“Che succederà se…?” è la domanda sulla bocca di (quasi) tutti i giocatori; Gaudenzi risponde.

Dubbi, incertezze, perplessità a poche settimane dalla ripartenza.

di Maurizio Petti

“Mi dispiace, non abbiamo ancora garanzie da parte dei governi e tutto dipende dalla situazione del COVID-19”, ha detto il presidente dell’ATP, Andrea Gaudenzi, in merito a una soluzione per la salute dei giocatori durante i tornei.

Il tempo passa, la data della ripartenza si avvicina, e più o meno tutti i giocatori hanno chiesto “Cosa succederà se…?”: cosa succederà se scoppieranno nuovi casi a torneo in corso?

All’inizio dell’epidemia di corona virus, l’obiettivo principale di tutti era rimanere in salute e mantenersi in forma; ora i problemi sono più chiari e più di carattere pratico, e le preoccupazioni stanno diventando eccezionali.

Giocare senza spettatori era uno dei punti dibattuti, e ora che sta diventando reale, tutti stanno iniziando a fare i conti con questa nuova realtà.

“Se un giocatore ha bisogno di mettersi in quarantena quando torna in Europa dagli Stati Uniti, significherebbe per lui non essere in grado di giocare nessuno degli eventi di terra battuta (prima degli Open di Francia)”, ha saggiamente argomentato il campione di doppio, Jamie Murray.

“Cosa succederà se…” qualche giocatore o qualcuno dello staff contrarrà il virus durante un torneo?
Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, ha sottolineato che tutti i positivi dopo l’inizio del torneo saranno isolati, ma l’evento continuerà.

C’è chi poteva pensare che tutto si sarebbe fermato dopo un tampone positivo, come accaduto all’Adria Tour di Djokovic, quando la finale è stata annullata.
Nein. Troppi interessi in ballo. The show must go on.

 

Si parla degli US Open, ma una settimana prima ci sarà il Master di Cincinnati, che in via del tutto eccezionale, ricordiamolo, si giocherà sul campo di Flushing Meadow.

Tutti le attività sportive stanno pian piano ripartendo, ma Gaudenzi ha spiegato che “il tennis ha il problema dell’internazionalità, con restrizioni e quarantene che complicano tutto…”

C’è chi ha proposto, trovando un NO grosso così da parte degli organizzatori, di annullare entrambi i tornei di New York.
È chiaro che i giocatori non saranno in grado di giocare tutti gli eventi che ci saranno a Settembre.

Molti non vedono l’ora che arrivi la stagione dei campi in terra battuta mentre alcuni, come Coco Vandeweghe, pensano a portare a casa la pagnotta: “Devo guadagnare un po’ di soldi e andare a giocare. Non credo di essere nella posizione di poter dire NO, non gioco”.

“Cosa succederà se…?”
Bello pensare che tra poco si ripartirà, ma non si sa ancora bene come si ripartirà, quindi la mia risposta alla domanda è: BOH.

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