Emma Raducanu è tornata sotto i riflettori, ma questa volta non solo per il suo tennis brillante. Dopo anni difficili segnati da infortuni, cambi continui di coach e una pressione mediatica schiacciante, la campionessa degli US Open 2021 ha ritrovato fiducia e risultati, come dimostrano le recenti prestazioni di alto livello contro Aryna Sabalenka. Dietro questa rinascita, però, c’è un percorso personale complesso, segnato anche da episodi inquietanti fuori dal campo.
Una carriera tra gloria e cadute
Raducanu ha scritto la storia quando, partendo dalle qualificazioni, conquistò lo Slam di New York a soli 18 anni. Ma le stagioni successive non hanno mantenuto le promesse: problemi fisici, tra cui tre operazioni a polsi e piedi, e un continuo ricambio di allenatori l’hanno fatta scivolare indietro nel ranking. Oggi è risalita alla posizione n.39 e ha iniziato una collaborazione con Francisco Roig, che la accompagnerà almeno fino a fine stagione.
La paura degli stalker
La serenità della britannica è stata minata soprattutto da due gravi episodi di stalking. Nel 2021 un uomo riuscì a introdursi nella sua abitazione e fu poi condannato con un ordine restrittivo. Più recentemente, un altro individuo l’ha seguita in quattro paesi diversi, arrivando persino a raggiungerla a Dubai e a rivolgerle la parola durante un torneo. L’uomo è stato fermato, ma l’esperienza ha lasciato il segno.
“Dopo quello che è successo a Dubai, è stato davvero difficile per me continuare ad uscire di casa con tranquillità. Da quel giorno evito di andare fuori da sola e cerco sempre di avere qualcuno al mio fianco. Non faccio mai passeggiate in solitaria, c’è sempre qualcuno che mi guarda le spalle”, ha raccontato al Guardian.
La forza interiore ritrovata
Raducanu ammette che non tutti nel suo entourage hanno creduto nella sua durezza mentale. Alcuni le avevano detto di non essere “abbastanza tosta” per lo sport, un giudizio che l’ha ferita: “Ho sempre pensato di essere una gran lavoratrice e credo di esserlo davvero. Mi allenavo anche quando provavo dolore, ma col tempo ho imparato a conoscere meglio il mio corpo e a fidarmi di più di me stessa”.
Ha provato anche a rivolgersi a specialisti per affrontare le pressioni, ma la vera svolta è arrivata dentro di lei: “Alla fine mi sono detta: l’unica persona che può aiutarmi sono io stessa”.
Raducanu e il futuro
Oggi Emma appare più matura e consapevole, anche nella gestione del suo staff tecnico: “Ho le idee molto più chiare su cosa mi piace e cosa no. Non voglio smascherare nessuno, ma molte esperienze con i miei ex coach hanno rafforzato questa consapevolezza”.
In campo, il suo tennis fatto di anticipo e precisione è tornato a incantare. Fuori, la determinazione nel proteggere la propria sicurezza e nel credere nuovamente in se stessa mostra una giovane donna che ha trasformato la paura in resilienza.
Con gli US Open alle porte, dove sarà protagonista sia nel singolare che nel doppio misto insieme a Carlos Alcaraz, Raducanu vuole dimostrare che la sua storia non è quella di una meteora, ma di una campionessa capace di rialzarsi più forte di prima.


