Roger Federer sulla rivalità Sinner-Alcaraz e sulle superfici: “Il tennis sta cambiando”

Roger Federer commenta la rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz e critica l’uniformazione delle superfici: “Il tennis sta cambiando, ma non è così semplice”.
1536x864_cmsv2_b44f7b0e-abfe-5550-9942-f5d20eb07f91-7019296

Federer e la Laver Cup 2025

Roger Federer è tornato protagonista alla Laver Cup 2025, disputata al Chase Center di San Francisco. L’evento, da lui ideato per celebrare Rod Laver, ha visto il Team World di Andre Agassi imporsi sul Team Europe con un netto 15-9, ribaltando i pronostici che lo stesso Federer aveva fatto alla vigilia. Lo svizzero, presente in ogni fase del torneo, ha seguito da vicino le sfide e non ha nascosto l’orgoglio per il successo di una manifestazione che nel 2026 tornerà alla O2 Arena di Londra, teatro del suo ultimo match ufficiale.

Parlando ai microfoni di Tennis Channel, Federer ha ribadito la filosofia alla base della Laver Cup: “Quando ho creato l’evento con Tony, l’idea era che fosse vero tennis. Non può essere un’esibizione: quelle possiamo organizzarle altrove. Quando sei seduto in panchina e accanto a te c’è un giocatore leggendario, scendi in campo per dare il massimo”.

La rivalità tra Sinner e Alcaraz

Uno dei temi centrali affrontati dall’ex campione è stato il duello tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, oggi i due volti più rappresentativi del tennis maschile. Federer ha sottolineato come la loro crescita abbia superato ogni aspettativa: “Penso che sia straordinaria per il tennis. Sapevamo che fossero forti, ma non che dominassero così presto. È impressionante e fantastico per il gioco”.

Lo svizzero ha però voluto ricordare anche le difficoltà che si celano dietro la loro apparente facilità: “Mi chiedo per quanto tempo potranno continuare così. Io ci sono passato e so che non è affatto semplice”.

Le superfici e l’evoluzione del tennis

Ospite del podcast di Andy Roddick, Federer ha toccato un argomento delicato: la progressiva uniformazione delle superfici di gioco. L’ex numero uno ha ammesso di aver contribuito in prima persona alla lentezza dei campi di questa edizione: “Ho avuto una lunga conversazione con Reilly Opelka e gli ho detto che era anche colpa mia se il campo era così lento. Casper Ruud riusciva a rispondere troppo facilmente ai suoi servizi, non era giusto”.

Il discorso si è poi allargato all’intero circuito: “All’inizio della mia carriera c’era più distinzione tra chi giocava in attacco e chi si difendeva. Ora tutti giocano in modo simile. I direttori dei tornei hanno reso ogni settimana praticamente identica. Questo favorisce i più forti come Sinner e Alcaraz, mentre penalizza i giocatori che devono compiere colpi straordinari per batterli”.

Secondo Federer, la scelta di rendere le superfici meno variabili è legata anche al valore spettacolare della nuova rivalità: “I direttori hanno visto che la sfida tra Sinner e Alcaraz funziona benissimo e non hanno interesse a complicare le cose”.

Un futuro tutto da scrivere

Federer, osservatore privilegiato e testimone della transizione generazionale, vede nella rivalità tra Sinner e Alcaraz il motore del tennis attuale. Ma, al tempo stesso, invita a riflettere sul ruolo delle superfici e sulla necessità di preservare le differenze che hanno storicamente caratterizzato il gioco.

Il tennis, nel segno dei due giovani fenomeni, è destinato a vivere anni di grande spettacolo. Ma per Federer la vera sfida sarà mantenere vivo quell’equilibrio che rende questo sport unico e imprevedibile.

Potrebbe interessarti anche...

NEWS

PIù POPOLARI