Atp Cup, il torneo che non ti aspetti. Da replicare anche al femminile?

Atp Cup, il torneo che non ti aspetti. Da replicare anche al femminile?

Sono passati pochi giorni dalla nascita del nuovo prodotto “made in Atp” e già esso sembra riscuotere tanto successo tra gli appassionati e soprattutto i protagonisti, intenti a difendere i propri colori con qualche motivazione in più

di Antonio Spanò

L’arrivo di Gennaio ha sancito l’inizio di una nuova stagione tennistica. Come ogni anno, tutti i tennisti si danno appuntamento sotto il rovente sole australiano, pronti a scorrazzare sul classico cemento azzurro. Se da una parte, sulla sponda Wta, si ritrovano i classici tornei di Brisbane, Auckland ed Adelaide (che prende il posto di Sydney), il versante Atp è invece investito di una grande novità: l’Atp Cup.

La competizione, che prende il posto in calendario dell’Hopman Cup, sembra aver riscosso già un discreto successo al suo anno d’esordio, coinvolgendo campioni del calibro di Djokovic e Nadal e certezze ormai consolidate del circuito, come Medvedev, Thiem, Tsitsipas o Goffin. Si tratta di un torneo a squadre, diviso per nazioni, organizzato in quello che è un tipico tabellone tennistico. Ogni partita mette difronte due compagini, che si scontrano in tre match complessivi, di cui due di singolare ed uno di doppio, in una fase iniziale a gironi, per poi avanzare nei turni successivi. Parliamo di un evento che assegna punti ai fini del ranking mondiale, malgrado la loro attribuzione avvenga in una misura minore rispetto ai normali 250 o 500.

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Lo stesso Djokovic, entusiasta per la novità, si è così espresso sul nuovo format: “Mi sto divertendo, mi diverte il fatto che ci troviamo a viaggiare tutti insieme da una città all’altra, allenandoci insieme… abbiamo la possibilità di fare ciò solo quando ci ritroviamo in competizioni come la Coppa Davis o quando giochiamo nel nostro Paese. È davvero eccitante…” Come l’acronimo Atp indica, ad essere coinvolti sono solo i tennisti e non le tenniste. È questo un altro punto su cui il 16 volte campione slam si è espresso “Penso sia un format che possa riscuote successo anche nel circuito femminile… Anche le tenniste, come noi tennisti, si trovano tutte in Australia in questi primi mesi nel circuito, quindi penso abbia senso estendere la competizione anche a loro, credo che tutto l’ambiente possa trarne beneficio”.

Chissà, magari il prossimo anno potremmo avere anche una Wta Cup! Magari, volendo fare voli pindarici, questi neo tornei, in futuro, potranno finire per sostituire le ormai obsolete Davis Cup e Fed Cup, competizioni che si stanno avviando sempre più ad esibizioni delle seconde linee.

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