Li Na campionessa anche nella vita

Li Na campionessa anche nella vita

L’ex numero 2 del mondo e due volte campionessa Slam si è fatta ambasciatrice, con una donazione di 3 milioni di Yuan, della causa contro il Corona virus che ha colpito così duramente la Cina e il resto del mondo

di Anna Lamarina, @annalamarina

Dal giornale “South China Morning Post” apprendiamo che la due volte campionessa Slam Li Na ha donato 3 milioni di yuan- che equivale a circa 430mila dollari, attraverso un ente di beneficenza di Pechino – per combattere l’epidemia di Coronavirus e sovvenzionare la ricerca per un vaccino..

LI NA LA PIU GRANDE TENNISTA ASIATICA – Li Na, che è stata numero 2 al mondo nel febbraio 2014,  ha vinto nove titoli Wta in singolare tra cui  gli Australian Open nel 2014 e il Roland Garros nel 2011, battendo in quella occasione la nostra Francesca Schiavone, allora campionessa in carica, è stata la prima giocatrice di un  paese asiatico a raggiungere  una finale Slam nel 2011 e nel 2013 agli Australian Open  ed è stata finalista  ai WTA  Championships nel 2013 e semifinalista alle Olimpiadi di Pechino del 2008 e agli US Open 2013. Si è ritirata quindi a settembre 2014, a di 32 anni a causa di problemi fisici che le causavano dolore. Nel 2019, è entrata a far parte  della International Tennis Hall of Fame, diventando la prima giocatrice nata in Asia a ricevere questo riconoscimento.

AIUTI NON SOLO DAL MONDO DEL TENNIS – Li Na che ora è ambasciatrice della fondazione che sostiene i ricercatori e fornisce fondi per gli ammalati a Wuhan,  non è la sola sportiva asiatica di fama internazionale che ha contribuito con delle donazioni a combattere la malattia. La calciatrice Hao Junmin ha donato 500.000 yuan – 75mila dollari –  a una fondazione di beneficenza di Wuhan e Wang Shuang,  giocatrice di calcio femminile asiatica del 2019 ha donato 600.000 yuan, circa 85mila dollari. Shuang che era a Wuhan per il Capodanno lunare con la sua famiglia  è stata anche coinvolta nel blocco e non ha potuto unirsi alla sua  nazionale in Australia per le qualificazioni ai giochi olimpici di Tokyo 2020.

 

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