Il tennis post Corona virus: idee di rilancio, che partono dal basso

Scenari simili seppur in contesti diversi, proposte più o meno valide per fronteggiare il post virus, che rischia di fare più vittime del virus stesso

di Maurizio Petti

Non ci sono solo i Big 3 ad aver smosso le acque, per sensibilizzare l’ambiente tennistico in favore dei meno fortunati, dei tennisti con ranking più basso, che faticano ad arrivare a fine mese, proprio come noi comuni mortali.

Ci sono molti giocatori di basso-medio ranking, che stanno portando avanti battaglie molto interessanti, grazie all’aiuto prezioso dei social, che mai come ora fungono da megafono.

Uno dei casi più eclatanti è quello di Opelka, buon prospetto della nuova scuola americana, gigante dal cuore d’oro, che ha recentemente vinto le UTR Pro Match Series in Florida, torneo esibizione, uno dei rarissimi tornei che ha preso parte in questo periodo di chiusura forzata: “Sono passati già due mesi e nessun taglio agli stipendi dei dirigenti dell’ATP … e non un solo giocatore ATP è stato pagato da dopo Indian Wells”, ha tuonato su Twitter.

In Europa le cose non vanno molto meglio, ma ci sono almeno Federazioni che cercano di attivarsi in modo concreto.

E’ il caso della Federazione Tennistica Francese, che ha promesso una cifra forfettaria di circa 35.000€ a ogni tennista in difficoltà.

La FFT infatti, ha recentemente specificato che i 35 milioni di euro messi sul piatto per sostenere tutto il movimento, in questo periodo di crisi, avranno dei criteri di distribuzione molto chiari: il 60% circa infatti, andrà ai club, per una somma che si aggira intorno ai 21 milioni di euro. Un buon 17%, quasi 6 milioni di euro, sarà indirizzato ai tornei nazionali e ai giudici di gara.
Un ulteriore 10% sarà destinato agli istruttori, mentre la rimanente somma, oltre 3.5 milioni di euro, sarà suddivisa tra tutti i giocatori, siano essi del circuito ATP o WTA, siano essi su sedia a rotelle o giocatori di paddle.

Si parla di una cifra importante, quasi 4 volte di quanto il Player Relief Programme vorrebbe destinare agli atleti.
Mica male.

Va poi menzionata un’ultima iniziativa, forse folle, forse rivoluzionaria, forse visionaria.
La porta avanti una giocatrice canadese, Petra Januskova, 29 anni, attualmente 1239° nel ranking mondiale: grazie alle sue conoscenze, grazie alla sua laurea in marketing ottenuta alla  Durham University, la connazionale della Bouchard propone, in un piano suddiviso per punti, di rivoluzionare il sistema e di sostenere in modo concreto i giocatori col ranking più basso.

Tra i punti più interessanti, c’è quello in cui si parla di creare fondi pensione, benefit per l’assistenza sanitaria e per assicurazioni varie.
Propone di studiare delle offerte per ottenere sconti sui voli, e ovviamente, propone anche di alzare il montepremi dei tornei minori, prevedendo inoltre una sorta di salario mensile sulla base del proprio ranking.

E’ possibile leggere il programma completo, suddiviso in punti, qui: https://twitter.com/petrajanuskova

 

 

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