competizione
Il match del primo turno ha visto Ackman e Sock opposti agli australiani Bernard Tomic e Omar Jasika, che si sono imposti facilmente con un netto 6-1, 7-5. Ma il punteggio è stato solo un dettaglio. A far discutere è stata l’evidente disparità tecnica tra i professionisti in campo e il 59enne imprenditore, che raramente riusciva a tenere uno scambio. Gli avversari, consapevoli del contesto, hanno spesso rallentato il ritmo per permettere ad Ackman di giocare qualche punto: un atteggiamento più da esibizione benefica che da torneo professionistico.
La performance, ampiamente visibile grazie alla diretta su Challenger TV, ha lasciato perplessi molti tifosi e addetti ai lavori. Alcuni l’hanno definita una farsa, altri si sono chiesti cosa c’entrasse quel match con un evento sportivo ufficiale. Il giornalista Jon Wertheim l’ha commentato come “estremamente inappropriato e privo di integrità”. Anche sui social sono piovute critiche: “Ackman è una barzelletta. Vergogna all’ATP per aver permesso a quest’uomo di comprarsi una wild card”, ha scritto un utente.
Il retroscena della wild card e l’ambizione di Ackman
Ackman ha raccontato in un lungo post che inizialmente aveva pianificato di giocare con Nick Kyrgios, ma l’infortunio del tennista australiano ha stravolto i piani. È stato poi Sock, secondo Ackman, a invitarlo a unirsi come partner, sfruttando il diritto acquisito grazie alla vittoria del 2021. Gli organizzatori hanno confermato che la wild card è stata assegnata a Sock, che aveva titolo per ottenerla, e che Ackman vi è entrato come partner.
Il miliardario, sostenitore della PTPA (Professional Tennis Players Association) co-fondata da Novak Djokovic, ha ammesso di averlo fatto anche con l’intento di diventare il giocatore più anziano a ottenere punti ATP. Un primato che non ha raggiunto: è solo il terzo per età tra coloro che ci hanno provato, dietro a Gardnar Mulloy e Lars Elvstrom. Dopo l’eliminazione ha dichiarato: “Ho la sensazione che sia stata questa volta e basta, ma credo che una volta nella mia vita sia stato giusto”.
Reazioni e riflessioni sul futuro del tennis
Il gesto ha diviso la comunità tennistica. Se da un lato Ackman sostiene di voler aiutare la causa dei giocatori attraverso la PTPA, dall’altro è difficile ignorare la dinamica per cui un miliardario ha avuto accesso a un torneo professionistico a discapito di tennisti emergenti, che avrebbero potuto sfruttare quell’occasione per ottenere punti e visibilità.
Il declassamento del torneo da ATP 250 a Challenger, già avvenuto nel 2024, ha reso possibile una simile concessione, ma ha anche sollevato interrogativi sul valore sportivo dell’evento. Per molti, l’incontro tra Sock e Ackman ha rappresentato un punto basso, una sorta di “scapoli contro ammogliati” in un contesto che dovrebbe tutelare la professionalità e il merito sportivo.
Nel frattempo, Ackman torna ai suoi affari e alla causa della PTPA, che continua la sua battaglia legale contro ATP e WTA, con l’obiettivo dichiarato di aumentare i compensi per i giocatori. Ma il dibattito resta aperto: in uno sport dove ogni punto può significare carriera o oblio, c’è davvero spazio per le esibizioni milionarie?


