Un’impresa storica che cambia la storia del tennis italiano
La vittoria di Jannik Sinner a Wimbledon segna un punto di svolta epocale per il tennis italiano. Il 23enne altoatesino ha inciso il proprio nome nel prestigioso albo d’oro del torneo londinese, diventando il primo italiano nella storia a sollevare il trofeo in singolare. Un trionfo che va oltre il semplice risultato sportivo e che, secondo Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, rappresenta l’apice di un percorso lungo 25 anni.
“È una delle più grandi vittorie del tennis italiano, anche per l’importanza del torneo e per il fatto che un azzurro non l’avesse mai vinto in singolare”, ha commentato Binaghi a La Gazzetta Dello Sport, sottolineando come questo successo chiuda idealmente un ciclo iniziato decenni fa quando l’Italia era considerata “il brutto anatroccolo del tennis mondiale”.
Oggi, invece, il tennis italiano è una potenza riconosciuta, capace di sfornare talenti in serie e di far sognare il pubblico con risultati fino a poco tempo fa impensabili.
Sinner simbolo di una generazione d’oro
Oltre al talento tecnico e alla vittoria, Binaghi ha voluto rimarcare le doti umane di Jannik Sinner. “Prima ancora di essere il campione del mondo del nostro bellissimo sport, è un grande uomo, un ragazzo straordinario, irripetibile soprattutto come educazione” ha spiegato il presidente, elogiando anche la famiglia del tennista per averlo cresciuto con valori solidi.
Durante gli allenamenti a Wimbledon, Sinner ha confermato questa sua attitudine, scegliendo di palleggiare con giovani tennisti italiani. Un gesto semplice, ma emblematico di un campione che vuole restare con i piedi per terra e continuare a essere un esempio per i più giovani.
L’obiettivo Grande Slam: un sogno possibile
La vittoria di Wimbledon ha alimentato un interrogativo inevitabile: Sinner può davvero puntare al Grande Slam? Binaghi non ha dubbi. “Credo abbia tutto per farcela nei prossimi anni. Una volta c’erano Djokovic o Nadal, c’erano quelli che vincevano sempre, adesso c’è Jannik Sinner”.
Il presidente della Fitp guarda con ottimismo al futuro: “Avere il più forte giocatore al mondo ha cambiato la storia del nostro tennis e credo anche dello sport italiano. Armatevi di racchetta e biglietti aerei, perché le emozioni che avete visto oggi le vedrete nei prossimi dieci anni.”
Non solo Sinner: l’Italia del tennis è una corazzata
Se l’impresa di Sinner rappresenta il fiore all’occhiello del tennis italiano, Binaghi sottolinea che il movimento è più forte che mai. C’è Jasmine Paolini, fresca vincitrice degli Internazionali di Roma, e Lorenzo Musetti, oggi numero 7 del mondo e in piena corsa per le ATP Finals di Torino. A questi si aggiungono Flavio Cobolli, entrato nei primi 20 del ranking, Matteo Berrettini, ancora in fase di recupero, e Lorenzo Sonego, protagonista di ottimi risultati negli Slam.
“Abbiamo 8-10 giocatori che il mondo ci invidia, dobbiamo essere orgogliosi di loro”, ha detto Binaghi, ricordando come l’Italia sia passata da Paese senza tradizione vincente a nazione leader nel tennis mondiale, soprattutto nel settore maschile.
Un movimento cresciuto da sport di nicchia a fenomeno di massa
Binaghi ha ripercorso anche il lungo percorso che ha trasformato il tennis in Italia: “Ci abbiamo messo 25 anni per vincere tutto. Quando ho preso la Federazione, eravamo talmente poveri da essere costretti a reinventare tutto. Ma forse proprio questa è stata la nostra fortuna.”
Oggi il tennis italiano non solo domina in campo, ma raccoglie un pubblico sempre più numeroso anche in televisione e negli impianti sportivi, alimentando un vero e proprio fenomeno di massa. Un successo che spinge la Federazione a sognare ancora più in grande, con progetti come il “Roma quinto Slam” e il rafforzamento delle ATP Finals di Torino.
La favola continua
Per ora, però, è tempo di festeggiare. Le immagini di Sinner sono state proiettate sulla Mole Antonelliana, simbolo di un’Italia che esulta e si riconosce in un campione che rappresenta molto più di una semplice vittoria.
“Festeggiamo l’impresa di un grande campione, festeggiamo Jannik, festeggiamo la nostra favola”, ha concluso Binaghi, con la convinzione che questa generazione di talenti possa continuare a riscrivere la storia del tennis italiano.


