Berrettini rinuncia a Gstaad: “Stanco di rincorrere sempre qualcosa”

Matteo Berrettini rinuncia all'ATP di Gstaad 2025, dove avrebbe dovuto difendere il titolo. Dopo la sconfitta a Wimbledon, il tennista italiano confessa: "Sono stanco, ho bisogno di riflettere".
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Un’estate complicata per il tennista romano

Il 2025 continua a riservare ostacoli per Matteo Berrettini, che ha ufficialmente annunciato il forfait all’ATP di Gstaad, torneo che lo scorso anno lo aveva visto trionfare sulla terra rossa svizzera. La rinuncia arriva a pochi giorni dalla cocente eliminazione al primo turno di Wimbledon, dove è stato sconfitto in cinque set dal polacco Kamil Majchrzak, numero 302 del mondo. Un match che, più che fisicamente, ha messo a nudo una fragilità mentale e un senso di smarrimento che sembrano ormai ricorrenti nel percorso del campione azzurro.

“Stanco di rincorrere”: i dubbi sul futuro

Dopo l’inaspettata uscita di scena a Londra, Berrettini si è lasciato andare a dichiarazioni profonde e per certi versi disarmanti. “Fondamentalmente sono stanco, stanco di rincorrere sempre qualcosa. Per questo ho bisogno di prendermi giorni per pensare, per decidere cosa fare del futuro perché stare in campo così non è quello che voglio”, ha confessato ai microfoni di Sky Sport. Parole che aprono più interrogativi che certezze, e che spiegano in parte la decisione di non partecipare al torneo svizzero, dove avrebbe dovuto difendere i 250 punti conquistati nel 2024.

Una classifica in calo e un calendario incerto

Oltre all’aspetto emotivo, il ritiro da Gstaad avrà anche ripercussioni sul ranking. Attualmente al numero 35 del mondo, Berrettini è destinato a scendere fino alla 44ª posizione, con un totale di 1225 punti, complice anche la perdita dei 40 punti raccolti a Wimbledon. Una flessione che potrebbe essere contenuta nel caso in cui decidesse di partecipare al torneo di Kitzbuhel, previsto dal 20 al 26 luglio, dove risulta ancora iscritto. Per ora, però, l’unica certezza è che il tennista romano ha bisogno di tempo, lontano dai riflettori e dai campi.

Gstaad perde il suo campione

La rinuncia a Gstaad pesa anche dal punto di vista simbolico. L’anno scorso, proprio qui, Berrettini aveva offerto una delle sue prestazioni più brillanti, dominando in finale il francese Halys con un netto 6-3, 6-1 in meno di un’ora. Un successo che sembrava segnare un nuovo inizio dopo altri periodi difficili. Invece, dodici mesi dopo, il cerchio sembra essersi chiuso in modo ben diverso: senza scintille, e con il desiderio di fermarsi per riflettere.

La speranza dei tifosi è che questo stop rappresenti solo una pausa necessaria, e non un addio anticipato. Perché Berrettini, con il suo carisma e la sua potenza, ha ancora molto da dare al tennis italiano e internazionale.

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