Ben Shelton non si accontenta: “So di poter andare oltre, ma devo lavorare ancora di più”

Ben Shelton commenta con lucidità la sconfitta contro Sinner ai quarti di Wimbledon: determinato a migliorare, punta tutto sull'US Open 2025.
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Una sconfitta che brucia, ma che motiva

L’eliminazione ai quarti di finale di Wimbledon per mano del numero uno del mondo, Jannik Sinner, non ha scalfito l’ambizione di Ben Shelton. Anzi, il giovane talento americano ha trasformato la delusione in carburante per continuare a crescere. A 22 anni, ha già raggiunto i quarti in tre dei quattro Slam, eppure la fame di risultati più grandi è evidente: “Non sono ancora dove voglio essere. Ci arriverò, ma c’è ancora tanto lavoro da fare”, ha dichiarato con fermezza.

Shelton ha analizzato con lucidità la sconfitta, ammettendo che Sinner ha giocato un match praticamente perfetto: “La sua palla usciva potentissima, non ho mai visto nulla di simile. Tutto andava a velocità doppia”. Una sensazione condivisa da molti avversari dell’altoatesino, che ha saputo imporre il suo ritmo fin dai primi scambi.

Il rispetto per Sinner e le difficoltà sull’erba

Shelton non ha cercato scuse: “Non puoi entrare in campo pensando che il tuo avversario non sia al 100%”, ha detto, sottolineando come Sinner non abbia mostrato alcun segno dei recenti problemi fisici. L’americano ha riconosciuto anche i propri limiti nella gestione dei momenti chiave, in particolare al servizio: “Quando ho cercato di forzare troppo, ho perso fluidità. Puntare ai 235 km/h nei momenti decisivi è stato stupido da parte mia. Dovevo fidarmi della mia meccanica”.

Sul piano tattico, Shelton ha confessato di aver avuto un approccio a tratti troppo cauto: “Alcuni dritti che andavano spinti li ho semplicemente ‘addolciti’, come se stessi giocando su terra o su un hard court lento. Sto ancora imparando a leggere bene l’erba.”

Progressi visibili e ambizioni concrete

Nonostante la delusione, Shelton non si lascia abbattere. Anzi, è evidente quanto creda nel proprio percorso. Ha elencato i miglioramenti compiuti in stagione, soprattutto in risposta: “Il mio ritorno è migliorato molto, anche se oggi era difficile trovare ritmo: Sinner non mi ha mai dato la possibilità di vedere una seconda palla. Appena rispondevo, la palla spariva”.

Ma il vero obiettivo resta l’US Open, il suo Slam preferito, dove punta a presentarsi nella miglior forma possibile: “Mi sto preparando per l’estate americana. Voglio essere al massimo a New York. Mi sento più forte di qualche mese fa e pronto a competere con i migliori.”

Non è ancora soddisfatto, e va bene così

Shelton non si nasconde dietro i traguardi raggiunti. Pur consapevole dei suoi successi, mantiene uno sguardo critico e orientato al futuro: “Potrei anche pensare: ‘Wow, ho solo 22 anni e sono arrivato ai quarti in quasi tutti gli Slam’. Ma la mia mente non funziona così. Cerco sempre di capire come migliorare. So di avere le capacità per fare qualcosa di ancora più grande.”

Questa mentalità spiega perché non si definisca completamente soddisfatto: “Sarebbe ingiusto dire che sono deluso, ma non posso dirmi appagato. Ho fatto un passo in avanti in ogni Slam rispetto all’anno scorso, ma perdere fa ancora male. E forse è giusto che sia così.”

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