Jannik Sinner presenta la sua Fondazione a Milano: “Voglio dare indietro qualcosa ai ragazzi”

Jannik Sinner ha presentato a Milano la sua Fondazione, nata per aiutare i giovani nello sport. Un progetto sentito che unisce famiglia, amici e grandi nomi.
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Un sogno che diventa realtà

A soli 24 anni, Jannik Sinner ha deciso di concretizzare uno dei suoi progetti più sentiti: la nascita della Jannik Sinner Foundation. L’annuncio ufficiale è avvenuto a Milano, nella cornice elegante di Palazzo Parigi, con una serata privata che ha riunito famiglia, amici, membri del team e personalità di spicco come Andrea Bocelli, Brunello Cucinelli e Flavio Briatore. Un momento di grande orgoglio, testimoniato anche dall’emozione del padre Hanspeter, che ha immortalato l’insegna dell’evento con una foto.

Il valore dello sport e l’impegno verso i giovani

Durante la presentazione, Sinner ha raccontato come il tennis abbia trasformato la sua vita e come questo percorso lo abbia ispirato a restituire parte di quanto ricevuto. “Il tennis mi ha insegnato tante cose, mi ha cambiato come persona e mi ha dato molto anche fuori dal campo. La Fondazione per me è sempre stata una parte importante, volevo aprirla molto prima ma ho preferito aspettare per fare le cose bene”.

Il progetto nasce con un obiettivo chiaro: offrire opportunità ai ragazzi, soprattutto in un contesto in cui i costi per praticare sport diventano sempre più elevati. “Io ho avuto la fortuna di crescere in un ambiente dove potevo giocare a calcio, sciare, correre. Oggi per tante famiglie queste possibilità non sono accessibili. La Fondazione vuole dare indietro qualcosa, partendo dall’Alto Adige per poi allargarsi sempre di più”.

Un team unito da valori condivisi

Accanto a lui c’è un gruppo ristretto di persone di fiducia: il manager e amico di lunga data Alex Vittur, con cui condivide un legame speciale, e altri membri dello staff che lo accompagnano da anni. Sinner ha sottolineato l’importanza di questo rapporto: “Io e Alex ci conosciamo da undici anni, è la persona con cui ho il legame più profondo. È il mio migliore amico e sono felice che sia rimasto sempre se stesso”.

Tra campo e futuro

La serata milanese è stata anche un’occasione per fare il punto sul presente sportivo. Dopo lo US Open, Sinner ha ricaricato le energie e si prepara alla tournée asiatica con grande motivazione. “L’obiettivo resta sempre quello di tirare la palla in campo. Ora parto per Pechino, mi sento pronto fisicamente e mentalmente. Dopo Torino vedremo come andranno le cose, ma sono super contento di tornare a giocare: è lì che mi sento vivo e al sicuro”.

Con la sua Fondazione, il numero 2 del mondo dimostra di voler lasciare un segno che vada oltre i successi sportivi, trasformando la sua fortuna personale in un impegno concreto per le nuove generazioni.

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