Jannik Sinner sogna Wimbledon, con Djokovic sulla strada
Jannik Sinner si avvicina alla semifinale di Wimbledon con una determinazione sempre più matura e una consapevolezza crescente. Dopo aver superato Ben Shelton nei quarti di finale, il numero uno del mondo ha confermato le sue ambizioni: vincere sull’erba londinese, un obiettivo ancora inedito nella sua carriera. La sfida, però, sarà delle più ardue: ad attenderlo c’è Novak Djokovic, per la decima volta suo avversario.
Il desiderio di vincere e la crescita sull’erba
Sinner non ha nascosto il significato speciale che avrebbe per lui un trionfo a Wimbledon: “Non ho ancora vinto qui, quindi lo desidero ancora di più”, ha dichiarato in conferenza stampa. Per l’altoatesino, la voglia di conquistare titoli su superfici diverse è una spinta ulteriore: “L’obiettivo è vincere tornei che non hai ancora vinto, su superfici dove non hai ancora trionfato”.
Il percorso di crescita sull’erba è frutto di un lavoro costante, anche mentale: “Il tennis è uno sport mentale, è un mix di esperienza e abitudine. Sto cercando di capire che tipo di giocatore sono su questa superficie e credo di essere migliorato rispetto allo scorso anno”.
L’approccio alla sfida con Shelton e la gestione del gomito
Contro Shelton, Sinner ha dovuto affrontare un avversario potente e imprevedibile, capace di servire a oltre 225 km/h. “Quando serve così, è impossibile rispondere. Serve lucidità mentale”, ha spiegato il 23enne, che ha mostrato un’ottima gestione della partita e delle difficoltà fisiche, complice un fastidio al gomito destro.
Per prevenire problemi, Sinner ha giocato con un tutore e taping protettivo. L’infortunio, causato da una caduta nel match precedente con Dimitrov, sembra sotto controllo: “Mi sono sentito bene, anche se ho preso una botta su una palla steccata. Vuol dire che sta migliorando”, ha assicurato.
Preparazione, riposo e mentalità vincente
In vista della semifinale contro Djokovic, la parola chiave è una: equilibrio. “Priorità al riposo, anche per il gomito, ma il corpo va tenuto vivo. Non posso stare fermo tutto il giorno, non funziono così. Bisogna trovare il giusto bilanciamento”, ha detto Sinner, dimostrando un approccio sempre più professionale.
Il servizio, adattato alla tipologia di avversario, ha funzionato bene: più precisione e meno potenza. Ma a fare la differenza, secondo lui, è stato l’atteggiamento mentale: “Abbiamo lavorato tanto per arrivare a questo stato di forma. Ma è stato l’atteggiamento ad essere perfetto”.
Una maturità nuova in campo e fuori
Jannik si è mostrato riflessivo anche sul suo percorso evolutivo: “Sono un giocatore diverso, una persona diversa. Spero di poter dire di essere anche più maturo”. Consapevole che la competizione si fa sempre più serrata, con l’ascesa di nuovi talenti e la costante presenza di campioni come Djokovic e Alcaraz, Sinner sa che il lavoro non si ferma mai: “Devo continuare a lavorare e a spingermi oltre”.
Ora, con una semifinale contro uno dei più grandi della storia, Sinner ha l’occasione di dimostrare fino a dove può arrivare. E magari, coronare il suo sogno d’erba.


