Federer vs Djokovic: atto 50

Federer vs Djokovic: atto 50

Il pronostico è tutto per il serbo anche alla luce delle condizioni fisiche di Federer, ma il campione di Basilea è resuscitato già tante volte nel corso del torneo

di Alessandro Zecchini

Djokovic vs Federer atto 50. Atto 16 se ci si riferisce ai soli tornei dello Slam. Iniziamo il nuovo decennio come avevamo chiuso quello vecchio, copia incolla di quanto abbiamo fatto più o meno negli ultimi 15 anni, ovvero parlando degli incroci tra i soliti tre. Nex gen, sfide lanciate, buoni propositi, ma alla fine, sul campo sono loro che si contendono i titoli più importanti.
Due sono già lì pronti, il terzo (Nadal) li potrebbe raggiungere domani.

Numero 2 e numero 3 del mondo, 36 Slam sul campo, una delle rivalità più accese e appassionanti della storia del gioco che sembra non subire il logorio del tempo (26-23 per Djokovic i precedenti). Se esistono sfide che non hanno bisogno di presentazioni in questo sport sono quelle che riguardano gli incroci tra “I soliti tre”.

Per esaminare la prima semifinale degli Australian Open 2020 occorre però capire delle cose di estrema importanza, ovvero come sta Roger Federer. Male si direbbe. L’espressione al termine del match contro Sandgren e la mancata esultanza lo confermano. Problemi fisici importanti sono affiorati nel secondo set con lo statunitense (schiena? Inguine?) tanto che per buona parte del quarto set lo svizzero non riusciva praticamente a giocare dalla parte del diritto. Impossibile che il campione di Basilea scenda in campo giovedì nelle condizioni in cui ha giocato gli ultimi 3 set della sfida con l’americano, non avrebbe nessun senso. Più probabile che cerchi un recupero lampo e provi a mettere in campo le proprie armi. Ma quali?

Il Federer di questi Australian Open è stato sicuramente emozionante per via dei suoi recuperi ma ha avuto dei passaggi a vuoto importanti. La sfida di terzo turno con Millman insidiosa già alla vigilia, gli ottavi con Fucsovics dove ha regalato un set (cosa che non potrà permettersi con Djokovic) e infine la sfida di oggi a Sandgren condizionata dal problema fisico e vinta mettendo in campo più la propria storia che i colpi. “Sono stato fortunato” ha dichiarato Federer al termine del match.


Dall’altra parte della rete un Novak Djokovic che sta bene, anzi benissimo. Perfetto fino ad ora, era il favorito numero 1 alla vigilia e mano a mano che il torneo è andato avanti questa teoria si è rafforzata. Soltanto un set lasciato per strada (quello al primo turno con Struff) e la sensazione di inscalfibilità che spesso abbiamo visto nei suoi gloriosi cammini specialmente qui in Australia dove detiene il record di vittorie (7).

Non sembra poter essere questo match quello buono per Federer per vendicare la finale di Wimbledon 2019. In condizioni normali, esaminando i cammini dei due fuoriclasse fino a questo punto si poteva pronosticare una percentuale 70-30 in favore di Djokovic, con l’incognita infortunio e susseguente condizione fisica siamo sul 80-20 per il serbo, forse anche qualcosa in più.
A cosa può attaccarsi Federer? All’ultimo incrocio tra i due, quello alle Atp Finals di Londra di metà novembre.

Se esistesse un manuale su come battere il serbo, descriverebbe minuziosamente quel match, un 64-63 velocissimo con Federer oltre l’80% di punti conquistati con la prima di servizio, percentuale da replicare, fondamentale per conquistare quella vittoria (andrebbe bene anche la percentuale della finale di Wimbledon al 78% magari mettendo una prima in più).
Questo Federer del nuovo decennio (dove non dimentichiamolo compirà 39 anni) sembra essere immortale. Era già fuori con Millman, lo era oggi con Sandgren dove ha salvato 7 match-point, lo è virtualmente con Djokovic per la semifinale di giovedì. Attenzione però, se esiste qualcuno capace di miracoli è un tennista svizzero ed è nato a Basilea l’8 agosto del 1981.

Djokovic Atp Cup 2020

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy