ATP Cup: la Video Review diventa realtà

ATP Cup: la Video Review diventa realtà

La tecnologia sperimentata alle Next Gen ATP Finals verrà introdotta nella nuova competizione a squadre dell’ATP. Gayle David Bradshaw: “Se gli arbitri prendono una decisione sbagliata e c’è un modo chiaro per correggerla, dovremmo essere tutti dalla sua parte”.

di Christian Cavagna

Dal 3 al 12 gennaio 2020 si terrà in Australia la prima edizione dell’ATP Cup. Torneo a 24 squadre (qualificate in base alla classifica ATP del loro miglior giocatore e al loro impegno a partecipare all’evento), solo maschili, suddivise in sei gruppi da quattro. Le sei squadre vincitrici dei rispettivi gruppi e le due migliori seconde classificate si qualificheranno per i quarti di finale. L’Italia sarà rappresentata da Fabio Fognini, Simone Travaglia e Alessandro Giannessi. Grande assente sarà l’attuale numero uno italiano Matteo Berrettini che ha preferito dare forfait a causa di un problemino agli addominali, così da essere pronto in vista degli Australian Open. L’assente principale sarà, però, la Svizzera che ha dovuto rinunciare al torneo a causa delle defezioni di Federer e Wawrinka. Si preannuncia un interessante inizio di stagione.

Casper Ruud chiede per la prima volta nella storia del tennis l’intervento della Video Review alle Next Gen ATP Finals di Milano.

La grande innovazione di questo torneo sarà l’introduzione della nuova tecnologia sperimentata alle Next Gen ATP Finals: la Video Review. Un passo importante, un miglioramento significativo per ridurre al minimo gli errori di valutazione. Potrà essere corretto anche il giudizio di Hawk-Eye, poiché quella utilizzata sarà proprio una Advanced Hawk-Eye technology, molto più accurata e precisa. Ogni giocatore avrà a sua disposizione tre chiamate in ogni set (quattro in caso di tie-break); su ciascuna richiesta del giocatore, dalla sala video verranno inviate all’arbitro le migliori immagini per consentirgli di rivalutare la giusta decisione da prendere. Se non c’è sufficiente certezza la decisione originale resta valida. Funzionerà grosso modo come il sistema Var già collaudato nel mondo del calcio. Nel nostro caso, però, le immagini prodotte verranno mostrate ai telespettatori a casa, al pubblico in tribuna e ai giocatori in campo, così da raggiungere il massimo grado di chiarezza e coinvolgimento. A questo proposito si è espresso Gayle David Bradshaw, Executive Vice President, ATP Rules & Competition: “gli arbitri sono abituati a prendere decisioni sotto pressione, ora anche gli spettatori potranno vedere in tempo reale lo stesso video che lui guarda per prendere una decisione. Questo ha un enorme potenziale di valore di intrattenimento per i fan; potenziale che non hai nel football americano o negli stadi di calcio. Abbiamo portato il coinvolgimento ad un altro livello”. Bradshaw sostiene fortemente l’utilità della tecnologia Video Review, che potrà evitare numerose ingiustizie, risolvendo efficacemente ogni tipo di incertezza. Potrà, infatti, intervenire su doppi rimbalzi, doppi tocchi con la racchetta, colpi effettuati prima che la palla abbia superato la rete, tocchi di arredi permanenti, colpi effettuati senza che la racchetta sia effettivamente in mano al giocatore, tocchi involontari su corpo e abbigliamento, oltre che per le invasioni di campo. La Video Review avrà occhi su tutto. “Il compito dei giudici è quello di sistemare le cose in una partita, quindi ecco un altro strumento per farlo” continua il Vicepresidente, che conosce bene anche i loro limiti nel giudizio e aggiunge “se prendono una decisione sbagliata e c’è un modo chiaro per correggerla, dovremmo essere tutti dalla sua parte”.

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