Holger Rune: “Posso battere Sinner e Alcaraz, ma serve costanza”

Holger Rune parla del gap con Sinner e Alcaraz e chiarisce il suo rapporto con Agassi. Il danese punta alla costanza per tornare ai vertici del tennis mondiale.
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Dopo un avvio di stagione altalenante, Holger Rune è determinato a ritrovare la sua forma migliore e dimostrare di poter competere stabilmente con l’élite del tennis mondiale. Il giovane danese, già ex numero 4 del mondo, ha lanciato un messaggio chiaro durante il Masters 1000 di Toronto: vuole tornare protagonista, e per farlo ha iniziato a lavorare su ciò che ritiene essere il suo principale tallone d’Achille — la continuità di rendimento.

“La differenza è la costanza”

Rune è consapevole delle difficoltà nel raggiungere il livello espresso regolarmente da Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, considerati i due dominatori del tennis contemporaneo. “Giocare costantemente a quel livello fa davvero la differenza. Loro ci riescono. Io sto lavorando su questo aspetto: serve una dedizione totale”, ha affermato in conferenza stampa. Il danese, però, non si sente inferiore e sottolinea come in passato sia già riuscito a batterli entrambi: “Credo di avere un tipo di gioco che li mette in difficoltà”.

A chi gli chiede se vede una distanza netta tra Alcaraz, Sinner e il resto dei giocatori, la risposta è lucida: “Pochi tennisti possono raggiungere il loro livello e batterli. Lo abbiamo visto: Carlos ha inanellato una serie incredibile di vittorie. Sono i giocatori contro cui vuoi competere nelle finali più importanti. Non c’è niente di meglio che giocare quel tipo di partite”.

Il chiarimento sul rapporto con Andre Agassi

Nelle ultime settimane, la notizia di alcuni allenamenti con Andre Agassi aveva alimentato le voci su una possibile collaborazione tecnica. Rune ha però voluto fare chiarezza, spegnendo ogni indiscrezione: “Non sarà al mio fianco durante i tornei, quindi non sarà il mio coach”, ha detto senza mezzi termini. I due si sono allenati per tre giorni a Washington dopo un primo contatto telefonico seguito al Roland Garros.

Nonostante la brevità del periodo trascorso insieme, Rune ha apprezzato molto l’esperienza: “È stato fantastico ascoltare le sue opinioni. Ha avuto una carriera pazzesca e rispetto molto la sua visione del tennis. Ovviamente tre giorni non bastano per fare grossi cambiamenti, ma è stato emozionante confrontarmi con lui”. Il danese ha lasciato intendere che il rapporto personale potrebbe proseguire, pur senza una vera e propria collaborazione professionale.

Un nuovo capitolo per Rune

La vittoria all’esordio contro il potente francese Giovanni Mpetshi Perricard al torneo di Toronto ha segnato un primo passo positivo verso il rilancio. Rune sembra determinato a chiudere la stagione in crescendo, con l’obiettivo dichiarato di “giocare contro i primi 4-5 giocatori del mondo con sempre maggiore frequenza”. Il potenziale non gli manca, ma la vera sfida sarà trovare quella stabilità mentale e fisica che gli consenta di restare competitivo ad alti livelli settimana dopo settimana.

A 22 anni, il tempo è dalla sua parte. Ma, come lui stesso ammette, “non posso più permettermi di commettere troppi errori. Voglio sfruttare le occasioni e salire di livello”. Le basi sembrano esserci tutte. Ora tocca a Rune trasformare le parole in risultati.

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