Il tennis mondiale sta vivendo una nuova epoca d’oro grazie a due giovani campioni destinati a scrivere la storia: Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Dominano il circuito maschile con talento, carisma e una rivalità che promette di diventare leggendaria. In questo scenario si inserisce la voce autorevole di Ivan Ljubicic, ex numero tre del mondo e allenatore di Roger Federer per diversi anni, che ha voluto analizzare il momento attuale del tennis e il confronto tra generazioni.
Alcaraz e Sinner: una rivalità che accende il tennis moderno
Ljubicic non ha dubbi: il duello tra Alcaraz e Sinner è destinato a segnare un’epoca. Entrambi hanno già conquistato nove titoli del Grande Slam in totale e si sono spartiti gli ultimi sette Majors, un dato che sottolinea il dominio del duo spagnolo-italiano.
Durante un’intervista rilasciata al quotidiano svizzero Tages Anzeiger, il tecnico croato ha raccontato il suo primo ricordo legato a questi due fenomeni. “La prima volta che ho sentito parlare di Alcaraz fu quando giocò contro Sinner in un torneo Challenger. Alcaraz aveva 16 anni, Sinner 18. Riccardo Piatti, che era stato il mio allenatore e poi anche il coach di Sinner, mi parlava spesso di lui. Sapevo che Carlos sarebbe diventato forte, ma quanto forte? Questo non lo può sapere nessuno.”
Secondo Ljubicic, entrambi sono ancora lontani dal proprio picco massimo. “Non abbiamo visto il miglior Alcaraz e nemmeno il miglior Sinner. Hanno ancora tanto margine di miglioramento e una grande voglia di vincere altri Slam. Sarà emozionante vedere fin dove potranno arrivare.”
L’epica finale di Wimbledon e il confronto con il passato
La recente finale di Wimbledon tra Alcaraz e Sinner ha incollato milioni di spettatori davanti allo schermo, un altro capitolo di questa rivalità in crescita. Ljubicic, che segue da vicino le evoluzioni del circuito, ha ricordato anche la drammatica finale di Roland Garros, dove Alcaraz ha salvato tre match point prima di sollevare il trofeo.
“È stata una finale molto, molto, molto buona. Il dramma perfetto con i punti di match salvati. Ma non bisogna esagerare: ho sentito John McEnroe dire che Nadal non avrebbe avuto chance contro questi ragazzi, e queste sono sciocchezze. La nuova generazione è sempre più forte, ma non credo che sia avanti rispetto alla precedente. Guardo ancora le partite di Roger e Rafa del 2005, 2008, 2012 e 2015: quello sì che era tennis incredibile.”
“Alcaraz mi ricorda Federer”
Tra i tanti elogi, Ljubicic ha sottolineato un paragone che in molti fanno, ma che lui stesso ha voluto ribadire: Carlos Alcaraz gli ricorda Roger Federer, anche se con delle differenze. “Quel tipo di gioco in cui non sai mai cosa succederà dopo, sempre alla ricerca del colpo vincente, sempre attivo. Roger era più efficace: il suo spettacolo era la conseguenza del suo gioco, non cercava di stupire apposta. Con Alcaraz, a volte, ho la sensazione che voglia divertirsi e far divertire il pubblico allo stesso tempo.”
Per chi ha vissuto da vicino la carriera del campione svizzero, un paragone del genere non è banale. Ljubicic conosce bene Federer, avendolo affrontato da giocatore e allenato per anni, e riconosce in Alcaraz la stessa imprevedibilità e creatività, elementi che hanno incantato il pubblico di tutto il mondo.
Un possibile ritorno in panchina?
Ljubicic non ha escluso un ritorno nel circuito come allenatore. Dopo aver seguito Federer, ha mantenuto un ruolo attivo nel mondo del tennis, ma non nasconde l’interesse per i nuovi protagonisti della scena.
“Ho un lavoro che mi tiene occupato, ma quando un giocatore come Sinner bussa alla porta, bisogna pensarci. Con Federer è stato lo stesso. Sinner, Alcaraz… ci sono alcuni tennisti che mi fanno venire i brividi. Prima o poi tornerò ad allenare qualcuno, ma non so ancora quando.”
Le sue parole aprono uno spiraglio a una futura collaborazione con i campioni di oggi, alimentando le aspettative dei fan che sognano di vederlo di nuovo a bordo campo.


