Un duello tutto spagnolo da batticuore
Carlos Alcaraz continua la sua corsa sull’erba del Queen’s Club superando Jaume Munar al termine di una vera maratona tennistica: 6-4, 6-7(7), 7-5 il punteggio finale dopo 3 ore e 23 minuti di gioco. Una battaglia che ha esaltato il pubblico londinese e messo in risalto due anime opposte ma complementari: da una parte la classe e il talento esplosivo del numero due del mondo, dall’altra la resistenza, la solidità mentale e la grinta del suo connazionale maiorchino.
Un primo set da manuale per Carlitos
L’avvio è stato tutto in favore di Alcaraz, capace di imporre fin da subito il proprio ritmo con colpi spettacolari, in particolare nei pressi della rete. Munar, nonostante un buon rendimento iniziale al servizio, ha pagato caro un game da incubo — tre doppi falli — che ha consegnato il break a Carlitos, bravo poi a gestire il vantaggio fino al 6-4. Lo spagnolo di El Palmar ha brillato soprattutto per la qualità delle sue volée e per la pulizia dei passanti, firmando un set da fuoriclasse puro.
Il secondo parziale cambia volto
Ma Munar non ci stava a recitare la parte della vittima designata. Dal secondo set ha alzato l’asticella in ogni fondamentale: più aggressivo in risposta, più coraggioso in manovra, ha iniziato a mettere seriamente in difficoltà Alcaraz. I due si sono scambiati colpi duri e momenti di tensione, con entrambi bravi a salvare palle break nei momenti chiave. Sul 5-5 Alcaraz ha evitato guai con una difesa stoica, ma nel tie-break Munar ha annullato due match point prima di chiudere il set con una volée di dritto chirurgica. I numeri parlano chiaro: 26 errori non forzati di Alcaraz, 14 solo con il dritto, testimoniano il calo di concentrazione e la pressione subita.
Terzo set: Alcaraz soffre, sbaglia, ma alla fine colpisce
Il set decisivo ha mostrato tutta l’umanità di un campione. Alcaraz ha trovato subito il break, ma ha perso il servizio nel game successivo con un errore banale su palla corta. Nonostante un Munar sempre più determinato, capace di recuperare e portarsi avanti 3-2, Carlitos ha avuto la forza mentale di restare attaccato al match. Un passante lungolinea e un dritto in corsa gli hanno permesso di rientrare in partita nel momento più complicato. Sul 6-5, ha alzato il livello e, approfittando di un calo fisico e mentale dell’avversario, ha chiuso la partita con un break liberatorio.
La crescita di Munar e la solidità di un campione
Se Alcaraz ha dimostrato ancora una volta di sapere vincere anche nelle giornate più difficili, Munar ha firmato una delle sue migliori prestazioni sull’erba, superficie storicamente ostica per il maiorchino. Il suo atteggiamento combattivo, la capacità di rispondere colpo su colpo e la lucidità nei momenti decisivi del secondo set lasciano ben sperare per il prosieguo della stagione.
Con questa vittoria, Alcaraz vola ai quarti di finale dove sfiderà Arthur Rinderknech. L’obiettivo è chiaro: affinare il tennis in vista di Wimbledon, dove difenderà il titolo conquistato nel 2023. Ma già oggi ha dato un segnale importante: quando serve, il cuore di Carlitos batte più forte di tutto.


