Il successo su Khachanov e la voglia di riscatto
Carlos Alcaraz continua a scrivere la sua storia al Foro Italico, centrando per la prima volta i quarti di finale agli Internazionali d’Italia. Dopo una sfida combattutissima contro Karen Khachanov, vinta con il punteggio di 6-3 3-6 7-5, il numero 3 del mondo ha mostrato ancora una volta la sua grinta e la capacità di soffrire nei momenti chiave.
“Ho dovuto correre tanto, lottare su ogni palla. Karen ha giocato ad altissimo livello, spingendosi al limite in ogni scambio”, ha dichiarato lo spagnolo in conferenza stampa. Il match, iniziato alle 11 del mattino, non ha favorito Alcaraz, notoriamente più a suo agio con orari pomeridiani. “Non sono abituato a svegliarmi così presto. Mi piace dormire fino a tardi, ma oggi non potevo farlo”, ha scherzato, mostrando il suo lato più spontaneo. Nonostante ciò, è riuscito a gestire bene le difficoltà iniziali, riconoscendo l’importanza di rimanere concentrato sin dalle prime fasi del match.
Verso la sfida con Draper: un duello di potenza e ritmo
Il prossimo ostacolo sul cammino di Alcaraz sarà Jack Draper, l’inglese che lo aveva battuto a sorpresa nella semifinale di Miami con il punteggio di 6-1 0-6 6-4. Sarà il sesto confronto tra i due, il primo sulla terra battuta. Lo spagnolo ha già le idee chiare: “Non vedo l’ora di affrontarlo e prendermi la rivincita. Mi ricordo tutto di quella partita, punto dopo punto. Avevo fatto troppi errori. Questa volta mi farò trovare preparato”.
Draper, da parte sua, ha dimostrato di sapersi adattare bene anche alla terra, superando avversari insidiosi come Darderi, Kopriva e Moutet. Proprio dopo il match con il francese, l’inglese ha ammesso la fatica accumulata: “Non avevo mai giocato con un giocatore così brillante. Sarà un match diverso da oggi, molto più aggressivo”. E ha aggiunto: “Alla fine, è solo una partita tra due ragazzi che vogliono vincere e dare spettacolo. Speriamo di riuscirci”.
Alcaraz studia l’avversario e rilancia: “Ora sono pronto”
Alcaraz ha analizzato attentamente i progressi del suo rivale: “È diventato molto resistente fisicamente, ha migliorato tanto anche il servizio. È un giocatore completo. Cerca di colpire in modo aggressivo ogni palla, ogni punto è una battaglia”. Ricordando la sconfitta di Indian Wells, il murciano ha ammesso: “Avevo iniziato davvero male, ero molto nervoso. Anche lui ha avuto difficoltà nel secondo set. Nessuno dei due ha giocato in modo spettacolare. Devo imparare da quella partita e partire meglio”.
Sul piano tattico, Alcaraz sa che servirà un approccio diverso: entrare in ritmo sin dall’inizio, limitare gli errori e reggere il confronto sul piano dell’intensità. La sfida, secondo le sue parole, sarà “una battaglia”, ma anche un’occasione per dimostrare quanto sia cresciuto.
In un torneo dove ha già superato prove complicate, il giovane campione si prepara al nuovo assalto con lo spirito dei guerrieri spartani. Non a caso, per celebrare il passaggio del turno, ha citato il film “300” con una battuta epica: “Le frecce nasconderanno il sole? Allora combatteremo all’ombra”. A Roma, Carlos Alcaraz è pronto a combattere. E questa volta, all’ombra del Colosseo, cerca la sua vendetta sportiva.


