Caso Clostebol, Naldi resta fuori dal team Sinner: “Penosa la testimonianza di Ferrara, ma ora preferisco il silenzio”

Il fisioterapista Giacomo Naldi resta escluso dal team Sinner dopo il caso Clostebol. Ferrara è stato reintegrato. Naldi: “Una storia che mi ha danneggiato”.
214857671-a7fee393-4818-4e6f-adf9-b5a55d58fca1

La ferita aperta nel team Sinner

Il caso Clostebol continua a lasciare strascichi importanti nel mondo del tennis e, in particolare, nello staff che ruota attorno a Jannik Sinner. A oltre un anno dai fatti, il fisioterapista Giacomo Naldi resta fuori dal team del numero uno al mondo, mentre il preparatore atletico Umberto Ferrara è stato reintegrato. Una decisione che, se da un lato ricompone parzialmente il gruppo che ha accompagnato l’ascesa del tennista altoatesino, dall’altro lascia ferite profonde, soprattutto per chi – come Naldi – sente di essere stato ingiustamente messo da parte.

Il caso Clostebol e le responsabilità

Tutto ha avuto origine alla vigilia del torneo di Indian Wells 2024. Ferrara, affetto da una patologia cronica, portava abitualmente con sé uno spray chiamato Trofodermin, contenente Clostebol, una sostanza vietata dalle normative antidoping. «Lo utilizzo da anni, sapevo fosse vietato e lo tenevo nel mio beauty personale», ha raccontato successivamente Ferrara.

In quei giorni, Naldi si ferì a un dito. Secondo la versione fornita da Ferrara, fu lui stesso a suggerirgli l’uso dello spray, ma raccomandandogli esplicitamente di evitare ogni contatto diretto con Sinner. Le cose, però, andarono diversamente: Naldi, dopo l’applicazione del farmaco, effettuò un massaggio a mani nude al tennista. Nei controlli a sorpresa del 10 e 18 marzo, Sinner risultò positivo al Clostebol.

Le parole e i silenzi

La vicenda ha avuto conseguenze professionali significative. Mentre Ferrara è stato riaccolto nello staff, Naldi è rimasto escluso. Una scelta che brucia: «È una storia che mi ha amareggiato troppo, ha danneggiato la mia immagine. Quando sarà il momento opportuno parleremo di tutto con calma», ha dichiarato il fisioterapista a la Repubblica.

Dietro al silenzio, però, si percepisce un rancore che non si è ancora sopito. A chi gli ha chiesto conto delle parole di Ferrara, Naldi ha risposto definendole «penose», aggiungendo: «Magari un giorno parlerò, ora fa troppo male». Nonostante tutto, un legame umano con Sinner sembra essere rimasto. Lo stesso Naldi ha confidato che il tennista «mi ha chiamato per farmi gli auguri dopo la nascita di mia figlia».

Ferrara e la consapevolezza tardiva

Ferrara, oggi reintegrato, ha espresso un’autocritica che suona parziale. «Facile dire che non rifarei mai più le stesse cose. Sicuramente, non farei più affidamento sul comportamento altrui», ha dichiarato. Parole che sembrano scaricare implicitamente parte della responsabilità su Naldi, alimentando ulteriori tensioni.

Una storia ancora aperta

Naldi oggi lavora nel suo studio a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna. Alle spalle ha una lunga esperienza, maturata anche con la Virtus Bologna e nel recupero di atleti come Francesco Passaro. Eppure, la vicenda Clostebol continua a condizionare la sua carriera. In attesa che venga fatta piena chiarezza, resta l’impressione di una giustizia incompleta, di un errore che ha avuto due protagonisti ma una sola vera conseguenza.

Potrebbe interessarti anche...

NEWS

PIù POPOLARI