Un passato difficile da dimenticare
Boris Becker non ha mai nascosto quanto l’esperienza del carcere lo abbia segnato. L’ex numero uno del tennis mondiale, condannato a due anni e mezzo nel 2022 per bancarotta e rimasto recluso circa otto mesi nella prigione di Wandsworth, ha raccontato a più riprese le difficoltà vissute dietro le sbarre. “Lì l’anima si divora. Parlare al telefono con mia moglie era la mia ancora di salvezza”, ha confessato.
Il freddo, la mancanza di comfort e la tensione costante lo hanno provato nel fisico e nella mente: “A ottobre dormivo con due giacche e due paia di calzini, avvolgendo un asciugamano intorno alla testa. Ho perso sette chili nelle prime quattro settimane tra stress emotivo, poco cibo e niente alcol”. Momenti difficili anche con altri detenuti: “Ho giocato a poker con veri criminali che hanno cercato di schiaffeggiarmi se non avessi pagato”.
Oggi Becker vive in Germania, dove ha scontato il resto della pena in libertà vigilata, ma ammette che quell’esperienza lo accompagna ancora: “Nessuno può liberarsi mai completamente di quel periodo. Porterò la prigione con me nella mia nuova vita”.
L’analisi tagliente su Sinner e la finale di New York
Se il passato è stato segnato dal carcere, il presente di Becker è fatto di commenti tecnici sul tennis internazionale. Nel podcast di Andrea Petkovic, il tre volte campione di Wimbledon ha parlato della finale degli US Open tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, dominata dallo spagnolo.
“Dal primo all’ultimo minuto Alcaraz è stato chiaramente superiore, persino a Sinner in finale. Ha giocato un tennis di un altro pianeta e ha meritato di vincere”, ha detto Becker, sottolineando come la vera differenza sia arrivata al servizio. “Se Jannik ha un vero punto debole, è proprio questo. Sono rimasto deluso, mi aspettavo di più: Sinner è rimasto fermo con il suo gioco, così diventa prevedibile”.
L’ex campione ha poi aggiunto che, mentre Alcaraz ha mostrato una grande varietà nel suo tennis, Sinner sembrava incapace di cambiare strategia: “A tratti non sapeva come vincere i punti, se non quando Alcaraz sbagliava. È una novità in negativo per lui”.
Le sue parole si intrecciano con le stesse ammissioni di Sinner, che dopo la sconfitta ha riconosciuto la necessità di introdurre novità nel suo gioco per non essere troppo leggibile dagli avversari.
Becker tra memoria e presente
Boris Becker appare oggi diviso tra due mondi: da un lato il ricordo di un periodo buio che lo ha profondamente segnato, dall’altro il ruolo di analista e osservatore privilegiato del tennis moderno. Con la sua franchezza, continua a offrire riflessioni che non lasciano indifferenti, sia quando parla del suo passato personale sia quando valuta i protagonisti della nuova generazione di campioni.


